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Opera Sila, la cultura che fa bene al territorio: torna il modello “Do Ut Jazz”

La musica si manifesta nel bosco e diventa parte del cammino

printDi :: 03 settembre 2026 09:26
Do ut Jazz PH: Ufficio Stampa Rosita Mercatante

Do ut Jazz PH: Ufficio Stampa Rosita Mercatante

(AGR) Vivodimusica e Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia riservano una quota di escursioni a chi soggiorna in Sila. Sold out per il pubblico, ma il pernottamento diventa passaporto per l'esperienza

SILA PICCOLA – La musica porta le persone nel bosco. Il soggiorno le fa restare, e fa vivere il territorio. È questa l'idea semplice e potente di “Do Ut Jazz”, il modello di scambio virtuoso tra festival e economia locale che Vivodimusica, con il sostegno della Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, rilancia quest'anno dentro A Farla Amare Comincia Tu – Opera Sila.

 
Il principio: le prenotazioni per le escursioni di Opera Sila hanno già registrato il sold out, ma una nuova quota di posti sarà riservata a chi, nei prossimi giorni, sceglierà di soggiornare in una struttura ricettiva della Sila. Hotel, B&B, agriturismi e realtà dell'ospitalità diventano così parte integrante del festival. Chi decide di fermarsi potrà accedere alle attività – la cui partecipazione resta gratuita – anche se le disponibilità aperte al pubblico sono esaurite.

In pratica, il soggiorno diventa motore di un circuito: la cultura genera attrattività, l'attrattività produce presenza, la presenza crea ricaduta economica per chi quel luogo lo cura ogni giorno.

Do ut Jazz PH: Ufficio Stampa Rosita Mercatante

Do ut Jazz PH: Ufficio Stampa Rosita Mercatante

Cultura condivisa

«Un'attività è culturale solo se condivisa – sottolinea Antonio Pascuzzo, musicista, produttore e direttore artistico di Opera Sila, ideatore del modello – Un festival può essere un modo per far incontrare cultura, persone ed economia locale. Con Do Ut Jazz cerchiamo di costruire proprio questo circuito: chi sostiene il territorio attraverso la propria presenza può ricevere in cambio un'opportunità culturale. È una forma di restituzione reciproca, nella quale la cultura non si limita a portare persone in un luogo, ma contribuisce a far vivere quel luogo e chi ha scelto di investire su di esso».

Il modello non è nuovo. Era stato premiato al MEI di Faenza nel 2014 e sperimentato a Catanzaro dall'Associazione Nakalaika, già Atina Jazz, impegnata per Vivodimusica: durante le manifestazioni natalizie, l'accesso a due concerti al Nuovo Supercinema era legato agli scontrini degli esercizi del centro storico. Un primo esempio di ricaduta diretta.

Con Opera Sila, il principio si evolve: non più solo cultura e commercio, ma cultura, turismo e ospitalità.

«La cultura può diventare una leva concreta per sostenere l'economia dei territori quando riesce a generare presenze e a creare connessioni con le attività locali – spiega il presidente della Camera di Commercio, Pietro Falbo – Incentivare il soggiorno significa offrire un'opportunità in più per conoscere e vivere la Sila e, nello stesso tempo, sostenere le imprese che hanno scelto di investire qui e che contribuiscono ogni giorno alla vitalità del territorio».

Do ut Jazz PH: Ufficio Stampa Rosita Mercatante

Do ut Jazz PH: Ufficio Stampa Rosita Mercatante

Il festival nei boschi

Opera Sila scalda i motori per la nuova edizione, in programma nei primi tre weekend di settembre nella Sila Piccola, nel Comune di Taverna. In cartellone grandi nomi della musica italiana: Carmine Ioanna, Sergio Caputo, Awa Ly, Raiz, Motta, Simone Cristicchi e Amara, Rocco Papaleo e Nico Arezzo, tra gli altri.

La formula resta quella che ne ha fatto un caso unico: musica, natura e divulgazione scientifica. Niente palchi tradizionali, ma “imboscate artistiche”: esibizioni a sorpresa che spuntano lungo i sentieri, durante escursioni guidate da guide ambientali, botanici e naturalisti. La musica si manifesta nel bosco e diventa parte del cammino.

Il sabato pomeriggio torna anche “Ritorno all'Ovile”, spazio di incontro e convivialità dove antropologi, imprenditori, storici e studiosi si confronteranno sui temi delle aree montane: trasformazioni, comunità, cura dei luoghi.

Il progetto è realizzato con il sostegno della Regione Calabria – Fondi POC 2014/2020 Azione 6.8.3. – Dipartimento Turismo, Cultura e Marketing Territoriale, nell'ambito di “Calabria Straordinaria” – Avviso “Eventi Straordinari: la Calabria che incanta”.

Con Do Ut Jazz, Opera Sila dimostra che un festival non ha solo spettatori. Ha protagonisti: il pubblico che sceglie di fermarsi, gli operatori che tengono vivo il territorio, la cultura che li fa incontrare. Rosita Mercatante

Ufficio stampa e informazioni 

Rosita Mercatante 

Tel. 389 1626758

Credits PH: Rosita Mercatante

email: rosita.mercatante@gmail.com

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