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NAS, oscurati 14 siti che vendevano medicinali irregolari, proposti anche presunti vaccini anti-covid

Nuova blitz dell'Arma contro il cybercrimine farmaceutica. Oscurati infatti 14 siti che vendevano e pubblicizzavano medicinali non regolari e non approvati dal Ministero della Salute. In alcuni casi venivano offerti medicinali contro la pandemia e vaccini

printDi :: 20 marzo 2021 15:48
NAS, oscurati 14 siti che vendevano medicinali irregolari, proposti anche presunti vaccini anti-covid

(AGR) Continua l’attività del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute volta al monitoraggio dell’offerta in vendita sul web di medicinali. Nell’ambito di una mirata operazione di vigilanza telematica contro il cybercrime farmaceutico, condotta di concerto con il Ministero della Salute, i militari della Sezione Analisi del Reparto Operativo hanno dato esecuzione a ulteriori 14 provvedimenti d’inibizione all’accesso (cd. “oscuramento”) emessi dalla Direzione Generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Dicastero nei confronti di altrettanti siti web collocati su server esteri e con riferimenti di gestori non individuabili, sui quali venivano effettuate la pubblicità e l’offerta in vendita, anche in lingua italiana, di svariate tipologie di medicinali molte delle quali connesse anche con l’emergenza pandemica da COVID-19.

Nella “vetrina virtuale” di uno di questi siti, strutturato in modo simile a una piattaforma di ecommerce, oltre a essere promosse e pubblicizzate svariate tipologie di beni prodotti e/o distribuiti da terzi, tra cui anche molti afferenti al settore sanitario, erano presentati in vendita, mediante fotografie riproducenti il confezionamento primario o l’imballaggio esterno, anche 4 asseriti vaccini per il COVID-19 potenzialmente acquistabili da utenti connessi dal territorio nazionale.

Altri 8 siti, invece, presentavano un medicinale di origine cinese vantante asserite proprietà terapeutiche del COVID-19, risultato essere, a seguito di parere dell'AIFA, sprovvisto di autorizzazione all’immissione in commercio. L’attività di monitoraggio telematico condotta a tutela della salute degli utenti della rete, come detto, si è estesa anche ad altri farmaci soggetti ad obbligo di prescrizione medica e vendibili solo in farmacia da parte di farmacista abilitato, che tuttavia venivano illecitamente offerti in vendita e pubblicizzati on line in violazione delle stringenti norme nazionali fissate dal decreto legislativo n. 219 del 2006.

Nel dettaglio, sono stati oggetto di oscuramento un sito che proponeva un preparato a base di testosterone e altri 3 siti che offrivano un farmaco antivirale utilizzato contro l’epatite C.

Da menzionare, infine, l’inibizione all’accesso di un ulteriore sito che presentava non solo medicinali a base di salbutamolo, broncodilatatore utilizzato nel trattamento dell’asma, e dell’antinfiammatorio tramadolo, sostanze che, peraltro, sono inserite tra quelle vietate per doping, ma anche un prodotto asseritamente a base di dinitrofenolo, sostanza chimica non destinata al consumo umano che, se assunta, altera le funzioni delle cellule inducendole a disperdere energia come calore invece di immagazzinarla al loro interno, determinando un effetto “brucia grassi” che comporta una rapida perdita di peso, ma è altamente imprevedibile e gravemente dannoso per l’organismo in quanto causa innalzamento della temperatura corporea, sudorazione profusa e aumento della frequenza cardiaca e respiratoria.

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Con quelli odierni, salgono complessivamente a 29 i provvedimenti complessivamente già eseguiti dall’inizio di quest’anno dai NAS, che, nel mantenere alta l’attenzione sul delicato e pericoloso fenomeno ricordando che la vendita on line di farmaci soggetti a obbligo di prescrizione è assolutamente vietata, rinnovano l’invito ai cittadini a diffidare delle offerte in rete di medicinali non autorizzati o di dubbia provenienza e a verificare sempre, per quanto concerne l’offerta in vendita e la pubblicità dei “medicinali senza obbligo di prescrizione” (SOP/OTC), la presenza del previsto logo identificativo nazionale (riprodotto nell’immagine sottostante) cliccando il quale si viene rimandati alla pagina web del sito internet del Ministero della Salute contenente i dati relativi all’autorizzazione.

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