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Vittoria Juventus ma grande Roma

JUVENTUS – ROMA 1-0

printDi :: 19 ottobre 2021 14:48
JUVENTUS – ROMA 1-0

JUVENTUS – ROMA 1-0

(AGR) Juventus: Szczesny; Danilo, Bonucci, Chiellini; Cuadrado, Bentancur, Locatelli, Bernardeschi (30' st Arthur), De Sciglio (43' st Alex Sandro,); Chiesa (26' st Kulusevski), Kean (26' st Morata). A disp.: Perin, PinsoglioRugani, Ramsey, Lu. Pellegrini, McKennie, Kaio Jorge. All.: Allegri

Roma: Rui Patricio; Karsdorp, Mancini, Ibanez, Vina; Veretout (36' st Shomurodov), Cristante; Zaniolo (26' El Shaarawy), Pellegrini, Mkhitaryan; Abraham. A disp.: Fuzato, Boer, Kumbulla, Reynolds, Calafiori, Darboe, Villar, Diawara, Perez, Mayoral. All.: Mourinho

Arbitro: Orsato

Marcatori: 16' Kean 

Ammoniti: Szczesny, Danilo, De Sciglio, El Shaarawy, Shomurodov, Abraham, Mancini, Karsdorp                     

Che, vista l’abbondanza di attaccanti e la qualità del suo parco, quando giochi contro la Juventus devi mettere in preventivo almeno un goal, se non due, nel tuo sacco, è cosa nota da tempo. Meno preventivabile è invece il fatto che là, su quel campo!, ti viene assegnato un rigore a favore che, a pallone alle spalle di Szczesny, potrebbe riequilibrare la partita e poi chissà, hai visto mai, potrebbe arrivare il golletto-vittoria, visto che c’è ancora tanta strada da fare.

Certo, lo stimolo c’è perché hai l’Inter a soli due punti davanti a te e con la vittoria la scavalcheresti piazzandoti in terza posizione, almeno fino alla prossima gara. Se non altro, qualche tifoso sognerebbe in grande. Il che, di questi tempi, non è proprio poco. Anche stavolta il preventivo s’è realizzato: Kean l’ha messa dentro al 16’ di testa. Rivedendo l’azione, si vede bene che Cuadrado tocca il pallone con il braccio, come se volesse aggiustarselo, diciamo così e, non visto nè dall’arbitro Orsato né dall’assistente di linea né dal var, spedisce il pallone a De Sciglio che di traversone lo indirizza verso Bentancur, questi colpisce di testa, direzione porta, trovando, fortunatamente per la Juventus, la provvidenziale deviazione, sempre di testa, di Kean, che corregge la traiettoria della sfera, a questo punto diventata imparabile per Rui Fabricio, facendola finire alle spalle del portiere giallorosso.

Bel goal, ma da annullare per via del fallo di mano di Cuadrado. È trascorso appena un quarto d’ora dal fischio iniziale e, a differenza di situazioni simili verificatesi in passato, la Roma non sembra risentire della botta. Peraltro, qualche minuto prima, Mancini s’era visto respingere dal portiere bianconero un colpo di testa che in molti avevano visto già dentro. La gara va avanti, l’impressione è che i giallorossi siano convinti di essere in vantaggio. Se così fosse sarebbe un bell’errore di valutazione, specie se commesso contro la Juventus e per di più a casa sua.

Dietro, servirebbe eliminare il noioso trantran dell’io la do a te, tu la dai a me, io te la ridò e tu la dai al portiere, che la rilancia, il più delle volte facendole terminare la corsa tra le maglie degli avversari, con grande gaudio di costoro, che impostano subito la ripartenza. Quello stucchevole mantra portiere-difensore-mediano-difensore-portiere serve a niente se non a far guadagnare cinquanta metri di campo agli avversari, il che, nella fattispecie non è proprio la scelta tattica giusta. Se vuole arrivare al pareggio, la Roma deve accelerare i tempi, non perdere minuti preziosi con quel giochetto in eccelsa auge ai tempi, ormai calcisticamente remoti, di Paulo Fonseca.

Tra le due trequarti, la Roma palleggia e palleggia ma non trova l’imbucata giusta. Il suo è un predominio sterile. In quel settore, a centro campo, ci vorrebbe più dinamismo, inteso come giocate di prima eseguite in velocità, o, se proprio non ci si riesce, più voglia, che Pellegrini, Cristante, Veretout e Mkhitaryan sembrano non avere a sufficienza. Davanti, Abraham, che dovrebbe essere il terminale d’attacco, stretto com’è tra Bonucci e Chiellini, la palla la vede qualche volta di passaggio.

Tiri in porta romanisti neanche a parlarne, ed è cosa nota che se non tiri in porta il goal non lo fai mai. L’asfitticità dell’attacco romanista viene interrotta al 38’, quando arriva il secondo tiro di giornata dopo quello di Mancini, di cui abbiamo già detto, ad opera di Abraham, ma il pallone, colpito di testa, viene parato senza problemi da Szczesny. La Juventus ha lasciato fare ai giallorossi per tutto il primo tempo, badando più a gestire saggiamente il vantaggio che non a cercare il raddoppio.

A parte un’iniziativa personale di Bernardeschi, al 36’, che cerca di pescare Kean con un pallone lungo senza riuscirci, da parte bianconera si vede poco. Nei minuti finali del tempo la gara si ravviva e al 42’ arriva il calcio di rigore per la Roma: Danilo ferma Abraham entrato in area, ma il pallone arriva a Mkhitaryan. che viene atterrato da Szczesny - qui ci vorrebbe il rosso per il portiere bianconero, che invece la sfangherà con il giallo – l’azione prosegue e Abraham la mette dentro. In base ad un suo personale regolamento, gelosamente custodito nei meandri della sua psiche, l’arbitro annulla il goal e decreta il rigore, amorevolmente assistito dal parere del var, che, ci pare di capire da quanto scaturito dalla sua decisione, potrebbe non aver preso in considerazione l’ipotesi di convalidare il goal, del tutto regolare.

I due errori tecnici di Orsato – il goal annullato di Abraham e il mancato rosso per Szczesny – e uno, forse più clamoroso del var – non aver preso in considerazione il goal di Abraham – fanno di questa partita un’edizione rivista e corretta del caso Turone. Fortunatamente, a differenza di quello, ormai storico, del 10 maggio 1981, in questo Juventus -Roma non c’era in palio lo scudetto, ma solo i tre punti. Tuttavia, a calcio cambiato – nuovi tornei continentali, campionati nazionali ristrutturati con media e sponsor ad interpretare ruoli importanti, nei rispettivi ambiti, nella gestione dei tantissimi eventi nazionali ed internazionali – un punto perso oggi potrebbe risultare decisivo nella bagarre di fine stagione per entrare in Europa, meta agognata da qualsiasi società, limitato e illimitato che sia il suo budget.

Dunque, pallone sul dischetto dopo spiegazioni concitate, incazzature e var a mezzo servizio. Veretout discute con Abraham, perché anche l’inglese vorrebbe battere il penalty, ma niente da fare: vince il francese. Il pallone è sempre lì che aspetta, e Chiellini è in area, il che significa che, regolamento alla mano, il rigore, sia che venga realizzato o meno, deve essere ripetuto, ma Orsato, che è proprio lì, non se ne accorge e così l’esecuzione procede con il centrocampista che fa dei passettini che sembrano una specie di danza propiziatrice poi calcia di piatto, una vera manna per Szczesny, che neutralizza respingendo, innestando il giubilo juventino e la cocente delusione romanista.

Si sa che la battuta di piatto va bene più che altro per il passaggio corto, per appoggiare o per rifinire, perché, fondamentalmente, questo tipo di tiro è debole e contro quel santantonio del portiere polacco ci vorrebbe una sassata non un leccamuffo, peraltro intuito in anticipo dal portiere bianconero. Sta di fatto che l’errore di Veretout manda in fumo le speranze giallorosse di andare agli spogliatoi in situazione di pareggio, il che avrebbe voluto dire tutt’altra gara nel secondo tempo perché, ma la nostra consideratela pura ipotesi basata su quanto visto nella prima parte di gara, all’attendismo della Juventus si sarebbe aggiunto quello della Roma, salvo scossoni improvvisi che avrebbero potuto arrivare da entrambe.

Di certo, i giallorossi avevano speso parecchio nel primo tempo e quindi nella ripresa non è che sarebbero andati all’arrembaggio della fortezza juventina. E poi, mettici pure il giallo ad Abraham per il calcetto rifilato a Chiellini in pieno recupero e siamo a posto: alla prossima che fai… Così condizionata, parte la ripresa e dopo che Kean, al 48’, si mangia il goal del raddoppio, al 53’ Chiellini si scontra con Pellegrini in area bianconera: romanista a terra dolorante, proteste dei giallorossi, ma Orsato, decisione pessima la sua, lascia proseguire.

Niente var, naturalmente: il miglior arbitro del mondo del 2020, a detta dell’IFFHS (International Federation of Football History and Statistics) non ha certo bisogno di altri pareri: basta il suo, inappellabile. Nel primo quarto d’ora della ripresa, tra falli pesantucci, proteste, gialli e controproteste, di spettacolo se ne vede poco. A ridosso dell’ora di gioco appena superata, al 63’ arriva la sventola di Bernardeschi a lato di poco, mentre la Roma si fa sotto al 66’ e al 67’ con Veretout, al 68’ con Pellegrini, al 70’ con Cristante e al 73’ con Vina, ma le iniziative rimangono senza esito, i palloni finendo fuori o catturati dai bianconeri. Intanto, mentre la Juventus procede con i cambi, la Roma prosegue con gli undici inziali, a parte Zaniolo, sostituito già al 26’ da Elshaarawi.

Forse Mourinho non decide i cambi perché vede che i ragazzi sono ancora belli belli, cioè il livello della condizione psicofisica della squadra non è sceso, nonostante le tante energie profuse. È all’81’ che decide di cambiare Veretout con Shomurodov, e nel prosieguo con l’ingresso dell’uzbeko il dinamismo offensivo della Roma si accentua, sebbene le sue iniziative, peraltro portate con ordine, non siano poi così tanto pericolose da mettere in ambasce la Juventus. Gli ultimi minuti di gara sono un fiorire di cartellini gialli: in ordine sparso, sul taccuino di Orsato finiscono Shomurodov, Danilo, Mancini, Karsdorp. La direzione arbitrale di Orsato, costellata di errori che hanno contribuito decisamente a determinare l’esito della gara, offuscano notevolmente i meriti acquisiti in carriera dall’arbitro di Montecchio Maggiore (Vicenza), riconosciuti urbi et orbi dall’IFFHC con la sua elezione, nel 2020, a miglior arbitro del mondo.

La pessima direzione di Orsato purtroppo non è la sola cui abbiamo assistito. Altri arbitri, con i loro errori, hanno rovinato altre, troppe partite, del nostro campionato. Vista l’importanza del nostro calcio nei vari ambiti sportivo, sociale, commerciale, economico e finanziario, non si può più permettere che arbitri incompetenti, inesperti, pressappochisti, presupponenti o malati di protagonismo distruggano il nostro amato football rovinando partite con le loro sviste clamorose e i loro errori talmente grossolani da sfociare nel ridicolo, di fatto contribuendo con le loro sciagurate direzioni ad allontanare la gente dagli stadi. Ma se gli errori passati non possono essere riparati, bisogna far sì che non si ripetano in futuro.

Magari, riflettendoci su seriamente, si potrebbe arrivare a capire il perché di certi errori inesplicabili. Magari potrebbero essere proprio gli arbitri a spiegare urbi et orbi il perché di questo o quell’errore nelle interviste dei dopo-partita. Lo fanno gli allenatori e i calciatori, non si capisce perché un arbitro non possa farlo. Nessuno li trascinerebbe a forza davanti ai microfoni, e semmai una intervista anche breve potrebbe dissipare dubbi, perplessità e incertezze, e allontanare sospetti dalle menti dei tifosi. Spiegare aiuta sempre.

Errori arbitrali a parte, non è stata una brutta partita. La Juventus ha fatto il suo ma la vittoria è un premio troppo grande per i ragazzi di Allegri. Il mister bianconero ha parecchio da lavorare: redditizio nel campionato italiano, il suo calcio non sembra essere così competitivo in campo europeo o, meglio, internazionale. Vedremo. La Roma esce dal campo con l’onore delle armi, ampiamente dovutole in virtù di quanto mostrato per tutti i novanta e passa minuti di gara. Ai giallorossi sarebbe andato strettissimo anche il pareggio. 

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