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Roma, prestiti a tassi usurari vantando legami con la criminalità organizzata, per obbligare le vittime a pagare, due arresti

I due arrestati avrebbero preso di mira diversi esercizi commerciali della città e avrebbero proposto prestiti a tassi usurai dal 20 all’80 per cento, rafforzando la loro capacità intimidatoria con riferimenti a presunti creditori senza scrupoli riconducibili alla criminalità di Montespaccato

printDi :: 18 settembre 2026 15:59
Polizia squadra mobile

Polizia squadra mobile

(AGR) Spacciandosi come intermediari per ottenere prestiti da presunti creditori, in due anni avrebbero agganciato sei vittime stringendo con queste ultime un legame costruito su una sequenza di intimidazioni, minacce, estorsioni ed usure.

È quanto ricostruito dagli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Roma, coordinati dai magistrati del Dipartimento criminalità diffusa e grave della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’indagine culminata nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un quarantenne ed una trentunenne, entrambi romani.

 
Secondo quanto ricostruito dai poliziotti, tra il 2017 ed il 2025, i due complici avrebbero preso di mira diversi esercizi commerciali della città e, facendo leva sulla condizione di difficoltà economico-finanziaria dei titolari, avrebbero proposto prestiti a tassi usurai dal 20 all’80 per cento, rafforzando la loro capacità intimidatoria attraverso continui riferimenti a presunti creditori senza scrupoli, asseritamente riconducibili all’ambiente criminale di Montespaccato.

Nell’arco temporale oggetto dell’indagine, la donna sarebbe stata parte attiva solo nei confronti di una delle sei vittime, da cui era stata assunta come dipendente proprio su indicazione del complice.
Spacciandosi come intermediari per ottenere prestiti da fantomatici creditori di Montespaccato, gli indagati avrebbero esercitato reiterate pressioni sui debitori per ottenere la restituzione delle somme, maggiorate degli interessi maturati su base settimanale.

I pagamenti sarebbero avvenuti, di volta in volta, mediante consegne di denaro in contanti o ricariche su una carta prepagata.

In caso di ritardi o mancati versamenti, alle richieste di pagamento si sarebbero affiancate minacce sempre più esplicite, fino alla prospettazione di ritorsioni fisiche nei confronti delle vittime.

In una circostanza, l’uomo, assunto dalla titolare di un bar tabacchi come dipendente, alla difficoltà della donna nel versamento della somma dovuta, le avrebbe proposto uno “sconto” in cambio di favori sessuali.
Le diverse condotte documentate nel corso delle indagini hanno consentito di delineare a carico di entrambi un quadro indiziario poi confluito nell’ordinanza con cui il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Roma ha disposto nei confronti del quarantenne la misura cautelare della custodia in carcere e per la trentunenne l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.  Sono gravemente indiziati, in concorso tra loro, del reato di usura aggravata.

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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