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Al Mapei Stadium, Kristensen deus ex-machina

SASSUOLO-ROMA 1-2

printDi :: 06 dicembre 2023 18:47
Al Mapei Stadium,  Kristensen deus ex-machina

(AGR) Quella contro il Sassuolo era una partita da vincere, sia per la Roma che per i padroni di casa. Agli emiliani, messi subito alle corde da una Roma in gran spolvero, la buona sorte riserva il goal del vantaggio al 25’, quando il pallone arriva in area a Laurienté, questi indovina un rasoterra preciso per Matheus Henrique, che da lì non può proprio sbagliare. Un goal, quello del Sassuolo, che probabilmente, a tante ore dalla sua realizzazione, lascia ancora di stucco non solo i romanisti, ma anche per i neroverdi locali, visto che era arrivato subitaneo, improvviso ed inaspettato, quale fulmine a ciel sereno, considerando che fino a quel minuto il Sassuolo aveva combinato… nulla, a parte un pallone calciato da Pinamonti, finito fuori, e poco prima del goal un’improvvisa accelerata sassolese che sfocerà, qualche minuto dopo, nel vantaggio dei locali.

Probabilmente, la Roma prende goal nel momento in cui allenta la presa sul Sassuolo, favorendone l’uscita dal guscio. Di fatto, fino al goal, gli emiliani mai avevano provato ad arrischiare in modo deciso la sortita verso la porta avversaria. Ma il calcio è anche questo: docce fredde per chi subisce il goal, entusiasmo al limite del delirio per chi il goal lo realizza: succede da che calcio è calcio.

L’uppercut neroverde, anziché tramortire i giallorossi, accresce la loro voglia di non perdere la possibile occasione di agganciare il quarto posto in classifica, posizione che, se non una svolta epocale, farebbe intravedere prospettive decisamente più rosee in casa giallorossa. Sicché, con un Sassuolo che, sapientemente, avendo in mano i tre punti se ne guarda bene dall’azzardare più del dovuto e pensa più a chiudere varchi e boccaporti piuttosto che a giocarsela alla pari con l’avversaria, la Roma si getta a capofitto alla ricerca del pareggio e così, fino alla fine del tempo, da parte giallorossa, è un susseguirsi di angoli, di palloni che finiscono fuori di poco, di sponde e traversoni mal riusciti: in questa fase di gara, ma la cosa proseguirà nella ripresa, fino a che, stremato, non verrà sostituito, Dybala praticamente entra in ogni azione. L’asso argentino è onnipresente: taglia, cuce, ricama, rammenda, rattoppa…

Tuttavia, non è che con questo suo gran lavoro la Roma riesca a mettere ansia ai locali: sì, attacca, la sua difesa è all’altezza della linea di centrocampo, vince sempre nei duelli uno contro uno, ma poi, per una ragione o per l’altra, non concretizza come vorrebbe e, francamente, meriterebbe; ma in queste non-finalizzazioni della Roma buona parte del merito va a Andrea Consigli (classe 1987) che, per ben due volte (e altrettante nelle ripresa), salva la propria squadra dalla capitolazione, evitando goal giallorossi praticamente già realizzati. Paratone, quelle dell’estremo neroverde, che fanno riflettere sul perché della necessità, da parte di club anche titolati, di far arrivare nel nostro campionato tanti bidoni, più o meno conclamati, quando qui a casa nostra ci sono fior di giocatori, di qualsiasi ruolo e reperibili anche nei campionati cosiddetti ‘minori’, che nulla hanno da invidiare a colleghi piovuti chissà da dove.

Bene, si va avanti: il forcing della Roma è asfissiante ma l’imprecisione, la precipitazione di chi arriva al tiro, ma soprattutto il portierone Consigli negano alla Roma il goal del pareggio.

Al ritorno in campo, continua il monologo della Roma: Dybala, Dybala, sempre lui: Thorstvedt prova a fermare il giallorosso a modo suo e rimedia il giallo. La Roma ha messo gli stivali nella metà campo neroverde e gli emiliani si arrangiano come possono, come, per esempio, Boloca, che al 63’ entra di brutto sul piede di Paredes: verifica VAR e rosso per il centrocampista italo-romeno. Roma in superiorità numerica. Dionisi corre ai ripari e manda dentro Racic, centrocampista serbo, al posto di Laurentiè, attaccante francese: una sostituzione più che ovvia, visto che il Sassuolo è da tempo schiacciato nella propria metà campo.

La partita prosegue con la Roma padrona del campo, e dopo che il giallorosso Azmoun riesce a gettare via un goal già fatto, Mourinho manda dentro El Shaarawy al posto di Spinazzola e Pellegrini rileva Mancini: due attaccanti per due difensori: non c’è male per un allenatore che qualche idiota a digiuno totale di calcio o magari per partito preso ha definito “catenacciaro”…

In campo Sassuolo, ora si vede anche Berardi che dà una mano alla difesa e che, al 79’, riesce a prendere il giallo per un fallaccio su El Shaarawy. Si accentua la pressione romanista e di lì a qualche minuto, arriva il meritatissimo pareggio: Kristensen, entrato in area avversaria, viene fermato da Erlic: rigore ineccepibile, batte Dybala angolatissimo e stavolta per Consigli non c’è scampo. È il 76’, è ancora lunga per entrambe, ma per la Roma si annuncia un finale da giocare alla garibaldina, se vuole i tre punti. E va proprio così: la Roma stringe i tempi, è un assalto alla baionetta in piena regola, ma il Sassuolo resiste bene, le mura della sua cittadella sono solidissime e gli emiliani non concedono nulla, nemmeno un centimetro.

La gara sembra ormai avviata ad un inservibile 1-1 che se magari soddisfa le aspettative del Sassuolo, altrettanto non può farlo per la Roma. Ci vuole l’invenzione, il tirare fuori il coniglio dal cilindro…

La giocata imprevedibile, e definitivamente stordente per il Sassuolo, arriva all’83’, allorché Dybala inventa, appunto, un tacco smarcante per Kristensen, improvvisamente materializzatosi in area da chissà dove: il difensore, un santantonio danese di centottantasei centimetri, spara di destro, il pallone sbatte su Ruan, viaggia in alto che sembra un drone, poi, beffardo, spietato e implacabile, plana in fondo al sacco neroverde, sotto gli occhi dell’incredulo Consigli e dei suoi compagni.

Palla al centro, nervosismo in campo, ennesima randellata per Dybala da parte di Henrique, che si prende il giallo. Ma il Sassuolo, indomabile, c’è ancora e, sorprendentemente, ha ancora energie per tirare un paio di colpi di coda, e nel volgere di un paio di minuti, all’86’ e all’88’, Racic calcia dal limite ma sul primo tiro il pallone finisce negli spazi siderali, mentre sul secondo è la difesa romanista che neutralizza mandando in angolo.

Siamo al 90’ e questo è il primo angolo concesso dalla Roma, evento più che eloquente sulla pericolosità del Sassuolo. Sugli sviluppi del corner, il pallone arriva a Toljan che spara da fuori area, ma il pallone finisce chissà dove. Nel recupero, 7’ minuti del tutto nominativi perché si è andati ben oltre quel tempo, non cala il dinamismo della Roma che prima con El Shaarawy al 91’, con un tiro che Consigli blocca tranquillo, poi con Lukaku al 93’, che non riesce a concludere essendo maldestramente trattenuto da Erlic (giallo per il neroverde), e infine con Pellegrini, al 94’, che, ben servito da Kristensen, calcia angolato ma Consigli blocca, provano a triplicare, ma senza successo. Roma batte Sassuolo 2-1. Nel cielo del Mapei di Reggio Emilia si alzano i peana giallorossi.

                                                                                                   

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