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Comune di Roma, primi grattacapi per Gualtieri

Sul tavolo del neosindaco Pd arrivano i casi Ama e Zetema

printDi :: 30 ottobre 2021 22:11
Sul tavolo del neosindaco Pd arrivano i casi Ama e Zetema

Sul tavolo del neosindaco Pd arrivano i casi Ama e Zetema

(AGR) Appena il tempo di insediarsi e Roberto Gualtieri ha sul tavolo già due fascicoli pesanti da spulciare. Riguardano temi più volte rilanciati nell’ultima campagna elettorale e al centro delle accuse rivolte da gran parte della città alla precedente giunta 5 Stelle: l’igiene ambientale e il sistema museale capitolino. Detto in altre parole Ama e Zetema la partecipata che si occupa di cultura.

Roberto Gualtieri - Sindaco di Roma

Roberto Gualtieri - Sindaco di Roma

Per il primo fascicolo, quello relativo alla raccolta dei rifiuti, il capo di gabinetto Albino Ruberti, in rappresentanza della nuova amministrazione comunale ha assicurato che non sarà rinnovato il mandato all’amministratore unico di Ama Stefano Zaghis (di nomina 5Stelle) e, segnale ancora più importante per la città di Roma, ha annunciato un intervento straordinario di pulizia. Proprio su questo ultimo punto la Fp Cgil, critica con la passata gestione, si dice pronta a lavorare nella stessa direzione «per restituire decoro alla città» chiedendo però l’apertura di tavoli di negoziazione per «un intervento strutturale di riorganizzazione dell'azienda che valorizzi i lavoratori».

Sull’altro capitolo, relativo all’azienda partecipata Zetema che si occupa di cultura e sistema museale, c’è da segnalare invece la proclamazione dello stato di agitazione dei dipendenti esausti per la gestione che si trascina da anni. Si legge in un comunicato della Fp Cgil: «Piuttosto che dare risposte ai lavoratori part time, disposti ad aumentare il proprio orario di lavoro, si preferisce esternalizzare o chiedere al personale in organico prestazioni straordinarie, oltre i livelli normativi e contrattuali. L’azienda ha continuato ad attivare consulenze a supporto della dirigenza, dal marketing al personale, spendendo solo nell’ultimo anno 250 mila euro». In questo contesto di relazioni sindacali azzerate si inserisce la decisione aziendale, inaccettabile per FpCgil che ha indetto un referendum interno, di ridurre «unilateralmente» il premio di produzione. Nei primi giorni di novembre saranno gli stessi lavoratori ad esprimersi se accettare o respingere il taglio alla produttività.

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