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L'Italia dei Cantautori

Un libro cantautorale che racconta 37 anni della nostra Italia

printDi :: 03 giugno 2023 10:39
L'Italia dei Cantautori

L'Italia dei Cantautori

(AGR) Tu sei forte

tu sei bello

 
tu sei imbattibile

tu sei incorruttibile

tu sei un cantautore

tu sei saggio

tu porti la verità

tu non sei un comune mortale

a te non è concesso barare tu sei un cantautore

È con queste parole di Edoardo Bennato tratte dal brano “Cantautore” contenuto nell’album “LaTorre di Babele” pubblicato nel 1976 che si conclude l’introduzione del libro “L’Italia dei cantautori” che porta la firma di Luciano Valentini e Sabrina Pietrangeli entrambi romani.

Lui meccatronico e appassionato ricercatore di storia contemporanea, politica, musica e cinema d’autore; lei Mental coach scrittrice e bioeticista nonché, appassionata di musica e di ricerca di spiritualità e sviluppo personale. Insieme nella vita sono una coppia con tante passioni in comune e cinque figli. Si sono conosciuti tra i banchi di scuola e probabilmente questo libro ripercorre anche la storia della loro vita, dei loro vissuti come amici per tantissimi anni per poi concludersi in un ricongiungimento affettivo grazie a Facebook.

Un libro che è stato tanti anni nel cassetto di Luciano Valentini e che grazie alla tenacia della compagna e co-autrice Sabrina Pietrangeli ha preso forma. Due anni di intenso lavoro e oltre cinquecento pagine scritte fitte e senza fronzoli, nelle quali gli autori raccontano con un linguaggio scorrevole, creativo e appassionante la Storia d’Italia, ma non solo, da un punto di vista della musica cantautorale.

Che sia un libro particolare si intuisce già dalla copertina ricca di simboli, tra i quali di primo impatto il tricolore sul quale però spiccano: l’orologio che rappresenta la strage di Bologna; un terrorista delle brigate rosse che spara; la vittoria dell’Italia ai Mondiali del ’90 e la strage dell’Aisel. Una chitarra centrale, sproporzionata come grandezza rispetto alle altre immagini quasi a rappresentare che la musica cantautorale è stata la spina dorsale, la colonna portante dell’Italia.

L’Italia dei cantautori è un libro diverso dagli altri e come ha detto lo stesso Luciano Valentini ed è stato scritto proprio perché non era presente in libreria prima di marzo 2023.

Si tratta di un libro che racconta del boom degli anni di piombo degli anni dell’ostentazione portati sul palco. Non è un libro storico, e non è un libro politico, né tanto meno un libro musicale. È un libro che racconta 37 anni di storia italiana e mondiale con tutti gli avvenimenti che spaziano da un argomento all’altro in ordine cronologico dal 1958 al 1995 e suddivisi in argomenti, e che hanno come denominatore comune le canzoni scritte per quel dato avvenimento. È il caso ad esempio del suicidio di Agostino Bartolomeo, avvenuto nel 1994, grande amico di Antonello Venditti, che per lui proprio in ricorrenza del giorno del suicidio (30 maggio) ha scritto la canzone “Tradimento e perdono” contenuta nell’album del 2007 “Dalla pelle al cuore” nella quale si riconosce la figura dell’amico AGO che viene definito “mio capitano”.

In ciascun capitolo, dunque, gli autori ripercorrono per data un determinato avvenimento valutando una serie di parametri quali ad esempio il cambiamento culturale, il cambiamento televisivo,  i giochi politici, le stragi che ci sono state in determinati momenti storici,  le nuove leggi,  le morti celebri, gli avvenimenti sportivi le crisi di Stato e i processi, associando a quel determinato evento, una canzone di vari cantautori che in qualche modo sono state realizzate, dagli stessi, a fronte di quel determinato evento.

Da Fabrizio De André a Francesco De Gregori, da Antonello Venditti a Francesco Guccini, da Luigi Tenco a Ivan Graziani e Giorgio Gaber, sono questi i principali cantautori che fanno da colonna sonora con le loro canzoni, ai vari eventi presenti nel libro.

La morte di Enrico Mattei avvenuta il 27 ottobre del 1962 viene raccontata dagli autori con particolare ricostruzione tra i primi capitoli del libro. Una vicenda avvenuta nello stesso giorno in cui la contraerea cubana abbatteva l’aereo spia americano durante la crisi missilistica di Cuba. In quello stesso giorno, precipitava anche in Italia un altro aereo quello che riportava Enrico Mattei da Catania a Milano e insieme a lui c’erano un pilota espertissimo e un giornalista americano che lo stavano intervistando. Raccontano gli autori che “…una parte del tronco che indossava una giacca blu permise di riconoscere il pilota; un piede sinistro da poco medicato fece riconoscere il giornalista e la fede nuziale fece riconoscere Enrico Mattei presidente dell’Eni uno degli uomini più potenti in Italia e nel mondo nonché uno dei più odiati”. A questa triste vicenda gli autori accostano una canzone di Roberto Vecchioni “Ippopotami” scritta dal cantautore nel 1986 e contenuta all’interno del medesimo album. Un accostamento alla vicenda fatta dagli autori poiché come loro stessi dicono, non esistono canzoni sul caso Mattei ma Roberto Vecchioni scrisse in seguito un testo sulla politica che si unisce la mafia e la mafia che entra in politica, su chi prima aveva un’idea e poi la cambia per interesse, su chi parla solo per cianciare stupidaggini, su chi si arricchisce in politica

Gli ippopotami una volta litigavano con le iene

Ma anche quelle per loro oramai sono bestie per bene

E per questa è una libera scelta va rispettata

perché l’acqua che hanno bevuto e acqua passata

Dicono gli autori che “gli uomini forti fanno paura gli uomini puliti anche. Gli uomini forti e gli uomini puliti vanno eliminati questa è l’idea delle multinazionali della mafia della mala politica che è incapace di combattere un avversario forte se non eliminandolo…

Una canzone di Francesco de Gregori pubblicata nel 1976 “Disastro sul canale di Sicilia” secondo gli autori riporta un chiaro riferimento a Mauro de Mauro il giornalista scomparso ucciso dalla mafia proprio mentre lavorava sul caso Mattei il quale aveva detto di avere delle prove che avrebbero fatto tremare l’Italia e che purtroppo queste prove sono scomparse con lui, come dicono gli autori.

Dieci chilometri sotto

Ginestre e cemento a due passi dal mare

E case popolari costruite sulla sabbia

Nient’altro da segnalare

Solo la tomba di un giornalista

Ancora difficile da ritrovare

I fratelli Edoardo Eugenio Bennato nel 1989 scrissero la canzone “La luna” contenuta nell’album “Abbi dubbi”. Nel testo si spiega la bellezza del mondo unito a guardare l’avventura lunare e questo testo della canzone è stato associato al capitolo per l’appunto intitolato “Lo sbarco sulla luna avvenuto” il 16 luglio 1969.

In questo capitolo gli autori ripercorrono un lungo periodo che va dal 25 maggio 1961 fino al 16 luglio 1969 mettendo in evidenza anche il discorso del Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy che il 25 maggio del 1961 tenne al Senato. Un capitolo dunque che si apre con il discorso del Presidente e prosegue con le vicende che si sono susseguite nel corso del tempo fino ad arrivare al 16 luglio 1969 giorno in cui decollò da Cape Kennedy l’Apollo 11 per la missione che avrebbe portato l’uomo sulla luna.

Tantissimi spunti e numerose riflessioni possono nascere dalla lettura di questo libro che decennio dopo decennio dagli anni ’50 in poi, offre a tutti noi catapultati ormai da alcuni anni in una dimensione schizofrenica fatta di social, tv spazzatura e mancanza di valori.

 

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