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Torre in Pietra, alla scoperta del cammino delle città perdute

Il sindaco Montino: il protocollo sottoscritto oggi vuole promuovere i luoghi più belli del territorio. La prima passeggiata organizzata parte dalla torre del Pagliaccetto e dal Castello di Torre in Pietra per arrivare fino all'antico borgo di Tragliata

printDi :: 20 maggio 2021 20:14
cammino città perdute Torre in pietra

cammino città perdute Torre in pietra

(AGR) "La firma del protocollo con la Pro Loco di Torre in Pietra per il Cammino delle città perdute, è la prima di altre che apporremo in altri protocolli perché il nostro territorio è ricco di tanti percorsi da scoprire". Lo ha dichiarato il sindaco Esterino Montino oggi, alla firma del percorso delle Città perdute"Una storia antica e recente, un territorio vasto che perfino molti cittadini non conoscono, specialmente coloro che vivono qui da poco: Perché, ricordiamolo, questa città cresce di circa 1000 persone l'anno - ha spiegato il sindaco -. La prima passeggiata organizzata parte da qui, dalla torre del Pagliaccetto e dal Castello di Torre in Pietra per arrivare fino all'antico borgo di Tragliata. Percorrendolo vi accorgerete che il nostro territorio cambia passo dopo passo: dalle città perdute, ai vecchi casolari agricoli, fino ai resti di epoca etrusca e romana".

"E vogliamo partire proprio oggi, mentre stiamo lentamente uscendo da questa emergenza che ha dato un duro colpo a tante persone, ma anche all'economia. Vogliamo dare un segno di speranza, un segnale che guarda al futuro -. Certo è un primo passo, ma è un elemento fondamentale su cui vogliamo continuare a lavorare, insieme ad altre cose e insieme ad altri percorsi: quello del mare, quello delle torri, quello delle aree archeologiche".

"Grazie alla Pro Loco e al mio delegato Ernesto Benelli che tanto si sono spesi per arrivare a questo protocollo: una prima pietra che ha bisogno del contributo di tutte e tutti per andare avanti - ha concluso -. Abbiamo un grande compito: una volta che il percorso sarà pronto e in sicurezza, dobbiamo portare qui le nostre scuole. Perché dai ragazzi dobbiamo ripartire per costruire il nostro futuro".

"Grazie alle Forze dell'ordine e ai volontari che hanno condiviso con noi questo momento - Un percorso per il quale abbiamo speso molto tempo e risorse con le persone che hanno deciso di lavorare a questo obiettivo importantissimo", ha aggiunto il vicesindaco Ezio Di Genesio Pagliuca.

"Anche la Regione Lazio ha deciso di promuovere un nuovo modo di fare turismo e valorizzare il territorio che è quello dei cammini - ha ricordato il vicesindaco -. Questo è il primo che istituiamo formalmente che nasce da un'idea: far vivere e far conoscere un territorio che nasconde dei segreti preziosi e paesaggi unici, alle porte della Capitale". "L'idea di esplorare questo patrimonio - ha concluso - entra a far parte delle cose belle che la città promuove e offre ai suoi cittadini, ma anche a chi non è nostro cittadino, ma vuole scoprirne le bellezze".

"Questo è uno spazio dedicato alla riflessione e alla contemplazione - ha aggiunto Ernesto Benelli, delegato del Sindaco alla valorizzazione dei beni culturali e ambientali della città -. Un sentiero di circa 10km fatto sì, di strade bianche, ma che si snoda soprattutto tra campi e boschi: sono veramente pochi quelli che vanno per campi e boschi ed è qualcosa che dobbiamo recuperare".

"Il Cammino delle città perdute è uno spazio dove mettersi in armonia con sé stessi e con ciò che ci circonda, scoprendo passo dopo passo le piccole e grandi cose che il territorio racconta e ci offre. Come il sito archeologico del Pagliaccetto, il più antico d'Italia, ora nascosto dalla vegetazione. Vi do un consiglio: venite qui nelle notti di giugno, spegnete le luci e camminate lungo questo sentiero. Vi troverete davanti ad uno spettacolo meraviglioso di milioni di lucciole. Andate incontro alle lucciole".

"Sono felice come presidente della Pro Loco di Torre in Pietra, di iniziare questo cammino delle Città perdute - ha sottolineato Teresa Vaccari -. Un percorso bellissimo da scoprire e da conoscere. Neanche noi che ci viviamo a volte conosciamo bene il nostro territorio e questa è un'occasione più unica che rara per vederlo e scoprirlo come non siamo abituati a farlo e pronti a lasciarci sorprendere".

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