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Roma, droga e refurtiva nascosta nei condotti di aerazione della metropolitana, borseggi e spaccio, 5 arresti

Nella stazione Lucio Sestio la banda agiva nelle ore di punta con ruoli ben definiti: c'era chi apriva il varco tra i passeggeri, chi copriva la scena e chi si occupava di far sparire immediatamente la refurtiva. Arrestato a Repubblica un componente della banda individuato con la videosorveglianza

printDi :: 14 maggio 2026 12:26
Polizia gli agenti della Polmetro

Polizia gli agenti della Polmetro

(AGR) Scie rapide tra tornelli e banchine, gruppi di pickpockets che si muovono come ombre, scambi flash consumati a pochi passi dagli accessi della metro e nascondigli ‘fantasma’ ricavati tra condotti e tombini: è lo scenario degli ultimi cinque arresti messi a segno dagli agenti del nucleo PolMetro della Polizia di Stato lungo le linee della metropolitana capitolina.
Il frame più cinematico è emerso nella stazione “Lucio Sestio”, dove gli agenti della PolMetro hanno smontato il copione di una crew specializzata nei furti lungo le linee metropolitane.

Nel caos dell’ora di punta, il gruppo agiva con ruoli perfettamente definiti e sincronizzati: chi apriva il varco tra i passeggeri, chi copriva la scena e chi si occupava di far sparire immediatamente la refurtiva.

 
Le immagini di videosorveglianza hanno consentito di ricostruire l’intera dinamica e di identificare uno dei componenti della banda, un ventiquattrenne romeno, poi rintracciato ed arrestato nei giorni successivi alla fermata “Repubblica”, dove gli stessi agenti lo hanno sorpreso mentre cercava di occultare un portafogli appena rubato all’interno di un condotto di aerazione, adibito a nascondiglio sotterraneo.

Parallelamente, l’azione degli agenti della PolMetro si è insinuata tra le trame di una manovra “ad imbuto” escogitata per circondare la vittima e sfilarle il borsello.La refurtiva, però, una volta sottratta, è finita nelle mani della polizia ed una delle complici è stata bloccata ed arrestata.

Un’altra azione predatoria è stata neutralizzata nei pressi della fermata “Barberini”, dove un giovane è stato sorpreso mentre guadagnava l’uscita da uno store dopo averne trafugato scaffali e camerini. Al momento del fermo, indossava abiti griffati, dai quali aveva rimosso i dispositivi antitaccheggio. È ora gravemente indiziato del reato di furto aggravato.
Sul fronte del contrasto al micro spaccio underground, sono finiti nel mirino degli agenti due pusher.

Il primo, intercettato a ridosso della fermata “Battistini” all’apice di uno scambio, aveva appena “incassato” il corrispettivo della dose tramite il finestrino dell’auto quando ha ingranato la marcia. La scena non è però sfuggita agli agenti, che hanno immediatamente chiuso il corridoio di fuga.

All’interno dell’abitacolo, nascoste in un calzino, sono state rinvenute dosi preconfezionate di crack e cocaina, oltre a danaro in contanti e telefoni cellulari “operativi” per l’organizzazione delle consegne in modalità delivery.
Infine, nei pressi della fermata “Libia”, è finito nel mirino dei poliziotti un giovane, che orbitava con un atteggiamento sospetto intorno alla stazione. Vistosi scoperto, ha tentato di spezzare il controllo con uno sprint improvviso tra piazza e scale della stazione, lanciando l’involucro che aveva tra le mani in un tombino.

Le successive perquisizioni personale e domiciliare hanno consentito di rinvenire e sequestrare circa 400 grammi di hashish, suddivisi in panetti, oltre a strumenti per il taglio ed il confezionamento. Il quadro si è poi completato con il rinvenimento di oltre 7mila euro in contanti nascosti nella camera da letto. Per entrambi è scattato l’arresto per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
 
Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria.Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna. Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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