Carabinieri, cento anni per la "Tutela del Lavoro", un secolo a presidio della legalità
L’attività penale a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro negli ultimi tre anni dell'Arma ha dato vita a 207 indagini per il deferimento di 510 soggetti e all’individuazione di 1.287 falsi attestati formativi e di idoneità sanitaria, con l’esecuzione di 212 decreti di sequestro

Carabinieri cento anni Tutela del lavoro
(AGR) Si è svolta questa mattina alle ore 9:30, presso la sede del Comando Unità Mobili e Specializzate Palidoro di Tor di Quinto, la cerimonia celebrativa per i cent’anni esatti dall'istituzione del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, tenutasi alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo.
«Celebriamo il centenario del comando di specialità più antico dell'Arma, con competenze e specializzazioni che oggi sono fondamentali per la tutela della regolarità e della sicurezza nei rapporti di lavoro», ha affermato il Ministro Calderone ricordando la sinergia con i comandi territoriali dell'Arma che permettono di un'ampia capillarità nel servizio a presidio della legalità. «Quando vediamo una divisa per strada - ha aggiunto - ricordiamoci che è la presenza concreta di uno Stato che protegge, assiste e non è mai nemico: questo è il significato più profondo del dovere svolto ogni giorno dalle donne e dagli uomini del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro».
A cent’anni esatti dalla sua istituzione, il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro traccia un bilancio dettagliato e analitico delle principali e più complesse attività investigative e ispettive svolte su tutto il territorio nazionale. Un'opera condotta in stretta sinergia con l’Arma Territoriale attraverso le proprie articolazioni dipendenti, i cui dati statistici integrati mettono in luce un’azione straordinaria e costante rivolta al contrasto del lavoro sommerso, delle frodi assistenziali e delle infiltrazioni della criminalità organizzata all'interno del mercato occupazionale.
Nel decennio compreso tra il 2016 e il 30 settembre 2026, l’attività ispettiva in materia di lavoro, salute e sicurezza ha fotografato un impegno capillare a tutela della regolarità dei contesti lavorativi. I controlli hanno riguardato 173.482 aziende e la verifica delle posizioni di 550.116 lavoratori, attestandosi su una media annua di 15.771 imprese e 50.011 addetti monitorati. Questa imponente vigilanza ha consentito di far emergere 137.215 lavoratori irregolari, tra i quali ben 77.760 impiegati completamente in nero. Proprio per le ipotesi di lavoro nero e per le gravi violazioni riscontrate in materia di sicurezza, i militari hanno adottato 27.437 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale.
Il bilancio sanzionatorio complessivo ha superato la quota di 433 milioni di euro, suddivisi in oltre 281 milioni di euro di sanzioni amministrative e più di 152 milioni di euro di ammende penali. Parallelamente, l’attività di polizia giudiziaria ha portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 78.923 persone, di cui 765 tratte in arresto e 78.158 denunciate in stato di libertà. La vigilanza ha toccato da vicino anche l’ambito del lavoro minorile e dell’immigrazione: sono stati controllati 156.310 lavoratori extracomunitari, individuandone 5.829 clandestini, oltre a 6.247 minori verificati e 2.580 casi di occupazione illecita di minori. Inoltre, le ispezioni hanno permesso di stroncare 983 truffe previdenziali per un danno stimato in circa 145 milioni di euro, consentendo il contestuale recupero di oltre 59,6 milioni di euro di contributi evasi.
Focalizzando l’attenzione sull’attività penale a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro nel triennio 2024-2026, i Carabinieri hanno sviluppato 207 indagini penali mirate sull’intero territorio nazionale. Questa specifica manovra ha condotto al deferimento di 510 soggetti e all’individuazione e al blocco di 1.287 falsi attestati formativi e di idoneità sanitaria, con l’esecuzione di 212 decreti di sequestro. Si tratta di investigazioni che hanno interrotto condotte fraudolente finalizzate a eludere gli obblighi di legge, raggirare i controlli e ottenere un risparmio illecito di spesa sulle certificazioni obbligatorie, salvaguardando così l’affidabilità dei sistemi legali di accreditamento e la vita stessa dei lavoratori.
Sul fronte del contrasto alle truffe in danno dell’INPS, nel quadriennio 2023-2026 la specialità dell’Arma ha portato a compimento 327 indagini, di cui 210 condotte in piena autonomia e 117 in collaborazione con i reparti territoriali, determinando il deferimento di 231 soggetti all’Autorità Giudiziaria. Gli accertamenti svolti hanno fatto emergere indebite percezioni assistenziali per un valore complessivo di 5.571.136 euro, portando contestualmente all’esecuzione di 14 sequestri per un importo di 150.697 euro.
In merito al monitoraggio del Reddito di Cittadinanza, il Comando ha consolidato i dati storici e definitivi sulle verifiche effettuate tra aprile 2019 e settembre 2024. Le ispezioni condotte direttamente sui luoghi di lavoro hanno consentito di individuare 3.386 percettori irregolari, mentre le verifiche sulla sussistenza dei requisiti utili all’ottenimento del beneficio sono state estese ad altri 17.589 percettori. L’attività investigativa complessiva ha portato a deferire all’Autorità Giudiziaria 8.237 soggetti, accertando l’erogazione di somme in totale assenza dei requisiti di legge per un importo pari a 36.667.814,00 euro. In modo parallelo, sono stati effettuati controlli incrociati sulle posizioni di soggetti destinatari di misure cautelari limitative della libertà: su 51.926 posizioni verificate, ben 18.723 hanno fornito esito positivo, facendo scattare le conseguenti revoche e rideterminazioni del beneficio da parte dell’INPS.
Il contrasto all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro, ai sensi dell'articolo 603-bis del codice penale, si conferma una delle priorità assolute del Comparto. Tra il novembre 2016 e l’agosto 2026, i Carabinieri hanno realizzato 1.388 complesse operazioni di polizia giudiziaria, che hanno condotto al deferimento di 3.138 persone, 530 delle quali tratte in arresto. Le attività hanno permesso di individuare e proteggere 17.573 lavoratori vittime di sfruttamento, tra i quali 5.965 impiegati completamente in nero. A conferma dello stretto legame tra vulnerabilità migratoria e sfruttamento, tra le vittime sono stati identificati 1.919 lavoratori clandestini, privi di un valido titolo di soggiorno. L'agricoltura si attesta stabilmente come il settore più colpito, seguito da vicino da industria, terziario ed edilizia. Per spezzare la morsa dei caporali e proteggere le vittime, i militari hanno avviato 671 procedimenti per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale.
Infine, a partire dall’ottobre 2022, il Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro ha implementato su scala nazionale un innovativo metodo analitico e investigativo per contrastare il favoreggiamento su larga scala dell’immigrazione irregolare connesso allo sfruttamento, con particolare riguardo all’uso fraudolento dei Decreti Flussi. Le indagini hanno svelato come le consorterie criminali, spesso strutturate in forma organizzata o di stampo mafioso, avessero monopolizzato l’inoltro delle istanze di ingresso per motivi di lavoro e di emersione, confezionando pratiche del tutto fasulle dietro l'estorsione di somme comprese tra i 4.000 e i 20.000 euro per ciascun lavoratore. Un inserimento fraudolento di massa che saturava i sistemi informatici a danno delle aziende virtuose e dei lavoratori realmente bisognosi. L’articolata manovra dell’Arma ha consentito di analizzare ben 690.366 istanze di ingresso, accertando che 94.598 di esse erano completamente fraudolente. L’azione repressiva ha portato all’apertura di centinaia di procedimenti penali, molti dei quali coordinati dalle Direzioni Distrettuali Antimafia e dalla Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, determinando il deferimento di 1.107 persone e l'arresto di 64 di esse.
A un secolo esatto dalla sua istituzione, l’impegno dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro riafferma la centralità della specialità quale pilastro irrinunciabile a presidio della Costituzione. L’adattamento tecnologico, l’efficacia delle analisi documentali e la fermezza delle operazioni sul campo dimostrano la capacità dell'Arma di proteggere la dignità umana dei lavoratori, salvaguardare la spesa pubblica e difendere il tessuto economico sano della Nazione da ogni forma di criminalità comune e organizzata.
A suggellare questa significativa ricorrenza si è aggiunta l'iniziativa di Poste Italiane, che ha reso nota l'emissione, proprio nella giornata odierna, di un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica "i Valori sociali" interamente dedicato al centenario del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro. Il bozzetto filatelico, ideato da Antonio Bandiera e Tommaso Errico e successivamente ottimizzato dal Centro Filatelico dell'Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., raffigura lo stemma araldico dell'Arma dei Carabinieri incastonato in una grande ruota dentata, simbolo del valore costituzionale del lavoro e fulcro dell'emblema repubblicano. A fare da sfondo, le caratteristiche tinte blu e rossa richiamano l'identità cromatica dell'Arma a sottolineare il profondo legame tra legalità, tutela e lavoro, mentre la dicitura "100° ANNIVERSARIO CARABINIERI PER LA TUTELA DEL LAVORO", affiancata dalla scritta "ITALIA" e dall'indicazione di "TARIFFA B", completa il tributo celebrativo a questo secolo di servizio.
















