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Fattore Umano, dall'ascoloto la crescita collettiva

A Villa Altieri il lancio nazionale di I3C: istituzioni, scuola, imprese e Terzo Settore a confronto sul valore delle relazioni

printDi :: 04 novembre 2026 17:55
Lancio Nazionale I3C a Villa Altieri: il Counselling per la Coesione Sociale - Foto Credits, I3C Istituto Counselling

Lancio Nazionale I3C a Villa Altieri: il Counselling per la Coesione Sociale - Foto Credits, I3C Istituto Counselling

(AGR) «Ascolto, scambio e incontro sono le fondamenta di una società plurale e di una comunità inclusiva: il counselling rappresenta una risorsa importante per promuovere il benessere delle persone, prevenire il disagio e rafforzare le relazioni, utilizzando la chiave della conoscenza e gettando via quella dell’indifferenza»: con queste parole Tiziana Biolghini, consigliera di Roma Capitale e consigliera della Città Metropolitana di Roma Capitale delegata alle Pari opportunità, Politiche sociali, Cultura, Partecipazione, Trasparenza e Anticorruzione, ha salutato a distanza la conferenza «FATTORE UMANO – Counselling, Coesione Sociale e Qualità della Formazione», che il 4 novembre ha preso vita a Villa Altieri. L’iniziativa ha segnato il lancio nazionale di I3C – Istituto Counselling Centrato sul Cliente, promotore dell’evento, realizzato in collaborazione con GIOVE srl Creativa e con il patrocinio di Roma Capitale, della Città Metropolitana di Roma, della Regione Lazio e Next Economia.

L’incontro ha offerto l’occasione per approfondire come le relazioni possano favorire lo sviluppo individuale e collettivo nei diversi campi della vita: dai banchi di scuola alla formazione universitaria e professionale, dal lavoro alla comunicazione responsabile. «Il lancio nazionale di I3C a Villa Altieri segna l'avvio di un presidio di eccellenza e di Alta Formazione per il counselling e le relazioni professionali di aiuto in Italia. Grazie al sostegno della Regione Lazio, di Roma Capitale e della Città Metropolitana, portiamo nelle comunità l'etica dell'ascolto rogersiano: uno strumento concreto per trasformare la fiducia reciproca e l'autenticità in leva di crescita culturale, professionale e sociale per l'intero Paese», ha chiarito Francesca Coddetta, fondatrice e direttrice dell’Istituto, che ha guidato il confronto tra rappresentanti delle istituzioni, della formazione, delle imprese e dei media, intrecciando esperienze e prospettive sul valore delle relazioni.

 
«In una società complessa come quella attuale, utilizzare un solo paradigma per progettare le strategie di welfare è un controsenso», ha spiegato Marco Deriu, presidente del Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti (CNCP), sottolineando il contributo del counselling a un welfare che valorizzi l’ascolto, le capacità delle persone e la loro autonomia. «Medicalizzare qualsiasi difficoltà o passaggio della vita – prosegue – rischia di privare le persone del loro potere d’azione. Le persone non sono una somma di problemi da curare, ma soggetti portatori di risorse, competenze e capacità di autodeterminazione. Serve un welfare plurale, capace di integrare competenze e professionalità diverse, sostenere l’autonomia, rafforzare i legami e attivare le risorse delle persone, delle famiglie e delle comunità. Rimettere al centro la relazione significa investire sulle capacità reali delle persone, anche attraverso professionalità come i Counselor».

È soprattutto alle nuove generazioni, cui sono affidate le chiavi del cambiamento, che questa riflessione si rivolge: «I giovani oggi hanno certamente bisogno non solo di essere educati all’ascolto, ma anche di essere ascoltati», ha aggiunto Carla Fermariello, presidente della XI Commissione capitolina permanente Scuola. «Penso che uno degli strumenti fondamentali - prosegue - sia quello di costruire relazioni di reciprocità fondate su un sentimento molto importante e sempre meno praticato: quello della stima. La stima reciproca è alla base delle relazioni umane e dello stesso spirito di reciprocità.» Nell’era delle tecnologie e dell’IA, ampio spazio è stato dedicato al potenziamento del fattore umano per sviluppare le soft skills e contrastare l’individualismo e la disumanizzazione della società. Dal mondo dell’impresa, Andrea Rotondo, presidente di Confartigianato Roma, ha sottolineato: «L’Intelligenza Artificiale può produrre risultati con una velocità impensabile ma è l’Intelligenza Artigiana che immette nei prodotti e servizi quei tratti di autenticità ed eccellenza che definiscono il Made in Italy». Tra le altre voci istituzionali, Linda Meleo, consigliera comunale e capogruppo M5S in Assemblea Capitolina. Il confronto sulla formazione e sulle competenze relazionali ha coinvolto anche Gianni Sulprizio e Silvia Spaziani, direttori onorari I3C, supervisor counsellor e psicoterapeuti; Salvo Messina, già presidente e fondatore di Solco S.r.l.; Maria Raffaella Cangi, docente IPU; Barbara D’Alessio, presidente della Fondazione LIRH. Per il mondo del lavoro e dell’impresa sono intervenute Simona Petrozzi, fondatrice di SIRO Consulting e presidente di Terziario Donna Confcommercio Roma, e Claudia Torrisi, presidente di Parliamoci ETS, professional counsellor, vicepresidente di Federfranchising Confesercenti e imprenditrice. Hanno portato il contributo dell’ambito giuridico Gianluca Maria Esposito, professore ordinario di diritto amministrativo presso l’Università La Sapienza, e Pietro Osnato, avvocato esperto di diritto di famiglia e reati contro le donne. Sui temi dei diritti, del dialogo interculturale e della costruzione di pace sono intervenuti Valentina Fabbri, presidente di Programma Integra; Loredana Macchietti Minà, presidente della Fondazione Gianni Minà; Manuela Olivieri Mennea, avvocata e presidente della Fondazione Pietro Mennea; Stefano Galieni, responsabile nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea; Paola Minà, psicologa. Il rapporto tra informazione responsabile e linguaggio della relazione è stato al centro del confronto con Lucilla La Puma, giornalista del Corriere della Sera; Alessandro Marucci, giornalista di Messaggero.it e Contatto Biz; Dario Ballantini, imitatore, attore e pittore. La conferenza ha affiancato le esperienze degli operatori a quelle di chi ha beneficiato degli strumenti del counselling. Dalle persone senza dimora a chi affronta misure alternative alla detenzione, Carla Oneili e Valeria Verde, counsellor e docenti I3C, hanno raccontato il valore dell’ascolto per superare l’isolamento e ritrovare fiducia. Per Donne for Peace APS, Oksana Ulitska, pediatra e rifugiata ucraina, ha raccontato come il percorso di formazione in counselling, che sta completando, le abbia offerto strumenti per ricostruire la propria vita e accompagnare gli altri attraverso l’ascolto. Il cuore del messaggio di I3C è il coraggio di un cambiamento che parte da se stessi: un’attitudine che contribuisce a costruire una società aperta e inclusiva, capace di prediligere la pace al conflitto, il dare e il darsi all’individualismo.

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