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Roma, scoperta truffa online, vendevano consolle da gioco a 199 euro, bonifici fino ad 11 mila euro, denunciate due persone

Venduta la consolle il truffatore ha spostato la trattativa su un'utenza telefonica privata e, nel corso di diversi mesi, adducendo problematiche tecniche, ha indotto la vittima a eseguire ripetuti bonifici istantanei. Il raggiro si è spinto fino a coinvolgere la madre del giovane

printDi :: 23 agosto 2026 20:08
Carabinieri Parioli truffa consolle

Carabinieri Parioli truffa consolle

(AGR) I Carabinieri della Stazione di Roma Piazza Bologna, al termine di una complessa e articolata attività investigativa scaturita dalla denuncia presentata da un giovane residente nella Capitale, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Roma due uomini di 22 e 71 anni, entrambi residenti nella provincia di Napoli, gravemente indiziati del reato di truffa in concorso.

La vicenda ha preso avvio a seguito di un’inserzione pubblicata su un noto portale di e-commerce, per la vendita di una consolle da gioco al prezzo esca di 199 euro. Ottenuto il contatto con l'acquirente, il finto venditore ha spostato la trattativa su un'utenza telefonica privata e, nel corso di diversi mesi, adducendo pretestuose problematiche tecniche, ha indotto la vittima a eseguire ripetuti bonifici istantanei. Il raggiro si è spinto fino a coinvolgere la madre del giovane, persuasa a disporre ulteriori versamenti verso un secondo conto intestato al 71enne, presentato falsamente come il nonno dell'indagato. L'azione delittuosa si è interrotta solo dopo che le vittime avevano versato la somma complessiva di ben 11.000 euro.

 
Le indagini condotte dai Carabinieri hanno consentito di incastrare i due attraverso una capillare analisi finanziaria e informatica. L'incrocio dei dati ha rivelato che i conti correnti e le carte prepagate su cui erano confluiti i bonifici appartenevano agli indagati. Inoltre, l'esame dei movimenti bancari ha fatto emergere ordini d'acquisto effettuati su una piattaforma di consegna di cibo a domicilio (food delivery), nei quali figuravano l'indirizzo di residenza e l'indicazione esplicita del citofono recante i cognomi dei due uomini. Ulteriori riscontri nelle banche dati delle forze dell'ordine hanno confermato l'intestazione dell'utenza telefonica utilizzata per condurre la trattativa.

Si precisa che il procedimento versa nella fase delle indagini preliminari, per cui gli indagati devono ritenersi innocenti fino ad eventuale condanna definitiva.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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