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Balneari, la Ragioneria Generale dello Stato ha detto no alle proroghe, tocca al Parlamento decidere

“La Ragioneria Generale dello Stato ha bocciato senza appello l’emendamento che proroga le concessioni demaniali fino al 2033. Carenze nella “Relazione Tecnica” e “Criticità in ordine alla compatibilità europea e possibili oneri per procedure di infrazione”

printDi :: 12 luglio 2020 06:57
Balneari, la Ragioneria Generale dello Stato ha detto no alle proroghe, tocca al Parlamento decidere

(AGR) Proroghe delle concessioni balneari fino al 2033, la questione che sembrava oramai chiusa ed assodata si riapre. Sarà il parlamento a mettere la parola fine….? Sul tema il segretario di Sinistra Italiana X Municipio Marco Possanzini ha espresso con chiarezza la linea politica del suo partito. “La Ragioneria Generale dello Stato – scrive in una nota - ha bocciato senza appello l’emendamento che proroga le concessioni demaniali fino al 2033. Carenze nella “Relazione Tecnica” e “Criticità in ordine alla compatibilità europea e possibili oneri per procedure di infrazione”, sono i motivi che hanno determinato il parere negativo il quale non potrà essere ignorato in Parlamento durante la discussione per la conversione in legge. Le proroghe oltre ad essere moralmente vergognose, sono illegittime, violano la normativa europea esponendo il nostro paese a pesantissime ripercussioni, anche economiche, per altro in un momento drammatico per il paese. Invece di mantenere e garantire un sano rapporto con l’Unione Europea e quindi con gli Stati membri, si preferisce cedere alle pressioni dei balneari e trasformare il mare e le spiagge di fatto in proprietà privata ?

Va chiarito, in proposito, che la normativa europea impone solamente che si facciano i bandi, cioè che si aprano procedure ad evidenza pubblica per la gestione degli arenili, ma non dice come devono essere fatti gli stessi. Saranno i Comuni o gli Enti gestori degli arenili a decidere nella fase di riordino delle concessioni come fare il bando, cosa mettere a bando, con quali modalità, con quali specificità, con quali obiettivi, con quale forma di riconoscimento per le imprese familiari, soprattutto per quelle che hanno sempre rispettato le leggi nazionali e locali. Al netto di queste valutazioni va ricordato un piccolissimo dettaglio: già esiste una legge nazionale approvata dal Governo giallo/verde a trazione M5S che stabilisce una proroga fino al 2033 delle concessioni demaniali. Perché è necessario intervenire nuovamente? Quella norma, come le proroghe precedenti fra l’altro, violando il diritto comunitario deve essere disapplicata dai funzionari preposti altrimenti dovrebbero risponderne in prima persona davanti ad un Giudice, sia in termini penali che civili, quindi anche in termini di danno erariale. Anche l’Avvocatura del Comune di Roma è intervenuta sul tema dichiarando che le proroghe automatiche delle concessioni sono illegittime e non si possono concedere, nonostante una legge nazionale. Ci sono anche parecchie sentenze a riguardo, tutte sulla stessa lunghezza d’onda. Ora l’esame del provvedimento passerà in Parlamento che deve correggere questo pericoloso “scivolone”.

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