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NurSind Roma, sindacato degli infermieri, chiede screening anti-covid obbligatori e regolari per il personale sanitario

Dopo il focolaio, sviluppatosi tra gli infermieri in servizio presso numerosi ospedali romani, tra cui San Giovanni, Umberto I e Sant'Eugenio, il NurSind Roma chiede maggiori tutele per i lavoratori. Stefano Barone (Nursind Roma): la periodicità dei tamponi oggi va rivista e controlli settimanali.

printDi :: 25 novembre 2021 16:17
screening infermieri

screening infermieri

(AGR) Quarta ondata Covid. Il Segretario Provinciale, del sindacato infermieri NurSind Roma, chiede alla regione un intervento chiaro e autorevole riguardo gli screening periodici al personale sanitario. Dopo il focolaio, sviluppatosi tra gli infermieri in servizio presso numerosi ospedali romani, tra cui San Giovanni, Umberto I e Sant'Eugenio, il NurSind Roma chiede maggiori tutele per i lavoratori.Fu la regione stessa, lo scorso luglio, a chiedere alle aziende sanitarie di avviare programmi di screening strutturati, per tutelare i lavoratori, ma gran parte delle iniziative venne demandata alle direzioni sanitarie aziendali ‘in considerazione dell’andamento epidemiologico e dei casi eventualmente rilevati in struttura.’

“Le Raccomandazioni regionali per la limitazione della diffusione del SARS-CoV-2, sono state aggiornate a luglio corso, ma adesso la situazione epidemiologica è ben diversa!” E’ questo il grido di allarme lanciato da Stefano Barone, Segretario Provinciale Nursind Roma. L’infermiere teme per i colleghi di Roma e provincia, molti si stanno contagiando, mettendo a rischio anche le proprie famiglie.

“A luglio la Regione aveva chiesto alle aziende di definire un programma di screening strutturato per tipologia di struttura e stato vaccinale degli operatori. - spiega Barone - Tuttavia la periodicità dei tamponi al personale, che al tempo prevista ogni 15-30 giorni, andrebbe oggi rivista in considerazione dell’andamento epidemiologico in crescita, come del resto era previsto dalla circolare regionale.”

Positivi al Sars-Cov-2 aumentati del 200% negli ultimi mesi, lo rileva il report del Istituto Superiore di Sanità. "Si tratta di una situazione allarmante - ha dichiarato Stefano Barone - calcolando che quasi la totalità degli infermieri è vaccinata, quindi si tratta di contagi tra i vaccinati". Per questo torniamo a chiedere alle direzioni sanitarie di tutelare gli infermieri in quanto lavoratori fortemente esposti al rischio. In particolare la Segreteria Provinciale chiede che tutti gli infermieri vengano sottoposti periodicamente a tamponi molecolari. “E’ necessario aumentare il livello di attenzione con controlli periodici, con cadenza almeno settimanale, - afferma Barone - NON ogni 15-30 giorni e NON su base volontaria, come era previsto a luglio. Siamo oramai nella quarta ondata, occorre monitorare gli operatori sanitari per accertarsi che non vi siano soggetti asintomatici e contagiosi. Grazie alla vaccinazione di massa, le conseguenze dei contagi sono state contenute, ma nulla sembra essere cambiato riguardo i controlli sul personale che, a nostro avviso, sono l'unica strategia efficace per contenere la diffusione del virus." Conclude il Segretario Provinciale NurSind

foto da comunicato

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Stefano Barone segretario provinciale Nursind Roma

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