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Tragedia in Bosnia: precipita elicottero Chinook dell'Esercito, morti e feriti

Dramma nei cieli di Brčko durante una missione Eufor Althea: le immagini diffuse dal TG3 mostrano il relitto distrutto dopo lo schianto

printDi :: 29 ottobre 2026 21:24
Il relitto del Chinook ICH-47F dell'Esercito Italiano spezzato in più tronconi a Gorice, nei pressi di Brčko. I soccorritori sul luogo dell'impatto (Fermo immagine: Fonte Rai TG3/Esclusiva Klix.ba)

Il relitto del Chinook ICH-47F dell'Esercito Italiano spezzato in più tronconi a Gorice, nei pressi di Brčko. I soccorritori sul luogo dell'impatto (Fermo immagine: Fonte Rai TG3/Esclusiva Klix.ba)

(AGR) SARAJEVO / ROMA – Pomeriggio di profondo dolore per le Forze Armate impegnate all'estero. Un elicottero da trasporto pesante ICH-47F Chinook dell'Esercito Italiano è precipitato nei pressi del villaggio di Gorice, all'interno del distretto di Brčko, nella zona nord-orientale della Bosnia-Erzegovina. Il velivolo era decollato per una regolare attività di volo definita come "missione di routine" nell'ambito dell'operazione europea EUFOR Althea.

Il Ministero della Difesa, con una nota ufficiale diramata solo dopo aver informato i parenti nel pieno rispetto del loro dolore e della loro dignità, ha confermato il drammatico bilancio definitivo: quattro militari italiani sono deceduti. Si tratta di due appartenenti all’Esercito Italiano e due al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana (CRI). A bordo del mastodontico velivolo si trovavano complessivamente 15 persone. Gli undici feriti stanno ricevendo le cure necessarie presso le strutture ospedaliere locali e, al momento, nessuno di loro versa in pericolo di vita. Per garantire il massimo supporto, la Difesa ha immediatamente disposto l’invio dall'Italia di un’équipe medica specializzata per assistere i connazionali.

 
La zona disabitata vicino all'insediamento di Gorica dove è precipitato il velivolo della missione Eufor Althea. Sullo sfondo si notano i mezzi di emergenza per la messa in sicurezza dell'area

La zona disabitata vicino all'insediamento di Gorica dove è precipitato il velivolo della missione Eufor Althea. Sullo sfondo si notano i mezzi di emergenza per la messa in sicurezza dell'area

Le prime drammatiche immagini del relitto, diffuse dal TG3 Rai e dai canali social balcanici, documentano la violenza dello schianto: la monumentale cellula del velivolo a doppio rotore appare spezzata in più tronconi sul terreno. Stando alle testimonianze oculari raccolte dall'agenzia Ansa, il Chinook volava a bassa quota prima di perdere improvvisamente controllo ed effettuare repentine virate. L'impatto è avvenuto in un'area fortunatamente non abitata, sebbene a breve distanza dalle prime case della frazione di Gorica, escludendo il coinvolgimento di civili locali. Sul posto i vigili del fuoco vigileranno per tutta la notte per scongiurare il pericolo latente di fiammate dovuto all'ingente perdita di cherosene.

Le cause della tragedia sono attualmente in corso di accertamento ed è già stata avviata un'indagine tecnica approfondita per chiarire le circostanze dell'accaduto. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, insieme a tutta la Difesa, si è stretto con profonda commozione alle famiglie delle vittime: «In questo momento di dolore immenso, il mio pensiero va innanzitutto alle famiglie dei nostri caduti, alle quali esprimo il cordoglio mio personale e di tutta la Difesa. Non esistono parole capaci di colmare una perdita così grande. Ai nostri militari che hanno perso la vita servendo il Paese va la riconoscenza dell’Italia intera. Siamo vicini ai feriti e a tutti coloro che stanno vivendo queste ore drammatiche».

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la Premier Giorgia Meloni hanno espresso nelle scorse ore il profondo cordoglio della Nazione per il sacrificio dei militari, seguiti dai messaggi di vicinanza dei ministri Antonio Tajani e Alessandro Giuli, e del vicesegretario di Forza Italia Deborah Bergamini. L'Ambasciatore d'Italia a Sarajevo si è già recato a Brčko per monitorare la situazione dei feriti e supportare le procedure di rientro dei corpi dei quattro caduti.

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