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Roma, il navigatore del cellulare usato per spacciare dall'auto spostandosi da un quartiere all'altro, 7 i pusher arrestati

In via dell’Archeologia, a rendere particolare il sistema di spaccio era il deposito utilizzato per rifornire il punto vendita: un cuscino ai piedi dell’albero, al cui interno era nascosto un quantitativo consistente di cocaina. Il pusher prelevava le dosi e con lui operava un complice come palo

printDi :: 27 ottobre 2026 16:18
Roma, il navigatore del cellulare usato per spacciare dall'auto spostandosi da un quartiere all'altro, 7 i pusher arrestati

(AGR) Usavano il telefono come un vero e proprio “navigatore” dello spaccio, spostandosi da un quartiere all’altro per raggiungere i clienti e consegnare la droga direttamente dal finestrino dell’auto. È da qui che prende le mosse l’attività antidroga dei Falchi della VI Sezione della Squadra Mobile, che ha portato all’arresto di 7 persone ed alla segnalazione in Prefettura di due consumatori.

Il primo intervento ha preso forma tra Centocelle e Talenti, dove un uomo ed una donna, a bordo di un’auto, hanno attirato l’attenzione degli investigatori per i movimenti sospetti, con il conducente intento a consultare ripetutamente il navigatore. Dopo aver attraversato diversi quartieri, i Falchi hanno stretto il cerchio attorno ad un possibile acquirente in attesa lungo la strada: una retromarcia, l’accostamento e lo scambio dal finestrino hanno svelato la cessione. La perquisizione ha portato al rinvenimento di innumerevoli dosi di cocaina e di oltre 2.200 euro in contanti. Per la coppia è scattato immediatamente l’arresto.

 
Stesso copione, ma con un itinerario diverso, è stato ricostruito qualche giorno dopo. Questa volta un’auto a noleggio ha raggiunto la zona Prati dopo essere partita dal quadrante est: anche in questo caso, il telefono sembrava fare da navigatore, fino all’incontro con una cliente che avrebbe concordato l’acquisto tramite un’applicazione di messaggistica istantanea. Tra la perquisizione personale e quella domiciliare sono state recuperate 18 dosi di cocaina e per la pusher sono scattate le manette, mentre l’acquirente è stata segnalata alla Prefettura.

In zona Vescovio, a finire sotto la lente dei poliziotti, è stato un pusher “di quartiere” intento a parlare al telefono, come se fosse in attesa di un appuntamento. Nella tracolla nascondeva diversi involucri contenenti shaboo, per un totale di circa 140 grammi oltre a 300 euro in contanti.

È stato invece il quadrante est della Capitale a restituire gli espedienti più singolari per occultare la droga e “proteggere” le cessioni. In via dell’Archeologia, a rendere particolare il sistema era il deposito utilizzato per rifornire il punto vendita: un cuscino ai piedi dell’albero, all’interno del quale era nascosto un quantitativo consistente di cocaina. Proprio da lì il pusher prelevava le dosi al bisogno e con lui si muoveva un complice, che svolgeva il ruolo di “palo” indirizzando gli acquirenti verso il punto di consegna. Per entrambi è scattato l’arresto e nell’occasione un’acquirente è stato segnalato alla Prefettura.
A chiudere il sipario, una donna in un parco seduta su una panchina, che effettuava cessioni “lampo” protetta da vedette che sorvegliavano gli accessi, indirizzando i clienti. Tra dosi gettate a terra nel tentativo di sbarazzarsene e denaro occultato negli indumenti intimi, per la quarantacinquenne bulgara è scattato l’arresto.
Il bilancio complessivo ha restituito 165 dosi di droga sequestrata e oltre 3 mila euro cash sottratti alla disponibilità dei pusher.
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.
Per completezza, si precisa che le evidenze informative e investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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