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Serie A: avanti tutta!

Il campionato italiano

printDi :: 05 luglio 2020 10:34
Serie A: avanti tutta!

Serie A: avanti tutta!

(AGR) Sembra che, ormai, il nostro campionato di calcio sia tornato a marciare con una certa regolarità.  In generale, tenendo naturalmente conto del contesto in cui si svolge, la massima competizione calcistica italiana offre performance di livello più che accettabile.                                                                                                                         

Nella lotta per lo scudetto, il testa a testa tra Juventus e Lazio è destinato a risolversi a due, tre giornate dal termine, se non proprio all’ultima e il terzo incomodo, l’Inter, che pure riesce a tenere il passo della Juventus, sembra che alla fine dovrà accontentarsi della terza posizione, a meno di clamorosi colpi di scena, che però, vista la tenuta delle battistrada, appaiono improbabili.                                                                                                 

Staccata di poche lunghezze, l’Atalanta insegue. Qualche considerazione su questa squadra e il suo mister (uno spazio ben meritato, viste le mirabilia che i bergamaschi vanno mostrando). Più e più volte abbiamo ammirato la fluidità di manovra, le buone trame, la condizione atletica dei bergamaschi prima e dopo la pandemia, e viste le sue recenti performance, non ci sono più dubbi che ci si trovi di fronte ad un ensemble costruito da uno staff tecnico di prim’ordine, magistralmente guidato da mr. Gasperini. Quanto Gasperini sta facendo a Bergamo è la realizzazione del suo credo calcistico: schemi, tattiche e strategie che i nerazzurri atalantini hanno recepito e mettono scrupolosamente in pratica di gara in gara. Chi ha avuto modo di seguire la carriera dell’attuale mister atalantino, sa bene che di quelle elaborazioni se ne erano già avute avvisaglie ai tempi del Genoa.                       

L’Atalanta gioca un calcio europeo, ha abbandonato da tempo certi schemi tattici che sì, in alcuni casi hanno fatto la fortuna del calcio italiano, ma attualmente appaiono piuttosto superati.                                                           

Tuttora, nel nostro campionato, non sono poche le squadre che vanno avanti, anche in classifica, vincendo partite con sistemi di gioco che ricordano, nemmeno troppo velatamente, il classico contropiede all’italiana; i tanti make-up cui è stato sottoposto non riescono a nasconderne i limiti e, sebbene qui da noi renda parecchio in termini di punti, in campo europeo non appare così competitivo. Si può facilmente profetizzare che presentarsi in campo con quel tipo di gioco nell’edizione 2020-2021 delle coppe europee potrebbe voler dire avere poche chance di vittoria finale.                                               

Se il discorso scudetto è ben lontano dall’essere concluso, non meno intrigante appare la lotta per la salvezza: qui,  Spal e Brescia (penultimo e ultimo posto in classifica), teoricamente non sono ancora retrocesse e mancando 8 giornate alla fine, equivalenti a 24 punti, potrebbero riuscire a fare l’impresa. Sia l’una che l’altra hanno buttato via un sacco di punti ma giocano bene e nonostante i loro pochi punti possono salvarsi. Un po’ più su, Lecce (25 punti), Genoa (26 punti) e Sampdoria (29 punti) daranno vita alla bagarre finale per la salvezza. Rispetto alle altre due, il Lecce ha una partita in più (30) e questo non è uno svantaggio da poco perché con un’eventuale vittoria delle genovesi le chance di salvezza dei salentini diminuirebbero decisamente. Tuttavia, nel prosieguo, è possibile che altre squadre vengano coinvolte nella lotta per la salvezza (Torino, Fiorentina, Udinese).

Il nostro campionato è lontano dalle scadenze, regolari nella loro distribuzione, in vigore nel pre-pandemia.

La Serie A viaggia a ritmi quasi inarrestabili: non si fa a tempo a commentare gare della giornata appena conclusa che subito ne arriva un’altra: è ormai un campionato a go-go in piena regola: partite giocate quasi quotidianamente.   

Per le note ragioni, in questo contesto si mettono da parte ritmo e qualità del gioco per arrivare a completare l’intero ciclo delle trentotto giornate.

Naturalmente, la spinta a proseguire fino alla conclusione del campionato non è arrivata certo dai tifosi ma dalle varie strutture pubbliche e private che dello sport, e del calcio in particolare, ne fanno la loro ragione sociale, la loro mission.     

Il voler ripartire e andare avanti fino alla fine del torneo potrebbe apparire egoistico ma a ben guardare la ripresa del calcio italiano è servita, invece, a stimolare tante altre iniziative in campo sportivo, sociale ed economico: è a tutti noto cosa rappresenti lo sport, il calcio in particolare, in Italia.                                                                                                         

Nel nostro paese, era necessario scrollarsi di dosso quella generale apatia generata dal lungo lockdown imposto dalla pandemia, che andava generalizzando, e allontanare la minaccia di uno choc collettivo, di massa, dal quale ci sarebbe voluto chissà quanto tempo per riprendersi: in questo contesto, la ripresa dell’attività calcistica e dello sport in generale ha senz’altro fornito un contributo importante.                                                                   

                                                                                                                                                                                                   

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