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Psicologia “Angeli distratti e Compendio” di Bruna Baldassarre, un viaggio nella memoria, nei traumi e nella dignità dell’uomo

Due libri nella stessa opera che si completano a vicenda:da una parte il racconto di una storia familiare, dall’altra un compendio che approfondisce il metodo biografico come strumento di conoscenza di sé e comprensione dell’altro.Sarà la figlia Bianca a ritrovare una storia che credeva di conoscere

printDi :: 28 ottobre 2026 15:10
Angeli distratti e Compendio di Bruna Baldassarre, la copertina del libro

Angeli distratti e Compendio di Bruna Baldassarre, la copertina del libro

(AGR) “Angeli distratti e Compendio” di Bruna Baldassarre delle edizioni Agribio (si può acquistare online al sito della casa editrice) è un’opera intensa e originale che intreccia racconto autobiografico, riflessione psicologica e ricerca interiore, offrendo al lettore uno sguardo nuovo sul difficile rapporto madre-figlia e sul valore terapeutico della memoria. Due libri che si completano a vicenda: da una parte il racconto di una storia familiare, dall’altra un compendio che approfondisce il metodo biografico come strumento di conoscenza di sé e di comprensione dell’altro.

Tutto ha inizio da un vecchio diario, prezioso custode di ricordi, emozioni e segreti mai svelati. Tra le sue pagine prende forma la storia di Lucilla, una donna vissuta durante la guerra in una realtà contadina, segnata dalle difficoltà del proprio tempo e dalle ferite, spesso silenziose, che accompagnano tante esistenze. Sarà la figlia Bianca, psicologa, a ritrovare in quelle parole le tracce di una storia che credeva di conoscere, ma che si rivelerà molto più complessa e profonda.

 
È proprio attraverso la rilettura del passato che madre e figlia possono riscrivere la propria storia, riconoscendo le origini di sofferenze, difese, ostacoli e fragilità che hanno influenzato la relazione della bambina Lucilla con il suo mondo interiore e familiare. Il racconto si trasforma così in un percorso di consapevolezza, nel quale episodi commoventi si alternano a spunti storici e momenti divertenti, senza rinunciare a una dimensione terapeutica che invita a guardare la propria vita con occhi nuovi.

Uno degli aspetti più significativi dell’opera è la capacità di affrontare i traumi infantili e i sogni infranti attraverso la narrazione biografica. Il passato non viene semplicemente rievocato, ma interrogato e riletto alla luce del presente, nella consapevolezza che molte ferite possono continuare a condizionare il nostro modo di essere, di amare e di affrontare le difficoltà. Conoscere la propria storia diventa quindi un passo fondamentale per riconoscere ciò che ci ha segnato e aprire nuove possibilità di cambiamento.

Il libro assume una particolare intensità quando affronta il delicato tema del fine vita e dell'ingresso nelle Residenze per anziani. Accompagnare una persona cara verso la fine della propria esistenza è un'esperienza che può suscitare dolore, impotenza e rabbia in chi resta. Non è facile assistere al progressivo distacco di qualcuno che amiamo, soprattutto quando la sua individualità sembra rischiare di scomparire dietro le procedure, le regole e l'organizzazione delle strutture assistenziali.

In questo contesto, “Angeli distratti e Compendio” richiama con forza un principio essenziale: la persona anziana non perde la propria dignità, la propria storia e la propria dimensione spirituale quando diventa fragile o dipendente dagli altri. Continua a essere una persona con ricordi, desideri, paure, bisogni affettivi e un mondo interiore che merita ascolto e rispetto. Dimenticarlo significa rischiare di ridurre l'esistenza a una semplice attesa, privando l'individuo di quella presenza umana che rende ancora possibile sentirsi riconosciuti.

L'autrice invita quindi a riflettere criticamente sui modelli assistenziali e su una società che, talvolta, sembra privilegiare l'efficienza e il controllo a discapito della libertà e dell'unicità della persona.

Il valore dell'opera risiede anche nel suo approccio esperienziale e scientifico, il “Compendio” ma al tempo stesso accessibile a un pubblico ampio. Il metodo biografico, arricchito da strumenti fenomenologici e artistici, viene presentato come una possibilità concreta per avvicinarsi alla storia di una persona cara, comprenderne meglio i vissuti e creare occasioni di incontro autentico. Non si tratta soltanto di ricordare, ma di imparare ad ascoltare senza pregiudizi, riconoscendo significati che magari sono rimasti nascosti per decenni.

Particolarmente stimolante è la riflessione sui dodici sensi, che invita a superare la concezione più comune dei cinque sensi e ad ampliare lo sguardo sullo sviluppo umano. In questa prospettiva, i primi quattro sensi assumono un'importanza fondamentale nella crescita del bambino e nella costruzione di un rapporto fiducioso con il mondo.

L'immagine è quella del bambino che vive il mondo come buono, bello e, nell'adolescenza, soprattutto vero, esprime efficacemente il valore di un'educazione che non si limiti a trasmettere conoscenze, ma sappia accompagnare la crescita di persone consapevoli, libere e sensibili. Prendersi cura dell'infanzia significa anche contribuire a prevenire quelle ferite che, se non riconosciute, possono lasciare tracce profonde nella vita adulta. L'invito a rivedersi continuamente, senza smettere mai di conoscersi, diventa così uno dei messaggi più preziosi dell'opera.

Angeli distratti e Compendio è dunque un libro che può parlare a chi desidera comprendere meglio la propria storia familiare, a chi si trova ad accompagnare un genitore anziano, a chi lavora nella relazione d'aiuto e a chiunque senta il bisogno di interrogarsi sul significato della cura. Può offrire spunti importanti anche a chi attraversa il lutto, perché suggerisce che conoscere più profondamente la persona amata può trasformare il modo in cui la ricordiamo e dare un senso nuovo al legame che ci unisce a lei.

La sua lettura lascia una domanda fondamentale: quanto conosciamo davvero le persone che ci sono più vicine? Dietro ogni madre, ogni padre, ogni anziano, esiste una storia fatta di sogni, rinunce, paure e desideri che spesso non abbiamo avuto l'occasione di ascoltare….

Un'opera che invita a guardare oltre le apparenze e le etichette, ricordandoci che ogni persona è molto più delle proprie ferite e che la cura più profonda comincia quando qualcuno si ferma ad ascoltare davvero.

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