SEI GIA' REGISTRATO? EFFETTUA ADESSO IL LOGIN.



ricordami per 365 giorni

HAI DIMENTICATO LA PASSWORD? CLICCA QUI

NON SEI ANCORA REGISTRATO ? CLICCA QUI E REGISTRATI !

Gefapixant: risultati positivi dello studio di fase 3 nel trattamento della tosse cronica refrattaria o idiopatica

Gefapixant, nella dose di 45 mg somministrata due volte al giorno, ha ridotto in modo statisticamente significativo il numero di attacchi di tosse in un'ora, rispetto al placebo

printDi :: 06 luglio 2020 18:03
Gefapixant: risultati positivi dello studio di fase 3 nel trattamento della tosse cronica refrattaria o idiopatica

Gefapixant: risultati positivi dello studio di fase 3 nel trattamento della tosse cronica refrattaria o idiopatica

(AGR) MSD ha annunciato i risultati di due studi di fase 3 (denominati COUGH-1 e COUGH-2) ancora in corso, fondamentali nella valutazione dell’efficacia e della sicurezza di Gefapixant (MK-7264) nel trattamento della tosse cronica refrattaria e idiopatica. Gefapixant, è un antagonista selettivo del recettore P2X3 che, somministrato per via orale alla dose di 45 mg due volte al giorno, ha dimostrato di ridurre in modo statisticamente significativo il numero di attacchi di tosse in un'ora, registrati nell'arco delle 24 ore, rispetto al placebo, a 12 (COUGH-1) e a 24 settimane (COUGH-2), in pazienti affetti da tosse cronica refrattaria o idiopatica. Per quanto riguarda il profilo di sicurezza del trattamento, i risultati ottenuti nei due trial sono in linea con quelli ottenuti negli studi di fase 2, senza la comparsa di nuovi eventi avversi. I trial continueranno per un follow-up sul lungo termine, per raccogliere ulteriori informazioni.

“Il peso che affligge i pazienti affetti da questa malattia sottolinea la necessità di opzioni terapeutiche efficaci per la tosse cronica refrattaria e idiopatica”, ha affermato il dott. Roy Baynes, vicepresidente senior e capo dello sviluppo clinico globale, direttore medico, Merck Research Laboratories. “Siamo lieti che il Gefapixant alla dose di 45 mg abbia soddisfatto gli endpoint di efficacia primaria in entrambi gli studi di fase 3.”

I due trial clinici COUGH-1 e 2 di fase 3 randomizzati e controllati contro placebo, in doppio cieco, hanno valutato l'efficacia e la sicurezza di Gefapixant nel ridurre la frequenza degli attacchi tussivi in soggetti adulti con tosse cronica refrattaria e idiopatica da almeno un anno.

In entrambi gli studi, i pazienti sono stati randomizzati in uno dei 3 gruppi seguenti: Gefapixant 45 mg due volte al giorno; Gefapixant 15 mg due volte al giorno; placebo. I partecipanti hanno mantenuto il trattamento assegnato alla randomizzazione durante entrambi gli studi.

Il sistema di misurazione degli outcome primari di efficacia degli studi COUGH-1 e 2 sono stati il numero di attacchi di tosse orari nel corso delle 24 ore a 12 settimane e a 24 settimane, misurati tramite strumenti digitali ambulatoriale di registrazione audio.

Tra gli endpoint secondari sono stati considerati il numero di attacchi di tosse orari che hanno provocato il risveglio, la percentuale di pazienti con un incremento di 1,3 punti del punteggio totale riportato al questionario LCQ (Leicester Questionnaire) e la percentuale di partecipanti agli studi in questione che ha sperimentato una riduzione superiore al 30%, rispetto al basale, degli attacchi tussivi orari nel corso delle 24 ore.

Entrambi gli studi prevedevano una fase di estensione in aperto, della durata di 40 settimane per lo studio COUGH-1 e di 28 settimane per lo studio COUGH-2.

Quanto alla sicurezza, l’outcome primario era rappresentato dalla percentuale di pazienti andati incontro a più di un evento avverso, sia durante la fase in doppio cieco sia nella fase di estensione di entrambi i trial, così come dalla percentuale di pazienti che ha interrotto il trattamento per l'insorgenza di eventi avversi.

Gefapixant è un antagonista selettivo del recettore P2X3 a somministrazione orale, per il trattamento della tosse cronica refrattaria o idiopatica. Si ritiene che l'attivazione eccessiva dei recettori P2X3 possa essere associata all'ipersensibilizzazione dei neuroni sensoriali.

MSD Italia

MSD Italia

Partecipa anche tu, con un piccolo contributo, affinche' l'informazione vera e trasparente sia un bene per tutti

 
 
x

ATTENZIONE