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Ostia, "Gamma auto", un'azienda da ricostruire, i titolari chiedono un risarcimento di 8 milioni di euro allo Stato

Oggi, al Park Hotel di Ostia Antica, i titolari della “Gamma auto”, la giornalista di Repubblica Federica Angeli, l’ex-Questore Antonio Del Greco, l’avvocato Andrea Rossi, hanno ripercorso le indagini di quei giorni drammatici, indicando le modalità che avrebbero indotto in errore i magistrati

printDi :: 15 marzo 2022 16:37
la conferenza stampa di questa mattina al Park Hotel

la conferenza stampa di questa mattina al Park Hotel

(AGR) "Dobbiamo ripartire da zero dopo tre anni di stop, additati d’infamia, accusati ingiustamente di essere una proprietà di un sodalizio criminale di Ostia, eppure è restata la fiducia nella giustizia, che alla fine ha riconosciuto i propri errori, ed ora, l’ultima parola, deve essere dello Stato...." Esordiscono, così, Giovanni Deturres e Piergiorgio Capra, titolari della “Gamma auto srl” che hanno chiesto un risarcimento di 8 milioni di euro al termine di una vicenda giudiziaria incredibile.

Hanno riavuto, infatti, le chiavi del proprio autosalone nello scorso 21 novembre dopo tre anni di sequestro, propiziato dalle indagini della Guardia di Finanza, incaricata dai magistrati, che avevano indicato nella “Gamma auto” una delle aziende di un clan mafioso. “E’ stata distrutta un’azienda sana – afferma Piergiorgio Capra, che non ha mai smesso di avere fiducia nella giustizia – Abbiamo ricevuto accuse infondate, siamo stati anche accusati di non aver presentato dei bilanci aziendale quando gli stessi sono facilmente consultabili con una visura. Abbiamo sempre fatto il nostro dovere, quanto accaduto ha rappresentato per noi un grave danno, d’immagine e sopratutto economico, ora ricominciare è davvero difficile”.

Vediamo di ricostruire l’accaduto. Nel 2018 aveva luogo il sequestro dell’intero patrimonio aziendale e delle partecipazioni e titolarità societarie della Gamma Auto S.r.l. in quanto si riteneva nella sostanziale titolarità e nella indiretta disponibilità del clan, a seguire, il 20 aprile 2020 arrivava la confisca del capitale sociale e dell’intero patrimonio aziendale della società.

In questa data, di fatto, la “Gamma auto” non esisteva più. Bisogna arrivare al 18 novembre 2021 quando la Corte di Appello di Roma – IV Sezione Penale revocava il sequestro e la confisca dell’autosalone e ordinava la restituzione dell’azienda alla medesima società. Una decisione che non è stata impugnata dalla Procura ed è divenuta definitiva il 3 dicembre scorso e finalmente il 21 dicembre veniva notificata la revoca del sequestro e della confisca.

Oggi, al Park Hotel di Ostia Antica, i titolari della “Gamma auto”, la giornalista di Repubblica Federica Angeli, l’ex-Questore Antonio Del Greco, l’avvocato Andrea Rossi, hanno ripercorso le indagini di quei giorni drammatici, indicando le modalità che avrebbero indotto in errore i magistrati a seguito delle informative della Guardia di Finanza, incaricata successivamente alle indagini condotte da polizia e carabinieri, di individuare proprietà ed eventuali società riconducibili all’attività criminosa.

“In sostanza – ha spiegato Federica Angeli, che con un suo articolo aveva individuato l’errore – la Gamma auto è stata vittima di uno scambio di indirizzo, secondo la testimonianza di un pentito, infatti, era stata fatta risalire alla proprietà del clan l’autosalone “Rosa auto”, chiuso dal 2014 e tenuto d’occhio, con appostamenti e intercettazioni da Polizia e Carabinieri. Un autosalone che si trovava nelle vicinanze di un albergo (l’Airport, chiuso poco dopo) e sempre su via dei Romagnoli, circa 500 metri prima della Gamma auto. Il pentito indicava l’autosalone appunto prima del cavalcavia stradale e non “dopo” dove si trova la Gamma auto. Un errore nelle indagini determinato forse dalla non conoscenza dei luoghi”.

Antonio Del Greco, ex-dirigente della polizia, ha aggiunto: “Mi sembra evidente che l’azione investigativa, non avendo la conoscenza delle persone e dei luoghi è stata indotta all’errore. La sensazione è che si sia arrivati ad una conclusione e poi si sia andati a cercare le risultanze oggettive. Per fortuna la sentenza d’appello ha rimesso le cose al suo posto”.

La storia non è finita perché ora si apre un’altra battaglia con la richiesta di risarcimento presentata dall’avv. Rossi, legale della Gamma auto: “I provvedimenti di sequestro e di confisca sono stati emessi con grave colpa dell’autorità giudiziaria che li ha pronunciati. - scrive Andrea Rossi- In quanto risulta omessa ogni analisi critica delle infondate e palesemente illogiche informative trasmesse dalla Guardia di Finanza. Inoltre, i decreti di sequestro e di confisca che hanno riguardato tutta la Gamma Auto S.r.l. e l’intero patrimonio aziendale ed economico e che sono stati, addirittura, portati a conoscenza dell’opinione pubblica e diffusi a livello nazionale mediante apposita conferenza stampa indetta dalla Procura della Repubblica. La società ed i suoi soci hanno subito gravissimi danni materiali, di immagine, personali e morali che allo stato vengono quantificati in €. 8.100.000,00, somma corrispondente al fatturato della società Gamma Auto S.r.l. per i tre anni di sequestro e confisca subiti”.

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