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Pomezia, sfregia con l'acido il compagno, arrestata 29enne

Dopo una lite violenta, sul pianerottolo di casa, la donna ha lanciato dell’acido sul viso e sul corpo del compagno, provocandogli lesioni permanenti. Il ragazzo è stato trasportato presso l’ospedale “S. Eugenio” di Roma

printDi :: 22 luglio 2026 15:36
Pomezia i carabinieri intervenuti

Pomezia i carabinieri intervenuti

(AGR) I Carabinieri della Compagnia di Pomezia hanno arrestato una donna italiana di 29 anni, con precedenti, già sottoposta alla misura della messa alla prova con lavori di pubblica utilità, gravemente indiziata del reato di “deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso”, per aver lanciato dell’acido contro il compagno.

Nella giornata del 9 luglio, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Pomezia sono intervenuti in piazzale Aldo Moro dove, a seguito di una lite per futili motivi, sul pianerottolo di casa, la donna aveva lanciato dell’acido sul viso e sul corpo del compagno, provocandogli lesioni permanenti.

 
Il ragazzo è stato trasportato presso l’ospedale “S. Eugenio” di Roma, in codice rosso, presso il Reparto Ustionati. Rintracciata la donna, i Carabinieri hanno eseguito una perquisizione domiciliare, rinvenendo una bottiglia da 1 litro di acido professionale disostruente, sotto il mobile della cucina. Nella mattinata del 13 luglio, il G.I.P. del Tribunale di Velletri ha convalidato l’arresto per la donna gravemente indiziata della condotta consistita nell'attingere al volto e al corpo con liquido corrosivo, cagionando al compagno lesioni personali dalle quali derivava lo sfregio permanente del viso.

Al termine dell'udienza il Giudice delle Indagini Preliminari ha anche disposto l’applicarsi della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa e fa divieto all’indagata di avvicinarsi alla sua residenza e dimora ed agli altri luoghi da questi abitualmente frequentati ed in particolare alla sua abitazione, situata in un altro comune dell’hinterland romano, con l'obbligo di mantenere dalla parte offesa la distanza di almeno 1000 metri.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, l’indagato deve considerarsi innocente fino a eventuale sentenza definitiva.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto dell’ indagato da ritenersi  presunto  innocente, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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