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SSN, al congresso SIFO, il farmacista ospedaliero da osservatore a protagonista della programmazione

XLVII congresso SIFO a La Nuvola, Ugo Trama (SIFO): Il controllo della spesa resta un elemento imprescindibile ma occorre mettere in relazione le risorse impiegate con i bisogni della popolazione, l’appropriatezza delle cure, l’equità di accesso e gli esiti di salute prodotti.

printDi :: 06 novembre 2026 14:13
Foto di hosnysalah da Pixabay

Foto di hosnysalah da Pixabay

(AGR) Mettere in relazione le risorse impiegate con i bisogni reali della popolazione, superare le disuguaglianze territoriali e governare l'innovazione tecnologica orientandola alla generazione di valore per i cittadini. Sono questi i temi cruciali al centro della main session ‘Nuovi assetti in Sanità: dal governo della spesa alla regia del valore’, promossa nell’ambito del 47° Congresso Nazionale SIFO, in corso a Roma presso La Nuvola. Un confronto di alto profilo, che ha riunito esperti e istituzioni per ridisegnare le strategie future del Servizio Sanitario Nazionale. A focalizzare l’attenzione sull'evoluzione dei modelli di governance e sul ruolo strategico della professione farmaceutica è stato Ugo Trama, vicepresidente SIFO e DG Tutela della Salute e Coordinamento del Sistema Sanitario Regionale della Regione Campania.

“La sostenibilità del Servizio sanitario nazionale richiede oggi un’evoluzione dei modelli di governance. Il controllo della spesa resta un elemento imprescindibile, ma non può più rappresentare da solo la misura dell’efficienza del sistema: occorre mettere in relazione le risorse impiegate con i bisogni della popolazione, l’appropriatezza delle cure, l’equità di accesso e gli esiti di salute prodotti. Il governo della spesa resta indispensabile, ma deve essere inserito all’interno di una programmazione più evoluta, capace di partire dai bisogni assistenziali, anticipare l’impatto dell’innovazione e verificare non soltanto quanto abbiamo speso, ma quale valore siamo riusciti a generare per i cittadini. È questo il passaggio dalla semplice amministrazione della spesa alla regia del valore: una governance in grado di programmare preventivamente i fabbisogni, individuare le popolazioni eleggibili ai trattamenti, monitorare l’appropriatezza e valutare nel tempo gli effetti delle decisioni assunte”.

 
In questo scenario, il farmacista del Servizio sanitario nazionale assume un ruolo sempre più strategico. “La conoscenza dei consumi farmaceutici e dei comportamenti prescrittivi, il monitoraggio dell’appropriatezza, insieme alla partecipazione ai processi di HTA e alla programmazione dei fabbisogni, pongono il farmacista in una posizione privilegiata per collegare la dimensione clinica con quella organizzativa ed economica- ha evidenziato Trama- Il farmacista deve evolvere sempre più da osservatore della spesa a professionista della programmazione, capace di trasformare i dati in informazioni e le informazioni in decisioni. Il dato economico non deve essere il punto di arrivo dell’analisi, ma uno degli elementi attraverso cui comprendere come vengono utilizzate le risorse e dove è possibile migliorare”. Allo stesso tempo, HTA e nuovi strumenti di analisi, compresa l’intelligenza artificiale, possono rendere la programmazione sempre più prospettica, aiutando il sistema ad anticipare i bisogni, individuare aree di variabilità e orientare le risorse verso gli interventi in grado di produrre maggiore valore”. La vera sfida, dunque, non è scegliere tra innovazione e sostenibilità, ma “creare le condizioni affinché l’innovazione appropriata possa essere programmata, resa accessibile e sostenuta nel tempo. In questa prospettiva il farmacista del SSN può diventare uno degli attori della nuova governance sanitaria, contribuendo non soltanto al controllo delle risorse ma alla costruzione dei percorsi di cura e alla misurazione dei risultati”. 

Sul fronte della programmazione macroeconomica e del fabbisogno di adattamento strutturale del sistema, è intervenuto Americo Cicchetti, amministratore delegato di Gemelli Digital Medicine & Health (GDMH). “Il sistema sanitario non è necessariamente a corto di risorse, ma sta attraversando una profonda crisi di adattamento rispetto a quello che oggi i cittadini richiedono ad un sistema che tuteli la loro salute, la cui concezione è in continuo mutamento. Ridurre il dibattito sul SSN al solo problema della mancanza di risorse - ha evidenziato Cicchetti - sarebbe un errore. È necessario intervenire sulle cause che determinano le iniquità di accesso ai servizi sanitari e la diversa qualità dei sistemi sanitari regionali, modificando sostanzialmente le modalità programmatorie, organizzative e di finanziamento del sistema stesso. La questione non è quindi solo aumentare le risorse ma spenderle meglio, rendendo tutto il sistema più efficace, efficiente ed appropriato. Per questo è necessario riattivare il processo di ‘convergenza’ tra le Regioni affinché il sistema sanitario attuale divenga davvero nazionale. La main session che abbiamo costruito affronta questo aspetto cruciale dell’attuale momento del SSN offrendo molteplici spunti”.

L’adeguamento del SSN passa “certamente” dal mettere a terra gli investimenti del PNRR soprattutto per quanto riguarda l’assistenza territoriale e la digitalizzazione del sistema, secondo Cicchetti. Dopo aver costruito la dorsale digitale dell’SSN sotto il profilo tecnologico, “dobbiamo preoccuparci di trasformare le ‘organizzazioni’ che utilizzeranno le nuove tecnologie, cosa che implica un lavoro enorme sull’aggiornamento delle competenze professionali. Tutto ciò è necessario ma non sufficiente. Il sistema deve essere in grado di trasformare in ‘valore’ ogni risorsa e per questo, al fianco della trasformazione organizzativa, abbiamo bisogno di governare l’altro fattore cruciale per il miglioramento del sistema, ovvero l’innovazione tecnologica. Farmaci, dispositivi medici, vaccini e soluzioni digitali devono essere valutati e remunerati in relazione al valore che contribuiscono a dare nei processi del Ssn e questo implica un massiccio investimento nell’adeguamento delle competenze e delle capacità professionali che non sono equamente disponibili nel SSN”, ha concluso.

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