Sanità, liste d'attesa, l'AISI: 4 milioni di prestazioni in ritardo nel SSN, serve una strategia sinergica pubblico-privato
Karis Saccomanno (Presidente AISI): la sanità privata è una risorsa per il paese, bisogna sostenerla per grantire ai cittadini più cure e tempi d'attesa più brevi. Peer ridurre le liste d'attesa bisgona metteerla nelle condizioni di farlo valorizzando l'intero settore

quattro mlioni prestazioni in ritardo locandina AISI da comunicato stampa
(AGR) Quasi quattro milioni di visite ed esami ancora oltre i tempi massimi di garanzia, nonostante i miglioramenti registrati nei primi nove mesi del 2026. Secondo l'ultimo bollettino Agenas, aggiornato al 30 settembre, nella sanità pubblica, su 21,8 milioni di prestazioni, 17,7 milioni sono state erogate entro i tempi previsti. Numeri che, secondo AISI – Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti, confermano una necessità: se la sanità privata può contribuire a ridurre le liste d'attesa, occorre metterla nelle condizioni di farlo, valorizzando l'intero patrimonio di strutture, professionisti e tecnologie del comparto.
IL PRIVATO È GIÀ UNA RISPOSTA PER MILIONI DI CITTADINI
«Pubblico e privato sono da tempo le due facce della stessa medaglia. Non possiamo continuare a contrapporli mentre milioni di cittadini attendono visite ed esami», dichiara Karin Saccomanno, presidente di AISI. «La sanità privata rappresenta una risorsa strategica, con strutture, professionisti e tecnologie che possono contribuire concretamente a migliorare l'accesso alle cure. Se vogliamo ridurre davvero le liste d'attesa, dobbiamo sostenere questa capacità, non ostacolarla. Il diritto alla salute deve venire prima di ogni distinzione tra pubblico e privato».
Per AISI occorre riconoscere il contributo di tutto il comparto privato, comprese le strutture accreditate che erogano prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale, nel rispetto delle differenti modalità operative.
LISTE D'ATTESA, SERVE UNA COLLABORAZIONE CONCRETA
La riduzione delle liste d'attesa richiede una strategia capace di valorizzare tutte le risorse disponibili, dalla diagnostica alla specialistica ambulatoriale, dalla prevenzione alla riabilitazione. Per AISI occorre superare le contrapposizioni e costruire un rapporto stabile tra pubblico e privato, fondato sulla qualità delle prestazioni, sulla trasparenza e sulla valorizzazione delle capacità assistenziali.
«Il settore privato può fare ancora molto, ma occorre superare una visione che lo considera soltanto una soluzione di emergenza», afferma Giovanni Onesti, Direttore Generale AISI. «Serve un confronto stabile con Governo e Regioni per valorizzare le capacità assistenziali esistenti e individuare strumenti concreti che permettano di aumentare l'offerta e migliorare i tempi di risposta ai cittadini».
TARIFFE E REGOLE CERTE: LE CONDIZIONI PER OFFRIRE PIÙ CURE
Uno dei nodi centrali riguarda la sostenibilità economica delle prestazioni. Il nuovo nomenclatore tariffario, entrato in vigore il 21 settembre 2026, non risolve tutte le criticità denunciate dal settore. Secondo un'analisi delle rappresentanze della sanità privata, su 2.040 tariffe esaminate, 1.591 non hanno registrato aumenti, mentre per altre 156 gli incrementi risultano inferiori all'inflazione maturata dal novembre 2024.
AISI ribadisce la necessità di tariffe basate sui costi effettivi delle prestazioni, aggiornamenti periodici, regole omogenee e condizioni economiche che permettano alle imprese di investire, innovare e mantenere elevati standard assistenziali.
«Non si può chiedere alle imprese di garantire prestazioni sempre più numerose e tecnologicamente avanzate senza considerare quanto costi realmente erogarle», sottolinea Onesti. «Servono tariffe sostenibili, criteri trasparenti e una programmazione condivisa con le istituzioni. La sostenibilità delle strutture non è un interesse separato da quello dei pazienti: è una condizione necessaria per assicurare continuità, qualità e maggiore disponibilità di prestazioni».
PROFESSIONISTI E CONTRATTI: LA QUALITÀ PASSA DAL LAVORO DEI PROFESSIONISTI E DAGLI UOMINI
Le difficoltà di reclutamento e fidelizzazione del personale, l'aumento dei costi e le vertenze per il rinnovo dei contratti collettivi rappresentano ulteriori sfide per il comparto. Il 23 ottobre è stata annunciata una nuova mobilitazione nazionale per il rinnovo del contratto.
«Non possiamo parlare di più prestazioni di qualità senza affrontare il tema dei professionisti», afferma Fabio Vivaldi, segretario generale di AISI. «Medici, infermieri, tecnici sanitari e tutte le altre figure sono il patrimonio fondamentale delle nostre strutture. Rinnovi contrattuali, valorizzazione delle competenze e condizioni di lavoro richiedono risposte concrete, accompagnate da un quadro economico che permetta alle imprese di sostenere i costi e continuare a investire. Tutelare i professionisti e garantire la stabilità delle strutture sono obiettivi che devono procedere insieme».
AISI: «SOSTENERE SEMPRE DI PIU’ IL PRIVATO E VALORIZZARLO SIGNIFICA RAFFORZARE LE CURE»
AISI chiede alle istituzioni un confronto strutturato sul contributo della sanità privata alla riduzione delle liste d'attesa, sulla revisione delle tariffe, sulla certezza delle regole e sulla valorizzazione dei professionisti.
«La vera sfida non è scegliere tra pubblico e privato, ma garantire che ogni cittadino possa ricevere la prestazione di cui ha bisogno nei tempi appropriati», conclude Karin Saccomanno. «Le imprese del settore possono contribuire a questo risultato e chiedono di essere ascoltate e sostenute. Servono collaborazione, responsabilità e investimenti, perché rafforzare il ruolo della sanità privata significa rafforzare la capacità complessiva del Paese di prendersi cura dei cittadini».
















