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Hai convalidato l'email? La Federazione Italiana GOLF chiarisce sul tesseramento 2021

Il popolo dei golfisti è in fibrillazione per la convalida delle email richiesta dalla FIG che potrebbe causare un mancato rinnovo del tesseramento e la possibilità di essere fuori dal campo da gioco

printDi :: 16 gennaio 2021 10:24
Golf

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(AGR) Sono ore, queste, di grande subbuglio e sconcerto tra tutti i giocatori dilettanti del golf italiano e questo perché i meno inclini alla evoluzione della società della comunicazione e della tecnologia resteranno fuori dal campo da golf pur avendo, magari, pagato l’iscrizione al circolo più blasonato o prestigioso del territorio italiano.

In queste ore, infatti, moltissimi giocatori di golf sono entrati in ansia perché sono venuti a conoscenza di una sorta di “out-out” da parte della Federazione Italiana Golf che non consentirebbe loro di poter giocare liberamente sui campi da golf italiani ma neanche di partecipare a gare se non convalideranno il proprio account di posta elettronica entro la scadenza del rinnovo del tesseramento annuale. E dunque ci siamo! Tenuto conto che il rinnovo annuale è possibile effettuarlo entro il 31 gennaio e spirato questo  termine, il giocatore non ha più possibilità di giocare nei campi da golf se non dopo aver rinnovato la tessera federale.

Alla Federazione Italiana Golf (FIG) hanno chiarito cosa sta accadendo, certo non senza problemi, questi ultimi tra l’altro valutati ex ante in maniera consapevole.

L’esigenza da parte della FIG, di ricevere la convalida del proprio account di posta elettronica, l’email per intenderci, da parte del giocatore tesserato, nasce da un’analisi del mercato di altri player simili (la FIT per esempio) e da un tentativo sempre più forte e imminente di stare al passo con l’evoluzione della società della comunicazione. Questo è quanto chiarito dall’ufficio legale della stessa FIG prima di pubblicare questo articolo.

La questione però lascia perplessi perché probabilmente lo scopo di adeguarsi fattivamente e nel minor tempo possibile ha messo in discussione, almeno in parte, la reputation della FIG, per almeno due motivi: il primo è che la gran parte dei tesserati è tendenzialmente anagraficamente avanti con l’età e pratica questo sport soprattutto per una questione di benessere e salute, poiché offre la possibilità di lunghe camminate e distensive visioni rigeneranti; il secondo, non è difficile da valutare, riguarda la possibilità di incontrare persone che non vogliono essere costrette a fornire e convalidare la propria email. In fin dei conti è lo stesso problema che si genera in alcuni soggetti che non desiderano scaricare applicazioni sul proprio device.  E non sono pochi.

Nel primo caso, ci si ritroverebbe nella condizione che qualcuno dovrà aiutare  ad aprire un account di posta elettronica all’interessato per salute e  benessere che non desidera rimanere senza le sue passeggiate, oltretutto dopo che ha pagato la sua bella retta annuale al circolo. Nel secondo caso, sarà impossibile trovare un accordo o una soluzione poiché la FIG è stata molto chiara “la mancata validazione blocca la procedura di rinnovo del tesseramento”. In altre parole sarà impossibile rinnovare il tesseramento e perciò sarà impossibile giocare, perché l’ulteriore condizione è che si gioca a golf solo se si è tesserati.

Insomma un cane che si morde la coda dove la FIG fa la parte del leone in nome di una evoluzione che in altri termini potrebbe essere associata alla estrema digitalizzazione volta, probabilmente, ad una ottimizzazione dei costi, tenuto conto che nel disegno della Federazione la tessera cartacea non esiste più e viene sostituita dalla tessera elettronica che il tesserato potrà stamparsi direttamente, se lo vorrà. Da ciò, è possibile immaginare che una gran parte dell’ottimizzazione dei costi di stampa delle tessere plastificate, andranno a coprire, probabilmente altre voci incrementative di costo del bilancio della Federazione. Se non fosse così, e fosse una pura economia di scala, per esempio, sarebbe (sarebbe stato) naturale ribaltare tale economia sul costo delle tessere abbassandone l’onere annuale a carico di ogni tesserato, cosa che invece non è avvenuta. In casi analoghi, non avendo la Federazione come core business lo scopo di lucro, si sarebbe dovuto restituire in termini o temporali o di risparmio economico, almeno tutto il tempo che il giocatore, per cause a lui non imputabili, non ha potuto svolgere attività sportiva a causa del lockdown. Basti pensare che la società del trasporto pubblico locale di Roma ( ATAC ), pur dovendo garantire il servizio all’utenza, in ogni caso, ha restituito, allungandone il tempo dell’abbonamento alla scadenza, il tempo oggettivamente non fruito dall’utenza abbonata che ne ha fatto richiesta. La Federgolf, avrebbe potuto agire in modo analogo senza invece ignorare il fatto che nel 2020 c’è stato un tempo pari ad almeno due mesi in cui il tesserato non ha potuto praticare il golf.

Tornando al discorso iniziale, se ci si mette per un attimo dal lato del giocatore, però, pur essendo uno scopo aziendale legittimo quello della richiesta di convalida dell’email da parte della Federazione, il giocatore (questo tipo) può sentirsi vessato, costretto cioè a dover fare una cosa contro la propria volontà e forse contro i propri interessi. Questo pensiero, fatto da un soggetto che pratica questo sport per “evadere” dalle obbligazioni quotidiane e rigenerarsi, potrebbe irretirlo con la conseguenza di non vederlo più sui campi da golf.

E allora ci si domanda se questa valutazione la Federazione l’abbia fatta in tutto questo periodo pandemico visto che il progetto di rilascio della tessera elettronica e dunque alle nuove funzionalità associate tra cui la convalida dell’email, è stato comunicato a tutti i circoli e associazioni e società aggregate già ad inizio della pandemia, l’11 marzo 2020.  Sono trascorsi nove mesi e invece sembra che la procedura di convalida di una posta elettronica sia più importante degli introiti derivanti dal tesseramento tenuto conto che l’equazione è tesserato = validazione account e non invece tesserato = pagamento tessera annuale che peraltro ha un costo annuo di euro 100,00 procapite.

Al 31/12/2019, il numero dei dilettanti tesserati italiani alla FIG, secondo quanto riferisce la stessa attraverso il sito web nella pagina “statistiche”, erano 89.514 (si resta in attesa dei dati del 2020) un dato già in flessione rispetto al 2018, con molta probabilità una “innovazione” del genere potrà apportare un ulteriore decremento degli iscritti rendendo questo sport sempre più di nicchia, sempre più esclusivo, sempre più costoso dal lato giocatore e metterà sempre più strutture nella condizione di dover chiudere i battenti, scenario tra l’altro non inconsueto. Come in tutti gli sport, l’indotto è particolarmente importante e considerando invece che 1 giocatore dilettante vale 1 mail convalidata probabilmente è un discorso privo di valenza sociale che invece ha la pratica di qualsiasi sport, poiché se è vero che si ottimizzano i costi, dovrebbe essere altresì corretto per una Federazione sportiva come la FIG, il cui scopo è orientato alla divulgazione sociale del golf, generare sempre più iscritti (senza la creazione di barriere all’accesso) anche in un’ottica di strategie di marketing sportivo derivante dall’eco proveniente dal grande evento di sport mondiale del 2023 assegnato all’Italia, la Ryder Cup.

In conclusione, esprimendo un concetto in termini golfistici, sembra proprio che la palla della Federazione sia andata “fuori limite” confidando che per un prossimo e immediato futuro possa essere “rimessa in gioco” senza alcuna penalità, in linea con il mutato cambiamento dell’economia mondiale e del nostro Paese a causa della nota pandemia COVID-19 che dovrebbe far riflettere anche i dirigenti della Federazione stessa.

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