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Roma, così cambia il nuovo Codice degli Appalti Europeo, come verificare capacità e requisiti delle imprese

Il tema è stato discusso all’Academy Day nel convegno ‘Dal mercato unico degli appalti pubblici alla qualificazione unica europea?’,promosso da CQOP SOA. Fondamentale la qualificazione per l'accesso al mercato e la preparazione degli operatori economici. Digitalizzazione ed integrazione del mercato

printDi :: 29 ottobre 2026 16:29
Convegno CQOP SOA foto da comunicato stampa

Convegno CQOP SOA foto da comunicato stampa

(AGR) La revisione europea della disciplina degli appalti porta al centro anche la qualificazione degli operatori economici: come verificare capacità e requisiti delle imprese in modo affidabile, evitando controlli duplicati e facilitando la partecipazione transfrontaliera. Il tema è stato discusso all’Academy Day ‘Dal mercato unico degli appalti pubblici alla qualificazione unica europea?’, promosso da CQOP SOA oggi a Roma.

La giornata è stata l’occasione per la presentazione dello studio ‘Completare il puzzle della riforma europea degli appalti pubblici: verso un sistema europeo di qualificazione degli operatori economici?’, realizzato da CQOP SOA con Johns Hopkins University SAIS Europe, Ghent University e Politecnico di Torino. L’analisi inquadra la qualificazione come elemento che incide su accesso al mercato, costi di verifica e tempi delle procedure, e la confronta secondo tre dimensioni: affidabilità degli esiti, costo e durata dei controlli.

 
Lo studio individua tre possibili livelli di convergenza europea: rafforzare il riconoscimento reciproco delle prove nazionali; sviluppare un sistema interoperabile di qualificazioni o passaporti riutilizzabili, rilasciati da organismi accreditati; oppure puntare a una convergenza normativa più ampia, con una funzione europea di vigilanza. La proposta della Commissione per il Public Procurement Act, presentata il 9 settembre 2026, prevede a sua volta un ecosistema digitale interoperabile e un servizio elettronico di verifica dei requisiti, basato su credenziali e profili digitali delle imprese secondo il principio once-only. Lo studio concentra l’analisi sui modelli istituzionali e sulle garanzie che possono rendere le qualificazioni riutilizzabili e riconoscibili tra Paesi, in particolare nei lavori pubblici.

L’indagine esplorativa è stata condotta nel dicembre 2025 tra imprese italiane certificate SOA. Sono state contattate circa 8.000 imprese e raccolte circa 700 risposte. Il 5,5% dei rispondenti dichiara esperienze in appalti esteri; il 62% considera difficile o molto difficile operare in un altro Paese UE e il 34% indica la mancanza di informazioni come principale ostacolo. Tra chi ha risposto ai quesiti sulla riforma, il 73% giudica utile un sistema europeo ispirato alla SOA e l’83% indica un portale unico UE come priorità. Le principali utilità attese sono la riduzione della duplicazione documentale (70%) e tempi di verifica più brevi (66%).

Nel sistema italiano, l’attestazione SOA è richiesta per la partecipazione agli appalti di lavori pubblici di importo superiore a 150.000 euro. Le verifiche sono svolte da organismi autorizzati da ANAC e sottoposti alla sua vigilanza; gli esiti sono registrati nel Casellario digitale dell’Autorità. Il confronto europeo riguarda quindi non solo il formato digitale delle informazioni, ma anche il valore giuridico delle attestazioni, l’equivalenza dei requisiti nazionali e la responsabilità di chi effettua i controlli.

Dopo la presentazione dello studio, un ricco confronto ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee: hanno aperto i lavori gli interventi di Raffaele Fitto - Vicepresidente esecutivo della Commissione Europea per la coesione e le riforme e Stefano Verrecchia - Ministro plenipotenziario, Capo Dipartimento per gli Affari europei, Presidenza del Consiglio dei Ministri. A seguire sono intervenuti gli onorevoli Erica Mazzetti – Commissione Ambiente e lavori pubblici, Camera dei deputati e Agostino Santillo – Vicepresidente Commissione Ambiente e lavori pubblici, Camera dei deputati. Con loro anche Giuseppe Fabrizio Maiellaro – Consigliere Esperto del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti e Head of Contratti pubblici, Infrastrutture e Territorio di Ontier Italia e i parlamentari europei Denis Nesci  e Brando Benifei – membri della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (IMCO). Con loro anche Paolo Caracciolo – Segretario e Direttore Generale, Città metropolitana di Roma Capitale, Francesca Ottavi – Direttore legislazione opere pubbliche, ANCE, Francesca Levato – Ispettore del lavoro, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Federico Titomanlio – Segretario generale Istituto Grandi Infrastrutture (IGI), Marco Lombardo – Commissione Politiche UE, Senato della Repubblica, Alessandro Colucci – Commissione Affari costituzionali, Camera dei deputati, Francesco Nicoli – Docente di Politica economica europea, Politecnico di Torino, coautore dello studio, Roberto Vitale - Presidente Fondazione Cinzia VItale Initiative for Culture, Gianfrancesco Fidone – Docente di diritto amministrativo e diritto dei contratti pubblici, Università La Sapienza, Roma.

Si è discusso della nuova regolamentazione europea sugli appalti pubblici e della fattibilità concreta di realizzare un mercato unico degli appalti pubblici in Europa. Nel corso del dibattito sono state analizzate le tempistiche di approvazione del regolamento proposto dalla Commissione europea e il ruolo del Parlamento europeo. L'obiettivo è fare il punto sulla posizione dell'Italia e degli altri Stati membri rispetto al testo attuale, valutando le possibili criticità, l'impatto sul sistema di qualificazione e le eventuali ipotesi di modifica che potrebbero essere avanzate dai governi nazionali nel corso dell'iter legislativo. 

DESIDERIO BERDINI, CHIEF INNOVATION OFFICER CQOP SOA

“La riforma europea degli appalti si muove verso una maggiore digitalizzazione e integrazione del mercato. Grazie al lavoro portato avanti da ANAC e dai Ministeri, l’intero sistema italiano può non solo condividere buone pratiche, ma anche porsi come interlocutore chiave nel futuro iter legislativo europeo. In questo contesto, il nostro studio approfondisce il contributo che il modello SOA potrebbe offrire alla costruzione di un sistema europeo di qualificazione, favorendo la fiducia nei requisiti delle imprese e il loro accesso al mercato unico degli appalti”.
 
CQOP SOA
CQOP SOA S.p.A. è una Società Organismo di Attestazione autorizzata nel 2000 e sottoposta alla vigilanza di ANAC. Verifica i requisiti generali e tecnico-economici delle imprese che intendono eseguire lavori pubblici e rilascia l’attestazione richiesta per partecipare alle gare di lavori di importo superiore a 150.000 euro. Opera attraverso dieci sedi in Italia e si rivolge a imprese italiane ed estere e consorzi. Nel 2025, al compimento dei 25 anni di attività, la società ha comunicato di aver emesso oltre 79.000 attestazioni per circa 15.000 clienti.

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