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Alitalia, Montino attacca Confindustria: nessuna visione strategica del settore

Il sindaco di Fiumicino dopo la dichiarazione rilasciata da Carlo Robiglio (Piccola Industria) che ha scatenato le proteste, definendo "fornace Alitalia". sottolinea: è un insulto a migliaia di lavoratori che vivono nell'incubo del collasso dell'azienda

printDi :: 19 giugno 2020 12:55
Alitalia, Montino attacca Confindustria: nessuna visione strategica del settore

(AGR) "Prima Bonomi, ora Robiglio: è evidente che Confindustria non ha alcun rispetto delle 12 mila persone che lavorano ad Alitalia e delle loro famiglie. E non ha neanche alcuna visione strategica per il settore dell'aviazione civile e per asset determinanti come il turismo. Il che è molto grave per la maggiore associazione degli industriali del Paese". Lo dichiara il sindaco Esterino Montino

"Parlare di "fornace Alitalia" è un insulto a migliaia di lavoratici e lavoratori che vivono nell'incubo del collasso dell'azienda da anni - prosegue Montino -. Un incubo, vorrei ricordare a Robiglio e a tutta Confindustria, iniziato proprio con l'arrivo dei privati nell'azienda". "Tutti ricordano cos'è successo in Alitalia dall'epoca dei "capitani coraggiosi" in poi - sottolinea il sindaco -. E ora Robiglio viene a parlare di fornace. Incredibile!".

"Per di più Confindustria usa il delicatissimo tema della scuola, strumentalizzandolo, per affossare definitivamente Alitalia - continua Montino -. Mettere in contrapposizione un ambito cruciale come quello della scuola, in un momento così delicato, e una delle principali aziende del Paese, strategica e fondamentale, è vergognoso"

"La verità è che a Confindustria non va bene che la linea intrapresa (e ci auguriamo anche quella che sarà perseguita fino alla fine) sia quella di dare un ruolo prioritario allo Stato nella gestione della compagnia di bandiera e solo marginale ai privati - conclude il sindaco -. Capiamo che dal loro punto di vista sia un problema, ma consigliamo agli industriali di chiedersi come mai siamo tornati alla gestione pubblica e di cominciare un serio processo di autocritica. Ora basta!. Abbiamo ascoltato gli industriali per decenni e i risultati si sono visti: non accettiamo più lezioni".

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