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Amianto killer nella Marina, equiparato il vitalizio delle vittime del dovere a quelle del terrorismo

Il Tribunale di Tempio Pausania ha riconosciuto il diritto dei familiari all’adeguamento dell’assegno vitalizio a quello delle vittime di terrorismo e criminalità organizzata superando ogni disparità di trattamento tra categorie di servitori dello Stato caduti nello svolgimento del proprio dovere.

printDi :: 05 marzo 2026 12:13
Amianto killer nella Marina, equiparato il vitalizio delle vittime del dovere a quelle del terrorismo

(AGR) di Donatella Gimigliano

Per oltre trent’anni ha servito lo Stato imbarcato sulle navi della Marina Militare. Solo molti anni dopo la fine del servizio è arrivata la malattia che nel settembre del 2011 a 74 anni lo ha portato alla morte. La storia è quella di un Sottufficiale di Marina, esposto senza adeguate protezioni per lunghi periodi alle fibre di amianto presenti nelle unità navali costruite negli anni in cui questo materiale veniva utilizzato. Dopo la sua scomparsa, la moglie e il figlio, hanno intrapreso una lunga battaglia per ottenere il pieno riconoscimento dei diritti previsti per le vittime del dovere. Oggi arriva una decisione importante.

 
Il Tribunale di Tempio Pausania ha riconosciuto il diritto dei familiari all’adeguamento dell’assegno vitalizio allo stesso importo di quello delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata superando così ogni disparità di trattamento tra categorie di servitori dello Stato colpiti nello svolgimento del proprio dovere.

Il giudice ha accolto il ricorso presentato dagli eredi del militare, condannando il Ministero della Difesa al pagamento delle differenze economiche maturate a partire dalla morte del militare. Per la famiglia si tratta di un aumento di circa 242 euro che porta l’assegno a 500 mensili, con arretrati stimati intorno ai 60 mila euro.

Il principio stabilito dalla sentenza - Nella decisione il Tribunale richiama l’orientamento consolidato della Corte di Cassazione, secondo cui l’assegno vitalizio spettante alle vittime del dovere deve essere equiparato a quello riconosciuto alle vittime del terrorismo. Una interpretazione che discende dal principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione, e che negli ultimi anni ha trovato conferma sia nella giurisprudenza sia nell’evoluzione della normativa.

“È una decisione importante perché ristabilisce un principio di giustizia e di civiltà e supera una discriminazione che non era più tollerabile. Il dettato costituzionale dell’uguaglianza impone che tutte le vittime colpite nell’adempimento del proprio dovere siano trattate allo stesso modo” – commenta Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia del militare che sottolinea – “Le famiglie di queste vittime hanno già pagato un prezzo altissimo con la perdita dei loro cari e meritano non solo il riconoscimento dei diritti, ma anche la vicinanza e il sostegno concreto dello Stato”. 

L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito www.osservatorioamianto.it.

foto archivio AGR

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