Premio De Sanctis: La lettereatura Celebra gli Interpreti del Presente
Colombati, Mastrobuoni e Battiston tra i vincitori della XV edizione

Premio De Sanctis PH: Ufficio Stampa Gargiulo Mercatante
(AGR) ROMA – In un’epoca segnata dall’avanzata dell’intelligenza artificiale e dalla trasformazione dei linguaggi della comunicazione, la letteratura continua a rivendicare il proprio ruolo di strumento privilegiato per interpretare la complessità del presente. È questo il messaggio emerso con forza dalla XV edizione del Premio De Sanctis per la Letteratura, ospitata a Villa Madama e promossa dalla Fondazione De Sanctis in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Al centro dell’edizione 2026 il tema della “scrittura del presente”, intesa come spazio di creatività, intuizione ed errore, dimensioni profondamente umane che sfuggono alla standardizzazione algoritmica. Un concetto ripreso più volte nel corso della serata e sintetizzato dagli interventi dei premiati, chiamati a riflettere sul valore della narrazione nell’era dell’intelligenza artificiale.

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Ad aprire l’evento è stato il presidente della Fondazione De Sanctis, Francesco De Sanctis, che ha ricordato il percorso compiuto dal Premio in questi quindici anni, definendolo un luogo di dialogo, libertà e costruzione del futuro. De Sanctis ha inoltre annunciato il rafforzamento delle attività della Fondazione attraverso nuove iniziative dedicate ai diritti umani, al rapporto tra editoria e intelligenza artificiale e alla promozione della cultura della pace, anche in collaborazione con la Repubblica di San Marino.

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Tra i saluti istituzionali, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha sottolineato il proprio legame con il mondo letterario, ricordando l’esperienza maturata alla guida della giuria del Premio Campiello e ribadendo la vitalità della narrativa italiana contemporanea. In una lettera inviata agli organizzatori, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha invece evidenziato come la cultura rappresenti uno dei pilastri fondamentali della società e una componente indispensabile di qualsiasi processo di innovazione e cambiamento.
Particolarmente significativo l’intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, che ha annunciato l’istituzione di un nuovo Premio De Sanctis dedicato all’editoria, all’informazione e alla creatività, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo di chi contribuisce quotidianamente alla qualità dell’informazione pubblica.

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La serata è stata arricchita dalla lectio magistralis della direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, dedicata a “Raffaello, armonia e bellezza”, una riflessione sul valore universale dell’arte e sulla sua capacità di attraversare il tempo mantenendo intatta la propria forza comunicativa.
A decretare i vincitori è stata la giuria presieduta da Corrado Augias e composta da Dacia Maraini, Paolo Di Paolo, Annalisa Cuzzocrea, Carla Mellidi e Loredana Lipperini. Nel suo intervento, Augias ha richiamato l’attenzione sulle sfide poste dall’intelligenza artificiale alla produzione culturale, ribadendo tuttavia che la letteratura resta una testimonianza insostituibile del proprio tempo.

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Nella sezione Narrativa il riconoscimento è andato a Leonardo Colombati per Non vi sarà più notte (Mondadori, 2026). Lo scrittore ha raccontato come il romanzo sia nato da una serie di circostanze impreviste, rivendicando il valore creativo dell’errore e dell’imprevisto, elementi che ritiene difficilmente replicabili da una macchina.
Per la sezione Giornalismo è stata premiata Tonia Mastrobuoni con La Peste (Feltrinelli, 2025), frutto di oltre un decennio di ricerche e inchieste dedicate alla Germania contemporanea. L’autrice ha descritto il volume come un’indagine sulle fragilità e sulle tensioni che attraversano una delle principali democrazie europee.
Il premio per la Saggistica è stato assegnato a Roberto Battiston per Energia. Una storia di creazione e distruzione (Raffaello Cortina Editore, 2025). Nel suo intervento, il fisico ha ricordato come il concetto di energia permei ogni aspetto dell’esistenza umana, dai processi biologici alle grandi dinamiche geopolitiche.
Una Menzione Speciale è stata infine conferita a Lorenzo Pavolini per Mille (Marsilio, 2025), opera che intreccia memoria familiare e storia nazionale, trasformando il racconto personale in uno strumento di lettura del presente.
Proprio il rapporto tra memoria, creatività e interpretazione della realtà è stato uno dei fili conduttori della manifestazione. Un tema che ha attraversato gli interventi dei vincitori e della giuria, convergendo in una riflessione condivisa: nell’epoca dell’intelligenza artificiale, la letteratura continua a rappresentare uno spazio insostituibile di libertà, immaginazione e comprensione del mondo.

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La cerimonia si è conclusa con la consegna dei riconoscimenti alla presenza di numerosi rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, dell’editoria e del corpo diplomatico internazionale. Tra questi Gianni Letta, presidente del Premio De Sanctis, il vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Fabio Pinelli, la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni e il fondatore di Lucky Red Andrea Occhipinti.
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L’edizione 2026 del Premio De Sanctis si chiude così con un messaggio chiaro: di fronte alle sfide tecnologiche e ai profondi cambiamenti del nostro tempo, la cultura e la letteratura restano strumenti essenziali per comprendere il presente e immaginare il futuro.
















