SEI GIA' REGISTRATO? EFFETTUA ADESSO IL LOGIN.



ricordami per 365 giorni

HAI DIMENTICATO LA PASSWORD? CLICCA QUI

NON SEI ANCORA REGISTRATO ? CLICCA QUI E REGISTRATI !

Blitz carabinieri a Catania, in manette 18 affiliati della famiglia Santa Paola-Ercolano

Le indagini hanno confermato la consolidata prassi del clan Santapaola della sottoposizione di commercianti ed imprenditori al pagamento del “pizzo” in cambio di protezione.

printDi :: 05 ottobre 2020 19:06
Catania, rapina in un Supermercato

Catania, rapina in un Supermercato

(AGR) A Catania  è stata data esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania nei confronti di 18 indagati e ad un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dal Pubblico Ministero a carico di ulteriori 2 soggetti.

Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri del Comando Provinciale di Catania ed ha riguardato esponenti apicali ed affiliati del gruppo di San Giovanni Galermo e del clan ASSINNATA di Paternò, tutti inseriti nella famiglia di cosa nostra catanese denominata “Santapaola- Ercolano”, attiva nel capoluogo e in tutta la provincia etnea, poiché ritenuti responsabili, a vario titolo, di “concorso in estorsione continuata, commessa con l’aggravante del metodo mafioso”.

Comando Proviciale di Catania

Comando Proviciale di Catania

Le indagini, avviate lo scorso aprile a seguito della denuncia di un commerciante, hanno ribadito la consolidata prassi del clan Santapaola della sottoposizione di commercianti ed imprenditori al pagamento del “pizzo” in cambio di protezione mafiosa.

Le indagini, svolte nel minor tempo possibile al fine di tutelare le persone offese, hanno confermato le richieste estorsive poste in essere dalla frangia operante nel quartiere San Giovanni Galermo del capoluogo etneo nei confronti di due imprenditori, padre e figlio, proprietari di una nota catena di supermercati, che ha visto avvicendarsi nel corso degli anni molteplici personaggi, tutti affiliati di spicco alla famiglia Santapaola-Ercolano.

Le vittime, inizialmente titolari di un punto vendita aperto nel 2001 ad Aci Sant’Antonio (CT), vennero avvicinate dai criminali che offrirono la loro “protezione” in cambio di denaro minacciando che, in mancanza, avrebbero fatto saltare in aria il supermercato.

Carabinieri, Comando Proviciale di Catania

Carabinieri, Comando Proviciale di Catania

Gli imprenditori iniziarono così a pagare mensilmente dapprima la somma di euro 350, quindi lievitata prima a 700, poi a 1.000 ed infine a 1.500 euro, in funzione dell’apertura di ulteriori altri due punti vendita situati a Valcorrente (Belpasso) e Misterbianco, nonché di un Bar Tabacchi nel quartiere di San Giorgio a Catania, oltre al versamento di periodiche somme di denaro oscillanti tra i 500 ed i 1.500 euro versati agli esattori in occasione di ogni festività pasquale e natalizia. Di particolare rilievo appare inoltre il ruolo esercitato dalle donne in seno all’organizzazione mafiosa in trattazione, in quanto, a seguito dell’arresto di alcuni degli affiliati che si erano avvicendati nella riscossione del pizzo, le indagate hanno sostituito i propri congiunti nelle richieste estorsive e nella riscossione delle rate mensili.

Partecipa anche tu, con un piccolo contributo, affinche' l'informazione vera e trasparente sia un bene per tutti

 
 
x

ATTENZIONE