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Smarth working, i “pro” ed i “contro”

La nuova tipologia di lavoro da "casa" se può essere vantaggiosa per la sicurezza individuale, dall'altra provoca gravi carenze nelle prestazioni individuali. Sergio Martuscelli, comparto ministeri Confael: dipendenti pubblici poco valorizzati ed abbandonati

printDi :: 12 novembre 2020 15:19
lavorare da casa

lavorare da casa

(AGR) Lo smart working se mette al sicuro i lavoratori da eventuali contagi nei luoghi di lavoro, provoca, dall’altra parte, una serie di disfunzioni, per prima cosa sull’andamento stesso del lavoro e sulla produttività individuale. Gli interscambi tra categorie di lavoratori, i classici “consigli” del personale più esperto vanno a pesare sul prodotto finale, ogni dipendente, pubblico o privato lavorando da casa non può avere la stessa produttività della sua prestazione in presenza. “Prosegue per il comparto statale le difficoltà connesse al ricorso generalizzato allo smart working. – afferma Sergio Martuscelli, segretario nazionale Comparto Ministeri Confael - sono in molti a restare in casa a lavorare, situazione apparentemente favorevole ma di fatto molto costosa. Intanto, per lavorare da casa sono necessari spazi adeguati, collegamenti e computer dotati, inoltre,  tutti gli assegni accessori previsti,  come lo straordinario e i buoni pasti, di fatto risultano sospesi. Si tratta di “voci” stipendiali che completavano la retribuzione del dipendente”.

Altro aspetto spiacevole dello smart working è la poca o nessuna considerazione da parte delle altre categorie di lavoratori che li ritengono dei privilegiati.  Inoltre, come avviene nei momenti di crisi, non è raro che il comparto pubblico subisca ingiuste ingiurie dal resto dei lavoratori che accusano l’intera categoria di essere dei privilegiatia. "La realtà, come tutti gli “statali” ben conoscono - continua Martuscelli - il dipendete statale non solo è sottopagato ma non viene nemmeno valorizzato come dovrebbe".

 Dal punto di vista psicologico, ad esempio, la Dott.ssa Domenica Lanna Psicologa e Psicoterapeuta sottolinea il bisogno di stabilità famigliare e di una vita meno stressante per ottimizzare i risultati. “I dipendenti pubblici - afferma la Dott.ssa Lanna - non possono gestire le difficoltà di uno smartworking o di un lavoro normale con l’ansia di essere sempre il fanalino di coda, tanto che, oltre ad una minor rendita economica si rischia di le patologie legate allo stress con complicanze a volte gravi”

Il Dott Martuscelli (Confael) dichiara inoltre che nei suoi prossimi impegni metterà all’ ordine del giorno una attenta visita nei locali di lavoro per accertarsi delle doverose regole di salute degli ambienti lavorativi. Infine, il segretario generale Dott. Domenico Marella del sindacato Confael è pronto a promuovere e supportare ogni azione per migliorare il comparto pubblico.

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