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Crisi climatica, estate 2026 da bollino rosso: l'allarme di AIS per le infrastrutture a rischio

L'Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili chiede di superare la gestione emergenziale. Il "costo del non fare" nel mondo rischia di superare i 5.000 miliardi di dollari all'anno

printDi :: 06 agosto 2026 19:59
Crisi climatica ed estate 2026: l'allarme infrastrutture di AIS - © Foto Credits da comunicato Stampa

Crisi climatica ed estate 2026: l'allarme infrastrutture di AIS - © Foto Credits da comunicato Stampa

(AGR) Il costo del non fare: danni per 5.000 miliardi all'anno

I dati globali sul cambiamento climatico delineano uno scenario economico critico. L'assenza di interventi di mitigazione strutturali rischia di causare danni superiori a 5.000 miliardi di dollari all'anno tra perdite economiche, produttive e infrastrutturali.

 
Solo lo stress da calore comporterà, entro il 2030, la perdita di oltre il 2% delle ore lavorative nel mondo, con un impatto pari a 2.400 miliardi di dollari annui. Secondo gli esperti di AIS, ogni euro non investito oggi nella transizione ecologica richiederà esborsi doppi o tripli in futuro. In questo contesto, le infrastrutture progettate secondo i criteri ESG (Environmental, Social, and Governance) agiscono come moltiplicatori economici capaci di attrarre finanziamenti responsabili e ridurre i costi ambientali.

Emergenza siccità: in arrivo il Position Paper di AIS

Nel 2026, proclamato come l'Anno dell'Acqua, l'Italia e il mondo registrano una delle peggiori siccità degli ultimi tempi. Le attuali reti idriche italiane, progettate su dati storici obsoleti, si dimostrano impreparate davanti alle repentine alternanze tra siccità e precipitazioni eccezionali.

Per rispondere alla crisi, AIS pubblicherà entro la fine dell'anno il nuovo Position Paper intitolato "Infrastrutture idriche e cambiamento climatico". Il documento introdurrà indicatori standardizzati per valutare la tenuta delle reti, modelli di gara e finanza sostenibile, oltre a proposte regolatorie per la gestione integrata. Lo strumento operativo principale sarà una matrice di vulnerabilità climatica, sviluppata tramite analisi SWOT, per consentire a gestori ed enti appaltanti di mappare i rischi meteo-climatici e pianificare gli interventi urgenti.

Reti idriche a rischio: i dati nazionali e internazionali

Il bisogno di un cambio di passo gestionale e normativo è supportato da statistiche internazionali allarmanti:

  • Entro il 2030, ben 4,8 miliardi di persone saranno a rischio a causa della mancanza di monitoraggio della qualità dell'acqua.
  • Il 44% delle acque reflue domestiche e il 62% di quelle industriali non vengono trattate in modo sicuro.
  • Esiste un potenziale non sfruttato di 320 miliardi di metri cubi all'anno di acque reflue che potrebbero essere riutilizzate.

In Italia la situazione è aggravata da siccità prolungate, frammentazione della governance e forti dispersioni della rete idrica, che rendono indifferibile una strategia di protezione per un territorio fragile dal punto di vista idrogeologico.

Chi è AIS: un Think Tank da oltre il 3% del PIL

L'Associazione Italiana Infrastrutture Sostenibili (AIS) è un Think Tank scientifico d'eccellenza che promuove la cultura della sostenibilità nella progettazione e gestione delle grandi opere. L'associazione conta oggi 150 soci tra collettivi e individuali, capaci di esprimere complessivamente oltre il 3% del PIL nazionale.

Della compagine associativa fanno parte i principali player industriali e della progettazione in Italia, tra cui ACEA Infrastructure, Amplia, Autostrade per l’Italia, Cassa Depositi e Prestiti, Enel, Gruppo Ferrovie dello Stato, Snam, Saipem, Tecne, TELT e Webuild, insieme ai grandi gruppi del settore del cemento e dell'acciaio.

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