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Marinai di salvataggio, gli angeli custodi delle nostre spiagge, turni di lavoro massacranti e pochi spiccioli

Ogni anno sul litorale di Roma salvano centinaia di vite. Sono costretti a lavorare in condizioni difficili, senza avere un bicchiere di acqua fresca durante le 12 ore di turno e sono pagati pochi spiccioli l’ora. Serve una revisione della normativa nazionale

printDi :: 04 agosto 2021 21:33
Marinai di salvataggio, gli angeli custodi delle nostre spiagge, turni di lavoro massacranti e pochi spiccioli

(AGR) "In questi ultimi giorni se non ci fossero stati i bagnini,  - scrive Marco Possanzini, segretario SI X Municipio - veri e propri angeli custodi, sulle nostre spiagge libere ci sarebbero stati molti più incidenti mortali.  Ogni anno, sul litorale di Roma Capitale, salvano la vita a centinaia di persone. Sono lavoratori, persone che con abnegazione e professionalità ci permettono di trascorrere ore serene in spiaggia con i nostri cari.

Eppure, nonostante questo prezioso servizio, le condizioni di lavoro sono disumane. Sempre più disumane. Costretti a lavorare in condizioni critiche, spesso senza poter avere nemmeno un bicchiere di acqua fresca durante le 12 ore continuative di turno, pagati pochi spiccioli l’ora, i nostri assistenti bagnanti vivono una condizione che nemmeno si può definire precaria. Sotto quegli ombrelloni rossi ci sono persone che, oltre a garantire la sicurezza e l’assistenza in mare ai cittadini, hanno sulle spalle mutui da pagare, bollette, e famiglie da mantenere.

Per gli assistenti alla balneazione - continua Possanzini -  anche andare in bagno è un problema perché non c’è il cambio e se succede qualche incidente in acqua durante quei pochi minuti di assenza non c’è giustificazione che tenga: tutta la responsabilità ricade sull’assistente bagnanti. Il dramma è che nessuno controlla. Tutto questo è inaccettabile. Servono stipendi adeguati, rispetto della normativa nazionale e controlli serrati delle autorità preposte e non per ultimo un atteggiamento rispettoso di Roma Capitale.

Non si può, infatti,  chiudere gli occhi su una situazione che, anno dopo anno, si aggrava. Serve un'inversione di tendenza. L’amministrazione pubblica - conclude la nota di Sinistra Italiana - non può accettare lo sfruttamento dei lavoratori trincerandosi dietro lo "schermo" della messa a bando dei servizi di salvamento".  

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