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Roma, palazzo Madama, la mostra"Il volto delle donne. 80 anni di Repubblica: storie di ingegno, dalle grandi artiste alle Madri Costituenti"

Il Senato ed il MIC promuovono una mostra che celebra il ruolo delle donne nella storia della Repubblica Italiana, tra grandi artiste e Madri Costituenti. Per la prima volta a Palazzo Madama capolavori  di Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Rosalba Carriera

printDi :: 04 marzo 2026 19:32
La mostra il volto delle donne i capolavori esposti ph credit MIC

La mostra il volto delle donne i capolavori esposti ph credit MIC

(AGR) "Il volto delle donne. 80 anni di Repubblica: storie di ingegno, dalle grandi artiste alle Madri Costituenti" è il titolo della mostra promossa dal Senato della Repubblica e dal Ministero della Cultura, con l’organizzazione dei Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria, che il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, e il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, hanno inaugurato oggi a Palazzo Madama.

Inserita all’interno del calendario che celebra gli 80 anni della Repubblica Italiana, l’esposizione si concentra sul contributo delle donne alla storia artistica e civile del Paese, mettendo in dialogo opere di straordinarie protagoniste dell’arte con le vicende delle Madri Costituenti.

 
L’itinerario prende le mosse dal Quattrocento, epoca in cui alcune artiste italiane riuscirono per la prima volta a ritagliarsi un ruolo professionale in un contesto saldamente dominato dagli uomini, e si sviluppa fino ai primi decenni dell’Ottocento, quando la presenza femminile si afferma con maggiore evidenza anche nell’ambito delle Accademie e nelle reti artistiche internazionali. Accanto a questo racconto, costruito attraverso tredici capolavori provenienti da importanti istituzioni museali – dal Museo di Capodimonte alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dalla Galleria Corsini alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, dalla Galleria Nazionale dell’Umbria al Museo Davia Bargellini di Bologna – la mostra propone a Palazzo Madama anche un approfondimento sulle Madri Costituenti, curato dalla Biblioteca del Senato. I visitatori potranno così conoscere le ventuno donne che parteciparono ai lavori dell’Assemblea Costituente, nel cui ottantesimo anniversario si colloca questa iniziativa.

“Ventuno Madri Costituenti e nove Artiste: non è audace accostare e far dialogare questi due gruppi di donne coraggiose. – dichiara il Presidente del Senato Ignazio La Russa – La creazione artistica ha un valore civile e politico e la politica è necessariamente creativa, perché deve costruire le condizioni per la convivenza civile e il progresso sociale.”

“Siamo davanti a un allestimento di grandissimo livello, degno del luogo istituzionale del più alto rango che le ospita, nel quale le ‘madri costituenti’ rappresentano la prosecuzione di figure femminili che attraversano la storia dell’arte” – dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. – “Ci sono artiste che hanno saputo affermare il talento in circostanze avverse, superando ostacoli di ogni genere nel difficile cammino verso la libertà. Uno status che il mondo femminile in Italia, in Occidente, nel mondo libero, ha conquistato con grande fatica, con grande onore e grande dignità”. 

LA MOSTRA
Il “volto” evocato nel titolo rimanda ai volti delle donne al centro dell’esposizione: figure femminili che le artiste hanno rappresentato nelle proprie opere e che spesso coincidono con immagini di sante, sovrane ed eroine, talvolta interpretate attraverso il linguaggio dell’autoritratto.

Tra il XV secolo e l’Ottocento, furono pochissime le donne che poterono esercitare il mestiere di miniatrici, pittrici o scultrici. In larga parte si trattava di figlie di pittori o di mercanti d’arte, poiché i percorsi formativi erano per lo più riservati agli uomini. Per questa ragione, l’apprendimento del mestiere avveniva spesso all’interno dell’ambiente familiare.

Anche quando riuscivano a raggiungere una piena professionalità, molte artiste, per ottenere incarichi e sostenersi economicamente, dipendevano dalla mediazione di figure maschili – padri, fratelli o mariti –nei rapporti con la committenza. Pur entro questi limiti, esse seppero costruire un linguaggio autonomo e una riconoscibile identità espressiva, che nel tempo incontrarono un consenso sempre più ampio.

In numerosi casi, proprio la scelta dei soggetti e la particolare sensibilità nella rappresentazione del mondo femminile contribuirono a rendere le loro opere originali, apprezzate e ricercate da collezionisti e mecenati di prestigio.

Benché osteggiate da molti colleghi uomini, che tendevano a escluderle dalle grandi commissioni pubbliche – come pale d’altare monumentali, cicli ad affresco e decorazioni ufficiali – adducendo il pretesto che non conoscessero l’anatomia maschile per non averla studiata dal vero, molte di loro riuscirono comunque a conquistare ambiti di libertà creativa, lasciando un’impronta duratura nella storia dell’arte.

La loro vicenda professionale rappresenta uno dei percorsi che, nel lungo periodo, hanno favorito il cammino dell’emancipazione femminile e il riconoscimento pubblico del talento delle donne. Anche grazie all’opera delle artiste, infatti, la presenza femminile ha progressivamente trovato spazio nella costruzione della vita pubblica. In questa prospettiva, il percorso si conclude idealmente con i ritratti delle ventuno Madri Costituenti, elette il 2 giugno 1946 nell’Assemblea Costituente e protagoniste del processo di elaborazione della Costituzione Italiana.

Le artiste presenti in mostra sono, in ordine cronologico: Properzia de’ Rossi, Plautilla Nelli, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Artemisia Gentileschi, Elisabetta Sirani, Rosalba Carriera, Angelica Kauffman, Élizabeth Vigée Le Brun.

Le Madri Costituenti sono: Anna Maria (Maria) Agamben Federici, Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta (Elsa) Conci, Maria De Unterrichter Jervolino, Filomena Delli Castelli, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Leonilde (Nilde) Iotti, Teresa Mattei, Angelina (Lina) Merlin, Angiola Minella Molinari, Rita Montagnana, Maria Nicotra, Teresa Noce, Ottavia Penna Buscemi, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio. 

La mostra si configura dunque come un tributo, ma anche come un’esortazione a proseguire nel lavoro di ricerca, studio e valorizzazione del ruolo svolto dalle donne nella storia nazionale.

Il catalogo dell’esposizione, pubblicato dalla casa editrice Moebius, raccoglie i contributi introduttivi del Presidente del Senato Ignazio La Russa, del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, del Capo del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale Dott.ssa Alfonsina Russo e del Direttore Generale Musei Prof. Massimo Osanna. Include inoltre i testi di Federico Silvio Toniato, Segretario Generale del Senato della Repubblica, di Costantino D’Orazio, Direttore dei Musei Nazionali dell’Umbria, di Melania Mazzucco, scrittrice e saggista. Completano il volume le schede delle opere, redatte dagli storici e storiche dell’arte della Galleria Nazionale dell’Umbria e della Pinacoteca Nazionale di Bologna, accompagnate dai profili biografici delle artiste curati da Francesco Pappalardo e la sezione dedicata alle Madri Costituenti, curata dalla Biblioteca del Senato.

INGRESSO GRATUITO
La mostra aperta al pubblico dalle ore 10.00 alle ore 20.00 nei seguenti giorni: 6-7-8-9 marzo, 25-26 aprile, 1-2-3 maggio, 9-10 maggio, 30 maggio, 1-2 giugno, 6-7 giugno.

I visitatori potranno presentarsi all’ingresso di Palazzo Madama e ritirare il titolo d’accesso.

Per eventuali aperture straordinarie e ulteriori informazioni, consultare la seguente pagina web: https://www.senato.it/CESUS/voltodelledonne/

Photo gallery

la mostra il volto delle donne le Madri Costituenti ph credit MIC
L'inaugurazione della mostra il ministro Giuli ed il presidente del senato La Russa

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