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Roma, controlli agli autolavaggi: maxi multe e due attività sospese

Blitz dei Carabinieri a San Giovanni e al Prenestino: scoperti lavoratori in nero e gravi violazioni sulla sicurezza. Sanzioni per oltre 12.000 euro

printDi :: 26 ottobre 2026 11:33
Controlli dei Carabinieri a San Giovanni e Prenestino

Controlli dei Carabinieri a San Giovanni e Prenestino

(AGR) ROMA – Nuova stretta delle forze dell'ordine sul fronte del contrasto al lavoro sommerso e del rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro nella Capitale. I Carabinieri della Compagnia Roma Piazza Dante, in un'operazione congiunta con i colleghi del Gruppo Tutela Lavoro e con il Nucleo Carabinieri Forestali di Roma, hanno eseguito un servizio mirato di controllo ispettivo presso diversi autolavaggi dislocati nei quartieri di San Giovanni e Prenestino. All'esito degli accertamenti, tre titolari sono stati denunciati a piede libero e per due delle tre attività è scattato il provvedimento di immediata sospensione.

Nel dettaglio, i militari dell'Arma hanno riscontrato gravi irregolarità in tre distinti esercizi commerciali. Nel quartiere Collatino, il titolare di un autolavaggio è stato denunciato per la violazione della normativa a tutela dei lavoratori: l'ispezione ha infatti rivelato la presenza di dipendenti che non erano mai stati sottoposti alla visita medica obbligatoria sul posto di lavoro.

 
Scenari ancora più critici sono emersi nelle zone di Pietralata e Casal Bertone, dove altri due autolavaggi sono stati sanzionati per non aver redatto il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), un pilastro fondamentale per la sicurezza aziendale. In entrambe le attività, inoltre, i Carabinieri hanno riscontrato la presenza di lavoratori "in nero", totalmente privi di un regolare contratto di impiego. Per questa ragione si è proceduto al sigillo temporaneo e all'immediata sospensione delle licenze fino a quando i titolari non avranno provveduto alla completa regolarizzazione delle posizioni contrattuali e documentali.

Il bilancio economico dell'operazione si traduce in sanzioni amministrative ed edittali per un ammontare complessivo di 12.823,00 euro. Si precisa, come da prassi garantista, che i procedimenti si trovano attualmente nella fase delle indagini preliminari e che le persone coinvolte devono considerarsi presunte innocenti fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.

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