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Roccagorga (Lt), Ezio Bonanni (ONA): dalla memoria dell’eccidio alla battaglia per ambiente, salute e giustizia sociale

Alla Festa dell’Avanti! 2026 il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto Ezio Bonanni ha richiamato le radici della sua terra legando la memoria del 1913 alle sfide di oggi: «L’interesse della comunità deve venire prima delle contrapposizioni»

printDi :: 22 settembre 2026 09:54
L'intervento dell'avv. Ezio Bonanni a Roccagorga

L'intervento dell'avv. Ezio Bonanni a Roccagorga

(AGR) di Donatella Gimigliano

Dalla memoria di una comunità che ha pagato con il sangue la propria richiesta di giustizia sociale alle battaglie contemporanee per la tutela della salute, dell’ambiente e della dignità del lavoro. È questo il filo che Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e presidente onorario del PSI, ha scelto per il suo intervento alla seconda giornata della Festa dell’Avanti! 2026, organizzata dal Partito Socialista Italiano a Roccagorga, in provincia di Latina.

 
Per Bonanni l’appuntamento ha avuto anche un significato personale. Nato proprio a Roccagorga e da anni impegnato sul fronte giudiziario nella tutela delle vittime dell’amianto, dell’uranio impoverito e di altri agenti cancerogeni, l’avvocato è tornato alle proprie origini per costruire un parallelismo tra passato e presente, partendo dall’eccidio del 6 gennaio 1913, una delle pagine più drammatiche della storia della cittadina lepina.

Una memoria che Bonanni ha voluto rileggere non come semplice commemorazione, ma come richiamo alla responsabilità del presente. Nel suo intervento ha ricordato la lunga storia di Roccagorga e di una comunità cresciuta intorno ai valori del lavoro, della solidarietà e di una concezione collettiva della libertà, collegandola alla necessità di continuare oggi a difendere la persona di fronte ai rischi ambientali e professionali.

È su questo terreno che si inserisce il suo impegno contro l’amianto e gli altri cancerogeni, portato avanti attraverso l’attività dell’Osservatorio Nazionale Amianto e una lunga azione giudiziaria a tutela di lavoratori, cittadini e appartenenti alle Forze Armate esposti a sostanze nocive. Un percorso nel quale la difesa dell’ambiente non può essere separata, nella visione di Bonanni, dal diritto alla salute e dalla protezione sociale. Il suo impegno legale in materia di amianto e uranio impoverito è documentato anche dall'attività dell'ONA.

Il riferimento storico più forte è stato quello alla strage del 1913, quando una manifestazione popolare a Roccagorga fu repressa nel sangue. Bonanni ha ricordato le vittime, tra le quali anche un bambino, e la donna uccisa mentre portava con sé la bandiera italiana, individuando in quella pagina una testimonianza del prezzo pagato dalla comunità per rivendicare libertà e giustizia.

Da qui anche il richiamo a Sandro Pertini e a una concezione della libertà inscindibile dalla giustizia sociale e dal progresso dell'intera collettività. Per Bonanni, la memoria assume valore proprio quando riesce a parlare al presente e a indicare una responsabilità comune nei confronti delle nuove generazioni.

Il presidente dell’ONA ha quindi rivolto l’attenzione al futuro del territorio, auspicando un impegno condiviso delle diverse forze politiche per lo sviluppo delle comunità dei Monti Lepini e dell’intera provincia di Latina, superando contrapposizioni che rischiano di ostacolare obiettivi di interesse generale.

Il confronto della seconda giornata, moderato dallo stesso Bonanni insieme alla giornalista Rai Angelica Fiore, ha visto la presenza e la partecipazione, tra gli altri, del segretario nazionale del PSI Enzo Maraio, di Gian Franco Schietroma, del segretario provinciale Domenico Guidi, della sindaca di Roccagorga Carla Amici, di Lubiana Restaini, Onorato Nardacci e dell’esperto di intelligenza artificiale Jampier Pellorca. Al centro dell'incontro temi che hanno attraversato ambiente, lavoro, innovazione tecnologica, sviluppo economico e giustizia sociale.

Nel luogo delle sue origini, Bonanni ha così ricondotto questioni apparentemente lontane a un unico principio: il progresso non può essere misurato soltanto attraverso lo sviluppo economico, ma deve tradursi nella tutela della vita, della salute, del lavoro e della dignità delle persone.

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