XII Arte in memoria, al parco archeologico di Ostia Antica dal 24 maggio al 27 settembre
Gli artisti invitati quest’anno sono: Ella Littwitz e Natalia Romik. Porteranno a 56 il numero totale degli artisti che hanno partecipato alle undici edizioni precedenti. Le opere sono realizzate appositamente per la Sinagoga di Ostia, la più antica sinagoga d’Occidente risalente al II-III sec. d.C

Parco archeologico di Ostia antica, Sinagoga (foto da comunicato Parco Archeologico)
(AGR) La mostra, alla sua dodicesima edizione, è promossa dal Ministero della Cultura, Dipartimento per le attività culturali, Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, Direzione generale Musei, Parco archeologico di Ostia antica; si avvale inoltre del patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e del sostegno dell’Istituto Polacco di Roma e del Wissenschaftskolleg di Berlino. La mostra verrà inaugurata il prossimo 24 maggio e si concluderà il 27 settembre.
Gli artisti invitati quest’anno sono: Ella Littwitz e Natalia Romik. Porteranno a 56 il numero totale degli artisti che hanno partecipato alle undici edizioni precedenti.Come per le edizioni passate, le opere sono realizzate appositamente per la Sinagoga di Ostia, la più antica sinagoga d’Occidente risalente al II-III sec. d.C., situata all’interno dell’area degli Scavi di Ostia.
“È particolarmente importante – dichiara Alessandro D’Alessio, Direttore del Parco archeologico di Ostia antica – che in momenti di tensione politica profonda, quando i legami e le connessioni fra i popoli sembrano lacerarsi irrimediabilmente, restino invece aperti e vivi canali di dialogo culturale, specialmente in luoghi privilegiati come questo: Ostia è da sempre un luogo di incontro e di integrazione fra culture e tale intende restare.”
Il presupposto teorico e critico di Arte in Memoria è che la nostra cultura sia allo stesso tempo ossessionata dalla memoria e catturata dalla dinamica distruttiva dell’oblio. Perché la memoria delle tragedie trascorse, recenti e in atto non si risolva nelle commemorazioni e nei discorsi rituali di un giorno, Arte in Memoria coinvolge la comunità degli artisti perché trasformi un luogo di culto in luogo di cultura, ripopolandolo con visioni ispirate alla storia ma radicate nell’attualità.
Come sottolinea Adachiara Zevi, “questo è tanto più vero per questa dodicesima edizione: di fronte al dilagare di guerre, violenza e sopraffazioni, il Parco archeologico di Ostia antica e Arte in Memoria offrono lo spazio della Sinagoga a due artiste, una israeliana e una polacca, il cui lavoro è centrato sul rapporto tra tradizione, storia e cronaca e sulla necessità di preservare le tracce di una cultura annientata, confrontandole con le rovine ostiensi, confermando Il dialogo e la convivenza come unico antidoto a un mondo uscito di senno.”
La dodicesima edizione di Arte in Memoria vedrà protagoniste l’artista israeliana Ella Littwitz, nata nel 1982, con il lavoro For they have seen (y)our nakedness, e l’artista polacca Natalia Romik, nata nel 1983, con l’opera Flickering architecture.
A memoria dell’iniziativa e come abbrivio di una possibile collezione di opere d’arte contemporanea in un sito archeologico, al termine dell’esposizione del 2002 hanno donato il loro lavoro gli artisti Sol LeWitt e Gal Weinstein cui si è aggiunta, con l’edizione del 2005, la donazione del lavoro dell’artista portoghese Pedro Cabrita Reis e, a conclusione di quella del 2011, il lavoro di Liliana Moro. Al termine della settima edizione del 2013 Michael Rakowitz ha donato Gheniza per Ostia, mentre a conclusione dell’ottava edizione del 2015, Stih&Schnock hanno lasciato due esemplari di Sinergia. A conclusione della nona edizione del 2017, Ariel Schlesinger e Horst Hoheisel hanno lasciato le loro tracce nella Sinagoga, mentre la grande sagoma di Golia scavata da Ruth Beraha è testimone della decima edizione del 2019. La colonna di Francesco Arena e il restauro del mosaico da parte di Maria Eichhorn sono il lascito della undicesima edizione.
Le opere, in dialogo permanente con le rovine, sono visibili dalla strada che collega gli Scavi di Ostia all’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino.
















