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Lega: il bando per le concessioni balneari in contrasto con la legge nazionale, va ritirato

Davide Bordoni (consigliere comunale Lega-Salvini) e Monica Picca (capogruppo X Municipio Lega): abbiamo scritto al Segretariato generale per esprimere perplessità sul recente bando. E' una bomba ad orologeria che può lasciare il mare di Roma nell'abbandono

printDi :: 19 gennaio 2021 15:57
Lega: il bando per le concessioni balneari in contrasto con la legge nazionale, va ritirato

(AGR) Sulla questione delle concessioni balneari la Lega “boccia” l’operato dei pentastellati che potrebbe provocare la paralisi delle spiagge, bloccate da decine di ricorsi verso un bando palesamente in contrasto con una legge nazionale.

“Riguardo alle Concessioni balneari del litorale romano- esordisce Davide Bordoni, consigliere capitolino Lega-Salvini - ho scritto alcuni giorni fa al Segretariato generale di Roma capitale per esprimere diverse perplessità sul recente bando. Tutta una serie di norme completamente ignorate dall’amministrazione civica che porterebbero ricorsi difficili da contrastare; per questo motivo ho chiesto di valutare urgentemente la revoca in autotutela del bando comunale. C’è una legge nazionale che proroga le concessioni demaniali fino al 2033. Anche molti TAR, come era ovvio, stanno confermando questo indirizzo, come il caso di uno stabilimento balneare di Torre Chianca dove il Tribunale amministrativo ha dato torto al Comune di Lecce e ragione al concessionario. Ora mi aspetto una risposta celere da parte del segretario generale”.

"Come Lega in una situazione come quella di oggi abbiamo subito compreso le difficoltà degli operatori del settore che non possono investire nel miglioramento dei servizi e delle strutture secondo le regole di un bando che la stessa categoria si è affrettata a definire "illegittimo e discriminatorio".

Uno dei pochi comuni ad aver disapplicato la norma nazionale - va a concludere Bordoni - è stato quello di Roma. Spero si ripari presto a questo palese errore, bisogna ridare forza ad un settore strategico della nostra economia, quello turistico balneare, affinché sia in grado di pianificare investimenti e attività”. Ancora più esplicita la condanna di Monica Picca, capogruppo della Lega nel X Municipio: "Sulla gestione delle spiagge di Ostia – dichiara combattiva - si sta consumando il più grande e grave fallimento del movimento Cinque Stelle. Una bomba ad orologeria che una gestione scellerata come quella del Campidoglio e della giunta municipale, in barba alle regole e alle recenti sentenze dei tribunali amministrativi, rischia di lasciare il mare di Roma in balia del nulla, con danni incalcolabili su tutto l'indotto commerciale e turistico. La direttiva Bolkestein – spiega la Picca - in assenza di una normativa nazionale di attuazione, non può essere immediatamente applicabile e per questo, non essendo stato avviato un riordino del settore, deve essere applicata la legge Rilancio sul rinnovo automatico fino al 2033 delle concessioni demaniali. Una situazione paradossale che rende il Comune di Roma l'unico in Italia a non voler applicare tale normativa, in danno alle imprese e alle migliaia di lavoratori che rischiano di andare a casa".

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