Karate e disabilità, anche le arti marziali entrano nei percorsi riabilitativi della Fondazione Roma Litorale
E' stata denominata “Il Karate come esperienza di sé” il nuovo progetto che coinvolge, due volte a settimana, alcuni ragazzi del Centro Diurno coadiuvati dal maestro Alessandro Lorecchio, cintura nera 1° Dan e allenatore FIAM (Federazione Italiana Arti Marziali)

Karate percorsi riabilitativi Fondazione Roma Litorale
(AGR) Dopo hockey su prato, basket, pallavolo e golf, anche le arti marziali entrano nel percorso riabilitativo della Fondazione Roma Litorale Ets, ente che da oltre 40 anni si occupa di bambini e giovani adulti con disabilità del neurosviluppo, malattie rare e fragilità.
E' stata denominata “Il Karate come esperienza di sé” il nuovo progetto che coinvolge, due volte a settimana, alcuni ragazzi del Centro Diurno coadiuvati dal maestro Alessandro Lorecchio, cintura nera 1° Dan e allenatore FIAM (Federazione Italiana Arti Marziali). L’iniziativa arriva dopo una prima sperimentazione dedicata al judo.
“Il karate, fondato su disciplina, rispetto e autocontrollo, si presta particolarmente a un utilizzo educativo con persone con disabilità intellettiva. L’obiettivo non è l’apprendimento tecnico fine a se stesso, ma la possibilità di vivere il proprio corpo in relazione con l’altro, esplorare limiti e potenzialità e rafforzare la fiducia in sé”.
Il progetto nasce con diverse finalità: promuovere l’integrazione psico-fisica; favorire autonomia e sicurezza personale; sviluppare abilità motorie, cognitive e relazionali; contrastare l’isolamento e stimolare la partecipazione attiva. Un’attenzione particolare è dedicata al miglioramento degli schemi motori di base e allo sviluppo di ritmo, equilibrio e orientamento.
“Agiamo costantemente per migliorare la qualità della vita dei ragazzi più grandi, al pari dei più piccoli, integrando in questo caso riabilitazione e sport per costruire percorsi individualizzati moderni anche in comunità – afferma il direttore generale della Fondazione Roma Litorale, il dottor Stefano Galloni –. Le caratteristiche della persona sono strettamente correlate alle inclinazioni individuali, nel solco delle modifiche costituzionali che hanno posto lo sport al centro del benessere sociale. Proseguono inoltre i percorsi socio-sportivi non in accreditamento, fortemente richiesti dalle famiglie e che stanno dando grandi soddisfazioni nella fascia 10-25 anni, grazie agli investimenti effettuati su strutture e tecnici. Cercheremo di rispondere a tutte le richieste di avvio di nuovi progetti”
foto Fondazione Roma Litorale
















