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Asl rm 3, spostamento della protesica a Casalbernocchi, il Municipio si mobilita per il "no"

Dal presidente Mario Falconi la condanna al trasferimento che secondo la Asl procurerebbe dieci posti letti. "Impensabile chiedere a chi ha disabilità di vario genere di raggiungere Casalbernocchi". In settimana convocata una commissione congiunta: pari opportunità e politiche sociale abitative

printDi :: 30 gennaio 2022 17:47
Asl rm 3, spostamento della protesica a Casalbernocchi, il Municipio si mobilita per il no

(AGR) La protesica della Asl rm 3 dalla sua attuale sede di viale Vega ad Ostia è stata trasferita a Casalbernocchi. Una decisione contestata da malati e cittadini con problemi motori, di fatto impossibilitati a raggiungere la nuova sede degli uffici sanitari. Una questione che scotta che è arrivata, dopo le proteste, sul tavolo del presidente Mario Falconi: “Concordo con le preoccupazioni di malati, cittadini e Comitati civici ed alla loro contrarietà in merito allo spostamento di alcuni servizi del CPO di Ostia ad Acilia, decisione che secondo la Asl, consentirebbe di ottenere 10 posti letto aggiuntivi. Ritengo impensabile chiedere a chi ha disabilità di vario genere di raggiungere Casalbernocchi. Il sostegno, anche dal punto di vista burocratico, alle persone più fragili è un elemento imprescindibile per il sottoscritto, come medico e come presidente del X Municipio”.

"Lo spostamento della protesica dal Centro Paraplegici di Ostia ci preoccupa notevolmente".Comunicano in una nota stampa congiunta Silvia Fiorucci presidente delle commissioni Pari opportunità e Mirella Arcamone presidente Politiche sociali e abitative "Ci uniamo con forza alle proteste dell'utenza e all'azione già avviata dal Presidente Falconi.- scrivono - abbiamo immediatamente deciso di convocare una commissione congiunta urgente la prossima settimana.

Saranno invitati anche gli organi competenti, i diversi soggetti coinvolti per trovare una soluzione adeguata a favore dei cittadini. Non ignoriamo le necessità di posti letto che hanno portato a tale decisione, ma non riteniamo che questo possa ricadere in maniera così penalizzante su persone con fragilità che hanno nel CPO e nella sua collocazione da sempre un punto di riferimento accessibile e facilmente raggiungibile. È necessario concludono - trovare una soluzione condivisa che vada incontro alle attese dei cittadini con disabilità messi dalla decisione della Asl in una situazione di grave disagio",

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