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Fisascat-CISL Roma, il sommerso ricettivo porta con sé sommerso lavorativo

printDi :: 20 febbraio 2020 17:47
Fisascat-CISL Roma

Fisascat-CISL Roma

(AGR) “Il sommerso ricettivo a Roma va purtroppo di pari passo con il sommerso lavorativo: un sistema senza controlli né regole non può che offrire un’occupazione con scarse garanzie e tutele, danneggiando al tempo stesso le imprese ‘virtuose’ con un inaccettabile dumping: il risultato è che prolifera il lavoro a tutela debole, a scapito dell’occupazione in chiaro. Si tratta di una situazione che ci preoccupa da tempo, e di cui riteniamo di dover dialogare con tutte le Istituzioni interessate: serve un’adeguata regolamentazione, un monitoraggio capillare e un efficace regime sanzionatorio a carico di chi opera nell’illegalità”.

E’quanto dichiara il Segretario Generale della Fisascat-Cisl di Roma, Stefano Diociaiuti, commentando le stime emerse dal rapporto sul sommerso ricettivo realizzato da Sociometrica per l'Ente bilaterale del turismo del Lazio.

“Il trend degli ultimi anni – prosegue il sindacalista – desta in noi crescente allarme: le imprese e i lavoratori del settore alberghiero sono in difficoltà competitiva rispetto al prolificare di appartamenti affittabili che molto spesso si sottraggono alle norme e regolamentazioni previste. Il risultato è una penosa mancanza di sicurezza per i cittadini, che ospitano turismi ‘fantasma’ e per gli stessi turisti che soggiornano in strutture che non rispettano gli standard di sicurezza. A ciò si aggiunge l’aumento del lavoro sommerso e il parallelo decremento dell’occupazione nel settore alberghiero, che fa fronte a una concorrenza ìmpari”.

“In una città dalle straordinarie risorse storico-artistiche, quale la nostra Capitale – conclude – il comparto del Turismo e della ricezione dovrebbe essere più che mai fiorente e garantire occupazione di qualità. Al contrario, assistiamo purtroppo all’ampliarsi di ‘coni d’ombra’ che offrono occupazione non tutelata, sfuggono alle norme di legge e danneggiano gli alberghi e le realtà ricettive che agiscono ‘in chiaro’”.

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