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Le Semifinali di Coppa Italia

La ripresa dell'attività calcistica in italia

printDi :: 15 giugno 2020 19:33
La ripresa dell'attività calcistica in italia

La ripresa dell'attività calcistica in italia

(AGR) Tribune deserte e commoventi cerimonie di apertura hanno fatto da prologo alle due semifinali di Coppa Italia. Juventus-Milan è finita 0-0, risultato che, in virtù dell’1-1 dell’andata, consente ai bianconeri di accedere alla finale. Non è stata una partita spettacolare, ma, nell’attuale contesto calcistico e dopo tre mesi di stop, la gara può essere considerata vera. Non sono mancati episodi che avrebbero potuto sbloccare il risultato: il rigore fallito da Cristiano Ronaldo (pallone sul palo), i tentativi di Dybala e Douglas Costa che rimangono senza esito, l’espulsione del milanista Rebic per un fallaccio su Danilo.

Rispetto all’avversario, la Juventus ha mostrato una condizione fisico-atletica migliore. Per i rossoneri, obiettivo Coppa Italia rimandato alla prossima edizione. Bianconeri in finale, pronti ad agguantare l’ennesimo trofeo. Al San Paolo di Napoli è andata in scena l’altra semifinale, Napoli -Inter. Il Napoli è sceso in campo con più tranquillità rispetto agli avversari, chiamati a fare la partita per portare a casa la qualificazione. L’avvio dell’Inter è fulminante: al 3’ va in vantaggio su azione da calcio d’angolo: un pallone sgusciato tra le maglie, calciato da Eriksen, forse deviato, finisce nella porta napoletana.

Per i nerazzurri sembra che la strada verso la finale sia in discesa: dalla sua una migliore condizione atletica, più convinzione, più carica agonistica. Il Napoli non riesce a prendere contromisure adeguate alle sfuriate dell’Inter, che tuttavia non riesce a finalizzare il gran lavoro preparatorio portato avanti da Candreva e Brozovic in prims. Sembra proprio che il goal del 2-0 debba arrivare da un momento all’altro, Invece Ospina, l’estremo difensore del Napoli, sfodera una delle sue migliori prestazioni in assoluto e per ben tre volte nega il goal agli avversari.

Per quanto si è visto, non c’è dubbio che sia proprio lui a portare il Napoli alla finale. Insomma, il Napoli regge bene e nel finale di tempo, al 41°, riesce a pareggiare: il pallone arriva ad Insigne, appostato poco oltre la propria trequarti difensiva. Raccolta la sfera, il fuoriclasse napoletano vola sulla fascia sinistra, in direzione della porta avversaria, va via ad Eriksen e piazza sui piedi di Mertens il cioccolatino dell’1-1. Il belga, che grazie a questa rete entra nella storia del Napoli come miglior realizzatore, non ci pensa nemmeno un secondo a mettere dentro quel pallone facile facile.

La fulminea e letale azione di contropiede stordisce l’Inter che nel prosieguo e per tutta la ripresa, non riuscirà più ad imporre il proprio gioco. Nel secondo tempo, infatti, non si vede più la brillantissima Inter che aveva spadroneggiato per tutto i primi quarantacinque minuti. Probabilmente, i nerazzurri pagano il gran ritmo tenuto nel primo tempo. Ne approfitterà il Napoli che grazie alle felici intuizioni di Gattuso – il mister ridisegna la squadra rendendola più solida in difesa e più dinamica a centrocampo – ma soprattutto alla strepitosa serata di Ospina, porta a casa la finale. Per l’epilogo della manifestazione, Juventus e Napoli si ritroveranno mercoledì 17 giugno alle 21.00, allo stadio Olimpico di Roma. Stadio vuoto, naturalmente.

Al di là dei risultati finali scaturiti dai due confronti, le semifinali hanno sancito ufficialmente la ripresa del calcio italiano. Giocate con le tribune deserte, non sono servite soltanto a riempire le caselle vuote di almanacchi e calendari calcistici o a fornire statistiche che nessuno, a parte qualche addetto ai lavori, consulterà mai, ma soprattutto, per quello che il calcio rappresenta in Italia, a far sì che nel nostro paese si ricominci a respirare un clima di ottimismo. La presenza di operatori sanitari a centrocampo prima del fischio d’inizio e l’applauso prolungato rivolto a coloro che non sono più tra noi a causa del maledetto virus, sono stati i momenti in cui la volontà di lasciarci alle spalle i terribili mesi dell’emergenza è stata ribadita con forza. Sono stati, quelle presenze e quegli applausi, messaggi ben precisi: “Forza, tutti insieme ce la possiamo fare!”.                                                           

R. Bergami                                                                                                                                                                                                                                                                       

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