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Milano: i 250 anni di Brera in mostra con Renata Boero

A Palazzo Citterio l'esposizione "I Maestri di Brera": l'omaggio a oltre sessant'anni di ricerca e libertà didattica dell'artista ligure

printDi :: 26 ottobre 2026 19:41
Renata Boero in mostra a Milano: I Maestri di Brera - Renata Boero, Foto courtesy Archivio Renata Boero

Renata Boero in mostra a Milano: I Maestri di Brera - Renata Boero, Foto courtesy Archivio Renata Boero

(AGR) MILANO – L’arte intesa come ricerca assoluta, dove la materia organica prende vita sulla tela e il ruolo del maestro si fonde con l'indipendenza dell'allievo. Renata Boero è una delle figure centrali della grande mostra "I Maestri di Brera. Insegnare l’arte", curata da Giovanni Iovane e Marina Gargiulo, che aprirà i battenti il prossimo 30 ottobre nella Sala Stirling di Palazzo Citterio a Milano. L'evento espositivo celebra un traguardo storico d'eccezione: i 250 anni dalla fondazione dell'Accademia di Belle Arti di Brera.

Il percorso espositivo ripercorre l'intreccio fecondo tra la produzione creativa e l'attività di insegnamento di maestri che hanno segnato intere epoche storiche. Si spazia dalle storiche generazioni di Adolfo Wildt, Carlo Carrà, Arturo Martini e Achille Funi, fino a Marino Marini e Gastone Novelli, toccando le vette dei linguaggi contemporanei di Alik Cavaliere, Luciano Fabro, Grazia Varisco e, appunto, Renata Boero. In questo prestigioso consesso, la Boero rappresenta la quintessenza della libertà individuale: «un cane sciolto», come ama definirsi, distante dalle etichette critiche dei movimenti e guidata solo da un rigoroso percorso autonomo.

 
Renata BOERO Cromogramma, anni '70, cm275x235, courtesy Archivio Renata Boero, ph. T. Libis

Renata BOERO Cromogramma, anni '70, cm275x235, courtesy Archivio Renata Boero, ph. T. Libis

La sua rivoluzione pittorica, maturata negli anni Cinquanta e Sessanta nel laboratorio di restauro di Palazzo Rosso a Genova, mette al centro la natura stessa: spezie, radici, erbe, curcuma e ratania non sono meri pigmenti, ma elementi vivi che agiscono sulla tela. Celebri i suoi Cromogrammi, grandi superfici immerse in infusi naturali e piegate secondo geometrie precise, dove il tempo e l'aria diventano coautori dell'opera modificando le reazioni chimiche e cromatiche della materia. Una ricerca che esce dallo studio e si fa ambientale, estendendosi ai celeberrimi interventi sui ruderi di Righi e sulle spiagge di Varazze negli anni Settanta.

Renata BOERO, Cromogramma, 1970, cm 300x230, courtesy Archivio renata Boero, ph. T. Libis

Renata BOERO, Cromogramma, 1970, cm 300x230, courtesy Archivio renata Boero, ph. T. Libis

Questa strenua difesa dell'autonomia ha caratterizzato anche i lunghi anni di cattedra a Brera dell'artista. Per la Boero insegnare non significa imporre modelli da replicare, bensì fornire ai giovani gli alfabeti della disciplina tecnica per aiutarli a trovare una voce interiore inedita. La mostra a Palazzo Citterio – inserita nella splendida cornice della "Grande Brera" – rimarrà aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2027. L'esposizione osserva un orario di apertura da martedì a domenica (8:30-19:15), con accesso regolato tramite biglietto unico d'ingresso o ticket ridotto per le singole aree espositive.

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