Roma, "Scuole cardioprotette", una campagna che coinvolgerà 15 istituti
Petrolati (Demos): Obiettivo del progetto è proteggere la comunità scolastica: alunni, docenti e personale e tutti coloro che nelle palestre delle scuole, fanno attività sportiva. Inoltre, strumenti e personale qualificato in una scuola consente di sensibilizzare i cittadini alla cardioprotezione

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(AGR) Si è svolta ieri pomeriggio, primo evento nello splendido Auditorium Albergotti appena restituito alla cittadinanza, la presentazione della campagna “Scuole cardioprotette” che coinvolgerà 15 scuole in tre municipi di Roma: il III, il XII e il XIII, da cui l’iniziativa ha preso origine su richiesta dell’associazione Federico Viva La Vita e di David Sbardella presidente della commissione politiche sociali e sanitarie del Municipio XIII.Il capogruppo capitolino di Demos, Sandro Petrolati, ha accolto con entusiasmo la loro richiesta e si è impegnato per ottenere i fondi necessari a dotare le scuole che hanno aderito al progetto sia degli strumenti, i defibrillatori portatili (DAE) che delle competenze, che poi l’assessorato alle Politiche Sociali ha stanziato sul progetto, che coinvolge anche Farmacap. La campagna prevede infatti che in ogni plesso dei 15 siano consegnati i DAE e attivati corsi di formazione certificati, svolti dal personale del Centro Formazione Emergenza del S. Camillo, per il loro uso tra il personale scolastico.”
“Un piccolo gesto, compiuto nel momento giusto, può salvare una vita: questo lo slogan del progetto che lo descrive in modo sintetico ma totale. Davanti ad un arresto cardiaco i primi minuti possono fare la differenza. Avere mezzi e capacità può salvare vite umane, in attesa dell’arrivo dei soccorsi.
L’obiettivo del progetto è quello di proteggere l’intera comunità scolastica: alunni, docenti e altro personale, ma anche tutti coloro che nel pomeriggio, nelle palestre delle stesse scuole, fanno attività sportiva. Inoltre, la presenza di strumenti e di personale qualificato in una scuola permette anche di sensibilizzare alla cardioprotezione tutti gli utenti e per estensione, anche le famiglie e la comunità che vive il quartiere” sottolinea Petrolati.
“Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questo evento in cui si è toccata con mano l’importanza della sinergia e della collaborazione tra associazioni, istituzioni e territorio - sottolinea il capogruppo di Demos Sandro Petrolati. - Ho ricevuto ringraziamenti da tutti, ma senza l’apporto di ogni persona presente ieri, non avremmo raggiunto un risultato del genere. Tutte le scuole del municipio, 13 plessi di ogni ordine e grado, saranno cardioprotette, con defibrillatori e corsi attivati, e il progetto si estende anche a scuole di altri municipi, aumentando la presenza di strumenti che – come ha ricordato il collega Ferdinando Bonessio – con un posizionamento accessibile possono essere censiti e rilevati dall’Ares. Un ringraziamento particolare va anche ai colleghi del Centro Formazione Emergenza del S. Camillo, che nella seconda parte dell’evento hanno dato ai presenti un assaggio dei corsi con la dimostrazione delle manovre salvavita in caso di arresto cardiaco.”
“Oltre all’esperienza di Questione di cuore nell’VIII municipio, avviata dal consigliere Bonessio e portata avanti insieme, abbiamo anche visto a via dei Castani come dopo la scuola c’è stata la richiesta dei cittadini e dei commercianti di proteggere la comunità grazie ai DAE installati nelle piazze del quartiere, che hanno già salvato vite. Questa iniziativa è la naturale prosecuzione delle precedenti, con l’obiettivo di continuare a diffondere la cultura della prevenzione in tutti i municipi della capitale.”
“Di fatto ciascuno di noi può usare un DAE in caso di emergenza – continua Petrolati, medico cardiologo oltre che consigliere - perché è l’apparecchio stesso a guidare il soccorritore, ma è evidente che avere in una scuola frequentata da centinaia o migliaia di persone del personale qualificato, capace di prestare tutte le manovre di primo soccorso, è un vantaggio per tutta la comunità. La scuola è centro educante e aggregante, emittente di messaggi in modo così naturale che tutto ciò che vogliamo veicolare ai cittadini non può non passare per le scuole. La scuola è dove si impara a vivere. Non esiste quindi luogo migliore per imparare come si salva una vita” conclude Petrolati.
















