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Uil Roma e Lazio: Maurizio Lago, con la politica aperti al dialogo, ma non ci schieriamo con nessuno. Più sicurezza nei luoghi di lavoro e contrasto al dumping contrattuale

Intervista al segretario regionale Maurizio Lago che su appalti pubblici e Pnrr mette in guardia: bene i cantieri ma terminati gli investimenti attenzione ai lavoratori precari e ai salari insufficienti. Con Cgil e Cisl percorsi condivisi ma su alcune vertenze rivendichiamo la nostra autonomia

printDi :: 21 luglio 2026 16:59
Maurizio Lago Segretario Generale Uil Lazio - ©Credits PH - Ufficio Stampa UIL

Maurizio Lago Segretario Generale Uil Lazio - ©Credits PH - Ufficio Stampa UIL

(AGR) Il XIX Congresso Nazionale della UIL, conclusosi a Padova, ha confermato per la terza volta la fiducia a PierPaolo Bombardieri, blindando la linea autonoma ed esplicitamente rivendicativa del sindacato. Per capire quali forme assumeranno queste rivendicazioni a Roma e nei territori del Lazio, abbiamo rivolto alcune domande al segretario generale della Uil regionale Maurizio Lago.

Dialogo con la Regione Lazio: "Contano i risultati, non le dichiarazioni"

 
D. Segretario Lago, la presidente Meloni ha ribadito dal palco del Congresso di Padova che il confronto con i sindacati è "la cifra identitaria" della destra al governo. Questa disponibilità al dialogo la ritrova anche alla Pisana con la Giunta Rocca o il modello Lazio viaggia su binari diversi? Si pensi ad esempio a misure come il Bando Fresco Lazio: la UIL ha chiesto ufficialmente alla Regione di escludere dai fondi pubblici le aziende che fanno dumping contrattuale. C'è un ascolto reale su questo fronte o vi scontrate con un muro istituzionale?

R. “Per la Uil il dialogo istituzionale deve essere orientato ai risultati. Chiediamo che le decisioni che riguardano milioni di persone siano costruite attraverso un confronto vero. Nel Lazio abbiamo interlocuzioni aperte con la Giunta regionale e continueremo a misurare il rapporto sulla base dei risultati. Il nostro ruolo non è quello di essere favorevoli o contrari a prescindere: siamo un sindacato autonomo, che valuta di volta in volta le scelte in base agli effetti che producono sulle persone. Il caso del Bando Fresco Lazio è emblematico: le risorse pubbliche devono sostenere imprese che investono, innovano e rispettano il lavoro, non chi pensa di competere comprimendo salari e mortificando i diritti. Per questo abbiamo chiesto che l’accesso ai finanziamenti pubblici sia vincolato al rispetto dei contratti collettivi maggiormente rappresentativi. Lo stesso principio vale quando parliamo di fiscalità regionale. Il sistema fiscale deve essere più giusto e progressivo. Non possiamo chiedere sempre sacrifici ai lavoratori dipendenti e pensionati. Le addizionali regionali, come ogni forma di prelievo, devono essere valutate dentro un quadro complessivo: devono sì garantire i servizi essenziali, ma al tempo stesso non devono compensare i tagli dei trasferimenti del governo alle regioni”.

Comunali 2027: "La UIL non si lascia tirare per la giacca"

D. Elezioni Comunali 2027: autonomia della Uil e futuro del Campidoglio. Nel 2027 si voterà a Roma e la macchina dei partiti si sta già muovendo. Lei ha dichiarato fin dal suo insediamento a maggio che nessuno può tirare la Uil per la giacca. C' è il rischio che le vostre battaglie siano strumentalizzate dall' opposizione o compresse dalla Giunta Gualtieri? Qual è la condizione minima e non negoziabile che porrete a chiunque si candiderà a guidare Roma?

R. “La Uil è un sindacato laico e indipendente dai partiti. Dialoghiamo con tutti, ma non ci schieriamo con nessuno. Ci schieriamo dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati, dei giovani e delle persone che vivono questa città. Valuteremo ogni proposta nel merito. Se sarà utile a migliorare il lavoro, rafforzare i servizi pubblici e rendere Roma più vivibile e inclusiva, la sosterremo. Se invece non risponderà ai bisogni reali dei cittadini, la criticheremo con la stessa determinazione. A chiunque guiderà la Capitale chiederemo di mettere al centro il lavoro e la qualità della vita delle persone: rispetto dei contratti, contrasto al dumping contrattuale, più sicurezza e confronto con le parti sociali. Anche qui ritorna il tema della fiscalità locale. Non si può continuare a chiedere sacrifici ai cittadini attraverso tasse, addizionali e tariffe. Gli enti locali devono garantire equilibrio nei bilanci, ma anche efficienza e qualità della spesa pubblica”.

Unità sindacale: "Con Cgil e Cisl quando serve, ma la nostra autonomia resta"

D. I rapporti con Cgil e Cisl e le crepe nell'unità sindacale. A Padova, la presenza di Landini e Fumarola ha mostrato un fronte sindacale unito sui grandi temi nazionali. Sul territorio romano e laziale, però, l'unità vive spesso a geometrie variabili. Questa frammentazione locale rischia di indebolire i lavoratori di fronte alle scadenze del 2027? Su quali vertenze cittadine l'asse con Cgil e Cisl resta unito e dove, invece, la Uil rivendica un’autonomia di percorso insanabile? Si pensi alla sanità laziale dove assistiamo spesso al muro contro muro della Cgil con la Giunta Rocca, mentre sui trasporti e il terziario romano, la Cisl sceglie spesso la via di accordi separati. In questo scenario frammentato, qual è lo spazio identitario della Uil? Ad esempio, su vertenze calde come la gestione degli appalti dei servizi a Roma e la stabilizzazione dei precari della sanità, quali è la vostra posizione rispetto a quella delle altre sigle?

R. “L'unità sindacale è uno strumento per dare risposte alle persone. La Uil è sempre disponibile a costruire percorsi condivisi con Cgil e Cisl. Lo abbiamo dimostrato tante volte, sia a livello nazionale sia nel Lazio, su temi fondamentali come la sicurezza sul lavoro, la tutela del potere d'acquisto, la difesa della sanità pubblica e la qualità dei servizi. Ma rivendichiamo con orgoglio la nostra autonomia. Se c'è da firmare un accordo che migliora davvero le condizioni delle persone lo facciamo con responsabilità, se invece lo riteniamo insufficiente, lo diciamo con altrettanta chiarezza. Sugli appalti pubblici riteniamo che il criterio del massimo ribasso non può continuare a prevalere sulla qualità del lavoro. Servono clausole sociali, piena applicazione dei contratti collettivi comparativamente più rappresentativi, controlli rigorosi sulla sicurezza, contrasto al dumping contrattuale e strumenti che garantiscano continuità occupazionale e qualità dei servizi. La stabilizzazione del personale precario della sanità è scelta indispensabile per rafforzare il Servizio sanitario regionale e garantire ai cittadini cure di qualità. Siamo un sindacato libero, autonomo. A noi interessa costruire soluzioni. Se possiamo farlo insieme, siamo i primi a lavorare per l'unità. Quando occorre assumere una posizione diversa per difendere meglio - a nostro avviso - i diritti delle persone, non abbiamo alcuna difficoltà a farlo. Il nostro unico punto di riferimento non sono gli equilibri tra le organizzazioni sindacali, ma gli interessi delle lavoratrici, dei lavoratori e dei pensionati”.

Crisi industriale: "Cassino è il simbolo di un problema nazionale"

D. La mappa della crisi occupazionale: lo spettro dei licenziamenti nel Lazio. Veniamo alle vertenze più dure. I dati del primo semestre 2026 confermano lo stato di massima emergenza per lo stabilimento Stellantis di Cassino e, di riflesso, per l'indotto, dove aziende come Trasnova, Logitech e Tecnoservice hanno visto scattare procedure di licenziamento collettivo. Cosa propone la Uil per arginare questa emorragia occupazionale nelle province e quali sono, invece, i settori più a rischio nella Capitale?

R. “La crisi di Stellantis e del suo indotto non è una vertenza locale ma il simbolo di quello che sta accadendo al sistema industriale italiano. Quando un grande stabilimento come Cassino rallenta, a pagare il prezzo non sono soltanto i lavoratori diretti, ma centinaia di famiglie dell'indotto e un intero territorio che rischia di perdere competenze, capacità produttiva e prospettive di sviluppo. Siamo vicini ai lavoratori in ogni sede, dai tavoli aziendali a quelli istituzionali, con l’obiettivo che nessuno venga lasciato solo. Ma la sfida è più grande, perché dobbiamo dare un futuro produttivo a quei lavoratori e a quei territori. Per far questo serve una nuova politica industriale. Servono investimenti, innovazione, riconversione produttiva, sostegno alle filiere e un confronto permanente tra Governo, Regione, imprese e parti sociali, perché la transizione ecologica e tecnologica non può trasformarsi in una transizione verso la disoccupazione. Le preoccupazioni non riguardano soltanto Cassino. Ogni provincia ha le sue criticità. Anche Roma - pur con un' economia diversa - presenta evidenti sofferenze. Penso al commercio, al turismo, ai servizi, alla logistica, ai call center, e a quei comparti nei quali cresce il rischio di lavoro povero e precarietà. É in questi settori che si gioca una partita decisiva per la qualità dell’occupazione.

Appalti e PNRR: "No a una crescita fondata sulla precarietà"

D. Grandi opere, appalti e lavoro di qualità a Roma. La Uil Lazio ha recentemente denunciato casi di dumping contrattuale a Roma, in alcune società di contact center dove si applicano contratti peggiorativi ai danni di centinaia di operatori. Con la coda dei cantieri romani legati al PNRR e le stabilizzazioni in partecipate come Risorse per Roma, c’ è il rischio che la fine dei grandi investimenti lasci dietro di sé solo precariato? Dal vostro osservatorio, esistono oggi a Roma aziende che stanno creando vera e buona occupazione o siamo davanti a una fabbrica di contratti pirata?

R. “Il rischio che stiamo correndo è proprio questo: accontentarci di una crescita occupazionale che strizza l’occhio alla precarietà, ai salari bassi, ai diritti negati. Il fenomeno del dumping contrattuale ad esempio distorce il mercato del lavoro perché utilizza contratti con meno tutele per abbassare il costo del lavoro. É una pratica che danneggia lavoratrici e lavoratori, ma che mette in difficoltà anche quelle imprese che invece rispettano le regole e investono sulla qualità. Sul tema degli appalti la nostra posizione è molto chiara: gli investimenti pubblici, compresi quelli legati al Pnrr e alle grandi opere, devono produrre valore economico e sociale. Non possiamo immaginare una Roma che cresce grazie ai cantieri, ma che lascia dietro di sé - terminati gli investimenti - lavoratori precari e salari insufficienti”.

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