Giornata Mondiale degli Oceani, Plastic Free rimuove 12 tonnellate di rifiuti dall'ambiente
Nel corso del week end impegnati oltre 2 mila volontari in 120 appuntamenti sull'intero territorio nazionale. Il risultato di questo sforzo organizzativo sono state circa 12 tonnellate di rifiuti rimossi dall'ambiente impedendo che plastica, mozziconi ed altro potessero raggiungere il mare
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(AGR) Nel weekend quasi 120 appuntamenti e circa 2.000 volontari contro mozziconi e plastica dispersi nell’ambiente. De Gaetano: “Ogni rifiuto tolto da strade, spiagge e parchi è un rifiuto in meno che può finire in mare”
In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, che si celebra oggi 8 giugno, Plastic Free Onlus traccia il bilancio della grande mobilitazione nazionale promossa nel weekend del 6 e 7 giugno contro l’abbandono dei mozziconi di sigaretta e dei rifiuti dispersi nell’ambiente. Sono stati quasi 120 gli appuntamenti organizzati in tutta Italia, con la partecipazione effettiva di quasi 2.000 volontari, impegnati in città, spiagge, parchi, piazze, aree verdi e lungo corsi d’acqua. Il risultato complessivo è di circa 12.000 chilogrammi di rifiuti rimossi dall’ambiente, impedendo che plastica, mozziconi e altri materiali potessero raggiungere tombini, fiumi e mari.
La mobilitazione, lanciata in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno e conclusa simbolicamente a ridosso della Giornata Mondiale degli Oceani, ha avuto come claim “Il pianeta non è un portacenere”, con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e fumatori su uno dei rifiuti più diffusi e sottovalutati: il mozzicone di sigaretta.
I filtri delle sigarette, infatti, non sono realizzati in cotone ma in acetato di cellulosa, una plastica sintetica che può impiegare oltre dieci anni per degradarsi, frammentandosi progressivamente in micro e nanoplastiche. Attraverso tombini, vento e pioggia, i mozziconi abbandonati a terra possono raggiungere corsi d’acqua e mari, rilasciando sostanze tossiche e mettendo a rischio pesci, tartarughe, uccelli marini e biodiversità.
“Abbiamo scelto di collegare questa mobilitazione alla Giornata Mondiale degli Oceani perché il mare comincia molto prima della spiaggia: comincia dai nostri marciapiedi, dalle piazze, dai tombini, dai parchi e dai fiumi – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus – Ogni rifiuto tolto dall’ambiente è un rifiuto in meno che può finire in mare. E ogni mozzicone raccolto è un messaggio chiaro a chi continua a considerare il suolo pubblico un portacenere a cielo aperto. Quasi 2.000 volontari, circa 120 appuntamenti e 12 tonnellate di rifiuti raccolti dimostrano che l’Italia che si rimbocca le maniche esiste ed è più forte dell’indifferenza – prosegue De Gaetano – Ma non possiamo fermarci alla raccolta. Serve un cambio culturale profondo: più educazione ambientale, più controlli, più posacenere urbani, più smoking area attrezzate e una maggiore responsabilità individuale. L’assuefazione visiva ai mozziconi è uno dei problemi più gravi: ci siamo abituati a vederli ovunque e per questo abbiamo smesso di considerarli un’emergenza”.
La Giornata Mondiale degli Oceani ricorda ogni anno il ruolo fondamentale dei mari per la vita sulla Terra: producono una parte essenziale dell’ossigeno che respiriamo, assorbono grandi quantità di anidride carbonica, regolano il clima e custodiscono una biodiversità preziosa. Tuttavia, inquinamento da plastica, microplastiche, surriscaldamento, acidificazione e perdita di biodiversità stanno mettendo sotto pressione ecosistemi sempre più fragili.
Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, continuerà anche nelle prossime settimane con iniziative di sensibilizzazione, cleanup ambientali e attività nelle scuole, con l’obiettivo di trasformare la tutela dell’ambiente in un impegno quotidiano e condiviso.
“Proteggere gli oceani non significa guardare soltanto al mare aperto – conclude De Gaetano – ma cambiare i comportamenti a terra. Perché ciò che abbandoniamo oggi su un marciapiede, domani può diventare microplastica nel mare e, prima o poi, tornare anche sulle nostre tavole”.
















