Ostia, nella Vittorio Emanuele un deposito per ambulanti, Conforzi (FdI): il comune chiarisca su utenze, sigilli e controlli
Durante i controlli contro l’ambulantato abusivo alimentare sulle spiagge, gli agenti sono arrivati a un locale seminterrato al civico 178/B del lungomare Paolo Toscanelli, dove sarebbero stati trovati materiali e attrezzature riconducibili alla vendita irregolare sull’arenile.

deposito ambulanti vittorio emanuele foto Rapisarda
(AGR) “Solo pochi giorni fa il sindaco Gualtieri inaugurava l’Housing First al portone accanto, nei locali vicini veniva scoperta un’occupazione abusiva con spazio di culto non autorizzato e materiali legati all’ambulantato irregolare sulle spiagge. Una vicenda gravissima, su cui chiederò chiarimenti formali alle autorità competenti”.
Così Giuseppe Conforzi, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, interviene dopo l’operazione della Polizia Locale di Roma Capitale andata in scena nella mattinata di giovedì 2 luglio a Ostia, all’interno del compendio dell’ex colonia Vittorio Emanuele, sul lungomare Paolo Toscanelli.
“Parliamo di un locale pubblico, inserito nel compendio dell’ex colonia Vittorio Emanuele, in una zona frequentata e conosciuta, accanto al Centro anziani e agli spazi destinati alla Caritas per il progetto Housing First. Non siamo davanti a un immobile isolato o dimenticato in periferia, ma a un bene comunale che avrebbe dovuto essere controllato e tutelato con la massima attenzione”, dichiara Conforzi.Il capogruppo di Fratelli d’Italia annuncia ora una richiesta formale di chiarimenti.
“Nelle prossime ore scriverò alle autorità competenti per sapere come sia stato possibile che un locale già noto alle istituzioni, e a quanto risulta già sottoposto in passato a sigilli o provvedimenti di chiusura, sia stato nuovamente occupato e utilizzato. Chiederò di chiarire chi avesse la responsabilità del controllo, quando siano stati effettuati gli ultimi sopralluoghi e come sia stato possibile un simile via vai di persone, carretti e materiali senza interventi tempestivi”.
Per Conforzi, la vicenda apre anche un tema economico e amministrativo.
“Voglio sapere chi ha pagato eventuali utenze di acqua, luce e gas utilizzate all’interno di quei locali. Se è vero che nello spazio erano presenti bagni, acqua calda e ambienti abitati, allora bisogna capire se ci siano stati costi a carico della collettività e per quanto tempo. I cittadini di Ostia non possono pagare l’inefficienza di chi non controlla il patrimonio pubblico”.
Il consigliere municipale collega poi il caso al tema più ampio dell’abusivismo sul litorale.
“L’ambulantato abusivo alimentare sulle spiagge non è folklore, ma un problema serio di legalità, sicurezza e tutela della salute pubblica. Prodotti alimentari conservati in locali non idonei e poi venduti ai bagnanti rappresentano un rischio e un danno per tutti: per i cittadini, per gli operatori regolari e per l’immagine stessa di Ostia”.
“Questa vicenda dimostra ancora una volta che sul territorio serve più controllo, non meno controllo. Servono presidi, verifiche costanti sugli immobili comunali, contrasto all’abusivismo commerciale e tutela del decoro. La legalità non può essere applicata a intermittenza: vale sulle spiagge, nei locali pubblici, negli immobili comunali e in ogni spazio della città”, conclude Conforzi.
















