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Area metropolitana, Montino attacca la Raggi: illegittima la riapertura della discarica di Albano

Il mistero delle zone bianche dove potevano sorgere nuovi impianti. Montino svela: prima erano sia in provincia sia a Roma. Poi, improvvisamente, solo in provincia. Chi l’ha deciso? In base a quale criterio? Un giallo: Raggi ce lo spieghi con chiarezza.

printDi :: 19 luglio 2021 20:15
trattore per movimentare rifiuti in discarica

trattore per movimentare rifiuti in discarica

(AGR) “Virginia Raggi, sindaca della città metropolitana, - esordisce Esterino Montino, sindaco di Fiumicino - ha firmato una seconda ordinanza che, con procedura d'urgenza, riapre la discarica di Albano, chiusa da 5 anni perché inquinava le falde acquifere. "Procedura d'urgenza" significa che saltano tutte le autorizzazioni ambientali. Ma in questi 5 anni, nessuna bonifica è stata fatta né sono cambiate le caratteristiche del sito e non è stato acquisito alcun parere preliminare di Arpa Lazio”. Lo dichiara il sindaco Esterino Montino. “L'ordinanza è del 16 luglio alle 21.30, il giorno dopo che la direttrice della Regione ing. Wanda D'Ercole, affermava la necessità di una modifica dell'Aia (autorizzazione integrata ambientale) e di un parere degli organi tecnici preposti – spiega Montino -. Lo stesso giorno, il 16 luglio, alle 10.00 una lettera del Ministero della Transazione ecologica riaffermava la necessità del parere di Arpa Lazio”.

“Niente di tutto questo è avvenuto: l'ordinanza di Raggi è illegittima, impugnabile e dubbia sotto tutti gli aspetti – prosegue -. Tanta solerzia della sindaca è, forse, dovuta al fatto che le 1100 tonnellate di rifiuti al giorno che deve smaltire andrebbero fuori del territorio di Roma. E in provincia, evidentemente, si può tranquillamente scaricare rifiuti e inquinare i territori” “E’ andata così anche per le zone bianche individuate dalla Città metropolitana per realizzare nuovi impianti. Prima erano sia in provincia sia a Roma. Poi, improvvisamente, solo in provincia – sottolinea il sindaco . Chi l’ha deciso? In base a quale criterio? Un vero e proprio giallo: Raggi ce lo spieghi con chiarezza. O i cittadini della provincia devono pagare lo scotto di non votare per la sindaca di Roma?”.

“Tanta solerzia bisognava destinarla alla raccolta differenziata, che avrebbe drasticamente diminuito i rifiuti. Invece, Roma è rimasta al 43% come 5 anni fa. E di questo 43%, più di 1/3 dell’umido pare vada comunque in discarica – aggiunge -. La Regione Lazio, dal canto suo, è costretta a sfornare ordinanze per tamponare l'emergenza della Capitale. Un’emergenza non legata al fatto che non si sa dove mandare i rifiuti. Il guaio è che l'immondizia rimane per strada, i cassonetti non si svuotano e restano stracolmi per giorni perché Ama è completamente saltata. L'azienda, nonostante oltre 200 milioni l'anno spesi per lo smaltimento, è ormai in agonia e Raggi ce l'ha messa tutta per arrivare a questo punto. Almeno amministratori delegati in 5 anni: con una tale instabilità, come si può programmare un piano drastico come quello di cui ha bisogno Roma?”.

foto pixabay

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