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Fiumicino, due arresti per tentato omicidio della Polizia per il pestaggio di un 19enne

Un 19enne era stato aggredito dall'addetto alla sicurezza di un locale e dal fratello. I due, armati anche di una spranga, avrebbero colpito ripetutamente la vittima continuando ad infierire anche quando il giovane era ormai a terra, l'intervento di un amico avrebbe evitato il peggio

printDi :: 03 luglio 2026 20:51
Polizia Fiumicino che hanno eseguito gli arresti

Polizia Fiumicino che hanno eseguito gli arresti

(AGR) Si è conclusa questa mattina, con l’esecuzione di due custodie cautelari in carcere, l’indagine della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, per il grave pestaggio avvenuto a metà del mese scorso nella cittadina aereoportuale. Tentato omicidio è il reato contestato a due gemelli trentenni dal Giudice per le Indagini Preliminari. 

Stando alla ricostruzione degli inquirenti, quello che avrebbe dovuto rappresentare un incontro chiarificatore tra due giovani, organizzato all’indomani di un litigio avvenuto all’esterno di un locale, si è invece trasformato in un violento agguato, culminato con il brutale pestaggio di un diciannovenne e dell’amico intervenuto in suo soccorso.

 
L’origine della vicenda risalirebbe alla notte tra il 13 e 14 giugno quando, nei pressi di un locale di Fiumicino, uno degli odierni indagati, addetto alla sicurezza del locale e pugile professionista, in evidente stato di alterazione alcolica, avrebbe rivolto pesanti apprezzamenti a sfondo sessuale nei confronti della fidanzata del giovane. La reazione del diciannovenne avrebbe innescato una prima colluttazione, durante la quale l’uomo lo avrebbe colpito con diversi pugni al volto.

La vittima sarebbe riuscita a reagire, colpendolo a sua volta, circostanza che avrebbe ulteriormente alimentato la tensione. Subito dopo, l’uomo avrebbe rivolto gravi minacce nei confronti del giovane, prospettando una ritorsione armata per il giorno successivo. Nella stessa circostanza avrebbe anche tentato di investire con la propria autovettura la vittima ed il suo gruppo di amici.

Il giorno seguente, secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo si sarebbe attivato per risalire all’identità del diciannovenne, arrivando anche a contattarlo attraverso una richiesta di amicizia sul suo profilo social. Tramite un conoscente comune, è stato quindi prestabilito un incontro con l’apparente intento di chiarire quanto accaduto.

L’incontro era stato fissato nei pressi dello stesso locale della sera precedente ma, con un escamotage, il giovane è stato invitato da solo nel vicino piazzale Mediterraneo dove ad attenderlo c’era “la controparte”. L’aggressore ha subito lanciato della sabbia indirizzandola al volto del giovane, il quale, avendo compreso che gli era stato teso un agguato, ha cercato invano di fuggire.

È stato, quindi, raggiunto non solo dall’addetto alla sicurezza, ma anche dal fratello gemello, che nel frattempo si era materializzato sul posto. I due, armati anche di una spranga, avrebbero colpito ripetutamente la vittima continuando ad infierire anche quando il giovane era ormai a terra, immobilizzato con una presa al collo.

Nella violenta azione sarebbe rimasto ferito anche l’amico della vittima, intervenuto nel tentativo di prestargli soccorso. L’aggressione si sarebbe conclusa soltanto grazie all’intervento del “mediatore”, il quale sarebbe riuscito a bloccare i due fratelli ed a sottrarre loro la spranga utilizzata nel pestaggio.

Alla luce delle risultanze investigative, corroborate anche da una serie di testimonianze ed accertamenti tecnici, la Procura della Repubblica di Civitavecchia ha richiesto e ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari l’emissione di due misure cautelari, eseguite dagli agenti del Commissariato di Fiumicino.

Per completezza si precisa che le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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