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Myanmar: Save the Children, 20 organizzazioni umanitarie chiedono il pieno accesso agli Stati di Rakhine e Chin

Forte la preoccupazione per i civili, coinvolti da incendi indiscriminati nei villaggi e detenzione arbitraria, in un momento in cui bisogna fronteggiare anche la pandemia di Covid-19

printDi :: 30 giugno 2020 17:43
Myanmar: Save the Children, 20 organizzazioni umanitarie chiedono il pieno accesso agli Stati di Rakhine e Chin

Myanmar: Save the Children, 20 organizzazioni umanitarie chiedono il pieno accesso agli Stati di Rakhine e Chin

(AGR) La recente impennata di violenza in alcuni Stati del Myanmar potrebbe causare più fame, sfollamenti e perdita di mezzi di sussistenza tra le comunità, rendendo impossibile anche l’accesso all’educazione per molti bambini. È l’allarme lanciato da venti organizzazioni umanitarie in Myanmar tra cui Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e garantire loro un futuro.

Tutte insieme hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

Come organizzazioni umanitarie internazionali che lavorano con le comunità dello Stato di Rakhine esprimiamo profonda preoccupazione per tutte le persone colpite dall'impennata dei combattimenti tra l'esercito di Arakan (AA) e l'esercito del Myanmar nel Rakhine settentrionale. La zona attorno al villaggio di Kyauk Tan ospita oltre 10.000 persone e fonti locali riferiscono che molti stanno fuggendo dalle loro case mentre altri sono intrappolati e non riescono ad andarsene. Siamo profondamente preoccupati per le notizie di incendi indiscriminati nei villaggi e detenzione arbitraria di civili.

Esortiamo tutti gli attori a proteggere i civili, a esercitare moderazione e a prevenire l'ulteriore escalation del conflitto. Tutte le parti in causa devono garantire la piena aderenza al diritto internazionale umanitario e la protezione dei civili e il governo deve difendere i diritti umani di tutti i civili negli Stati di Rakhine e Chin.

Vediamo in prima persona l'impatto che mesi di crescenti combattimenti negli Stati di Rakhine e Chin stanno avendo sulle popolazioni che vivono in queste aree. Queste ultime operazioni probabilmente causeranno maggiore fame, sfollamenti e sofferenze umane in un momento in cui le popolazioni hanno a che fare pure con l’epidemia di COVID-19 e con le forti piogge della stagione dei monsoni. Molti bambini sono a rischio a causa dei combattimenti e non sono in grado di frequentare la scuola. Inoltre, dato che molti agricoltori sono sfollati nel mezzo della stagione di semina, è probabile che la recente escalation dei combattimenti abbia un impatto negativo sulla sicurezza alimentare a lungo termine e sui mezzi di sussistenza delle comunità colpite. L'accesso umanitario è già estremamente limitato e l'assistenza non è in grado di raggiungere molte delle comunità più colpite.

Chiediamo un accesso illimitato agli attori umanitari e ai loro partner in modo che possano valutare autonomamente le esigenze e fornire assistenza e protezione complete alle comunità interessate. Chiediamo anche che sia concesso quanto prima l'accesso illimitato a tutte le aree degli Stati di Rakhine e Chin a terzi indipendenti, compresi giornalisti e osservatori dei diritti umani.

Molte organizzazioni non governative lavorano a Rakhine e Chin, spesso in collaborazione con realtà nazionali e locali, per fornire aiuti umanitari, assistenza allo sviluppo e sostegni specifici in base alle reali necessità. Rispettiamo i regolamenti del governo del Myanmar in relazione alla fornitura di assistenza e ci coordiniamo con il governo dell'Unione e quello statale, nonché con la società civile e le comunità locali maggiormente colpite dal conflitto. Aderiamo ai principi umanitari di indipendenza, neutralità e imparzialità.

Ribadiamo il nostro precedente messaggio a tutte le parti in conflitto per rispondere alla richiesta del Segretario generale delle Nazioni Unite di un cessate il fuoco globale, che si estenda a tutte le parti del Myanmar senza eccezioni, per consentire la protezione dei civili e sostenere gli sforzi per prevenire e rispondere alla pandemia di COVID -19, che continua ad evolversi in Myanmar.

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