Malagiustizia, al Senato il grido delle vittime: “La sofferenza non fa giurisprudenza”
Conferenza stampa il 13 marzo nella Sala Caduti di Nassiriya. La senatrice Cinzia Pellegrino: «Serve una riforma per garantire giusto processo e responsabilità». Interventi di avvocati, professionisti e testimoni

Conferenza stampa nella Sala Caduti di Nassiriya
(AGR) ROMA – Il 13 marzo, nella Sala Caduti di Nassiriya del Senato della Repubblica, si è svolta la conferenza stampa “Malagiustizia. La sofferenza che non fa giurisprudenza”, promossa dalla senatrice Cinzia Pellegrino, Coordinatore Nazionale del Dipartimento Tutela Vittime di Fratelli d’Italia.
Un incontro intenso che ha riunito professionisti, tecnici e cittadini impegnati a confrontarsi sulle conseguenze di un sistema giudiziario che, quando non funziona, rischia di trasformarsi in una seconda ferita per chi cerca giustizia.
«Questa riforma – ha affermato – non è una battaglia politica, ma un’esigenza di tutti per garantire un giusto processo e la responsabilità di chi sbaglia».
La senatrice ha ricordato come gli errori giudiziari abbiano un impatto stimato di 2,6 miliardi di euro sul PIL, sottolineando che l’ingiustizia percepita dai cittadini è “tripla”: colpevoli scarcerati, innocenti in carcere per anni e magistrati che non rispondono dei propri errori.
Durante la conferenza sono intervenuti i rappresentanti del Comitato “SÌ VOTA SÌ”, portando esperienze professionali e casi concreti.

Valentina Ruggiero, avvocato
La madre si è recata in ospedale il 19 febbraio, dove è stato attivato il codice rosso. Nonostante ciò, l’ascolto della minore è stato fissato solo per il 17 marzo, circa un mese dopo, anziché entro i tre giorni previsti dalla legge.
Nel frattempo la bambina non può vedere i suoi amici, mentre il bidello continua a lavorare nella stessa struttura frequentata da bambini tra 0 e 6 anni.
«Sono stanca di dover chiedere scusa ai miei clienti per disattenzioni, incompetenza e malagiustizia – ha dichiarato –. È fondamentale che i magistrati, quando non svolgono adeguatamente il loro mestiere, vengano sanzionati».

Raffaele Savarese, co-fondatore di Destra Liberale, manager e giornalista
Savarese ha sottolineato che la riforma «non è contro la magistratura, ma a favore della magistratura onesta», ribadendo l’obiettivo di una magistratura «indipendente e terza».

Cristina Caldarelli, esperta di sicurezza sul lavoro
Ha concluso il suo intervento con un’immagine simbolica:
«Un giorno vorrei creare un cartellone ideale da esporre all’ingresso di ogni cantiere, con un bambino che, indossando il caschetto, dice: “Papà, lavora in sicurezza. Ti aspetto a casa.”»

Luca Bonanni, commercialista
Nel corso del confronto è stato inoltre ricordato come la separazione delle carriere dei magistrati non rappresenti un tema nuovo nel dibattito pubblico italiano. Negli anni – è stato osservato durante la conferenza – diversi esponenti politici, anche appartenenti all’area progressista, avevano riconosciuto la necessità di una riforma in questa direzione per rafforzare trasparenza, imparzialità e terzietà del sistema giudiziario.
Secondo alcune considerazioni emerse tra i partecipanti, il mutamento delle posizioni nel dibattito politico sarebbe oggi influenzato anche dal clima di contrapposizione tra maggioranza e opposizione sul tema della riforma della giustizia.
Alla conferenza erano presenti anche rappresentanti dell’area della destra liberale, da tempo impegnati a sostegno delle iniziative promosse dalla senatrice Cinzia Pellegrino sui temi della tutela delle vittime e della riforma del sistema giudiziario.

La genetista Anna D’Ambrosio
Secondo D’Ambrosio, troppo spesso le evidenze vengono contaminate perché non vengono seguite correttamente le direttive e le tempistiche previste, compromettendo la possibilità di accertare i fatti in modo rigoroso.

Mario Biagiarelli, clinico

Maria Pia Capozza, avvocato del gruppo “Io sono Whistleblower”
Nel suo intervento ha ricordato che il problema non riguarda la demolizione dell’istituzione giudiziaria, ma la necessità di affrontare le criticità.
«La magistratura non è un organo da smantellare, ma dobbiamo avere il coraggio di vedere i problemi per ciò che sono. Dobbiamo riconoscerli, affrontarli e risolverli. I cambiamenti da soli non eliminano la corruzione, ma rappresentano certamente un primo passo verso un vero cambiamento».

la senatrice,Cinzia Pellegrino
«È il momento – ha concluso – di restituire al Paese una giustizia con la “G” maiuscola».
Dalle testimonianze emerse durante l’incontro è apparso evidente come la malagiustizia non sia un tema astratto, ma una realtà che incide profondamente sulla vita delle persone, generando sofferenze che spesso si aggiungono a quelle già subite.
















